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Il 3 marzo 2009 veniva ratificato il testo approvato dall’Assemblea delle Nazioni Unite. A che punto è la sua applicazione?


La Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità compie oggi 10 anni. La legge di ratifica del documento da parte dell’Italia è infatti la L. 3 marzo 2009, n. 18.

Approvata dall’Assemblea delle Nazioni Unite il 13 dicembre 2006 a New York, la Convenzione rappresenta il testo di riferimento per tutte le normative e le
politiche successive, volte a migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità, tanto da essere stata definita “il primo grande trattato sui diritti umani del XXI Secolo”.
La Convenzione Onu sui diritti delle Persone con disabilità, infatti, non promuove nuovi diritti ma, con i suoi 50 articoli, afferma con forza la necessità che tutti i diritti umani e le libertà fondamentali siano pienamente goduti anche dalle persone con disabilità, alle quali va sempre garantito il rispetto dlela dignità. Il fine ultimo è la rimozione di tutti gli ostacoli, sia ambientali che culturali, alla piena uguaglianza.

Fare oggi un’analisi di quanto la Convenzione Onu sui diritti dei disabili guidi le politiche attuali in Italia o di quanto, di contro, le sue prescrizioni rimangano lettera morta, non è cosa breve. Quello che però possiamo senz’altro evidenziare sono alcuni dei punti maggiormente prioritari per le politiche nostrane, affinchè quanto promosso dalla Convenzione si traduca in interventi concreti, a partire da:

- politiche per la vita indipendente e le de-istuituzionalizzazione
- politiche a sostegno dei caregiver familiari
- revisione del riconoscimento di invalidità/handicap/disabilità
- definizione delle tariffe del Nomenclatore Tariffario, per dare piena attuazione al diritto alla salute, abilitazione e riabilitazione
- interventi migliorativi per la piena inclusione lavorativa delle persone con disabilità
- accelerazione degli interventi in favore della mobilità e dell’autonomia delle persone disabili

Molti e vari sarebbero ancora i punti da citare, ma siamo fiduciosi in una attenzione crescente a queste istanze. E poiché la consapevolezza dei propri diritti è il primo passo per pretenderli, invitiamo tutti a rileggere il documento della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, segnalandovi anche la versione tradotta in CAA (comunicazione aumentativa ed alternativa). La traduzione,  a cura di
Simona Piera Franzino e Domenico Massano, si basa sulle “easy read versions” , utilizzando simboli ARASAAC. Si tratta di un sistema di simboli Open Source di proprietà della “Diputación General de Aragón” sotto licenza Creative Common, disponibile a tutti e tradotto in varie lingue tra cui l’italiano.

Per approfondire:

La Comunicazione aumentativa e alternativa

Photo credit: Pexels

Redazione