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carta diritti aism: locandina Fatica, debolezza, scomodità del luogo di lavoro influenzano negativamente il lavoratore con SM, che invece con supporto familiare e flessibilità è aiutato nel mantenere la propria occupazione

 

AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) ha condotto uno studio nel quale si analizzano, per la prima volta, i fattori che influiscono sull'inserimento e il mantenimento del lavoro della persona con SM, ostacolandolo o facilitandolo.


Spesso diagnosticata in età giovanile, la sclerosi multipla è una malattia neurodegenerativa demielinizzante, comporta cioè lesioni al sistema nervoso centrale, causando vari sintomi debilitanti tra i quali, i più ricorrenti sono disturbi visivi, disturbi delle sensibilità come formicolii, sensazione di intorpidimento degli arti o perdita di sensibilità al tatto, fatica e debolezza percepita come difficoltà a svolgere e a sostenere attività anche usuali. Questo, certamente, ha un forte impatto sulle opportunità di socializzazione, sull'organizzazione e quindi sulla qualità della vita quotidiana e anche sulle abilità lavorative di una persona, costringendola in alcuni casi alla riduzione dei tempi e modi dell'attività professionale, magari obbligandola al prepensionamento.


LO STUDIO – Per verificare in che modo la malattia incida nell’abito lavorativo, è stato condotto uno studio che ha valutato in modo sistematico quali sono i fattori potenzialmente associati allo stato occupazionale nelle persone con SM e collegabili al mantenimento del lavoro. La ricerca, condotta dall'AISM attraverso la sua Fondazione, FISM, ha coinvolto 1016 persone con SM occupate e 756 disoccupate da non più di 5 anni, e ha considerato le percentuali di chi ha dovuto diminuire il numero di ore lavorative - con riduzione dello stipendio - o cambiare lavoro.
Sono stati individuati 105 fattori correlati all'attività lavorativa che sono stati raggruppati nelle seguenti categorie: sintomi legati alla SM, ambiente lavorativo, attitudine personale al lavoro, atteggiamento degli altri sul posto di lavoro, considerazioni finanziarie e considerazioni personali.

 

FATTORI POSITIVI E NEGATIVI - Tra i fattori che incidono maggiormente in modo negativo sul mantenimento lavorativo, fatica e debolezza, temperatura dei luoghi di lavoro e attitudine personale risultano al primo posto. Vengono anche influenzati da fattori “percettivi” come la scarsa qualità della vita, la gravità di malattia e fattori demografici (vivere nel sud Italia o nelle isole, un minore livello di istruzione). Tra i fattori positivi, invece, che favoriscono il mantenimento del lavoro, troviamo atteggiamento ottimistico, una buona motivazione e l'interesse nel lavoro, essere consapevoli delle proprie capacità, avere buone interazioni sociali e risorse emotive, godere di un buon supporto familiare e continuare a svolgere un ruolo definito all'interno della famiglia. Importante, soprattutto, l'ambiente di lavoro che dovrebbe offrire la possibilità di lavorare stando seduti, una programmazione oraria flessibile, la possibilità di riposi, un gruppo di lavoro stabile, una temperatura ambientale adeguata, il trasporto e parcheggi accessibili, la possibilità di organizzare il proprio ritmo lavorativo, l'area di lavoro comoda ed accessibile, insieme ad avere una malattia stabile.


I RISULTATI – Da questo studio emerge come le variabili che entrano in campo nella questione lavoro e persona con Sclerosi Multipla siano molteplici e come queste possano, insieme agli altri attori coinvolti, creare o non creare difficoltà nella gestione del lavoro per le persone con SM.
Riassumendo, lo studio indica che è importante, quindi, garantire un servizio di riabilitazione professionale per la valorizzazione delle capacità rimanenti e per la piena integrazione della persona con disabilità in ambito familiare, sociale e lavorativo. La combinazione di interventi riabilitativi e terapeutici, connesse a politiche sociali efficaci come ad esempio il diritto al part-time, possono migliorare la produttività lavorativa delle persone con SM.


Da ultimo, come commenta il Prof. Mario Alberto Battaglia, Presidente FISM: "E’ molto importante favorire l'empowerment della persona con SM, definendo un processo che aiuti le persone a sviluppare le conoscenze, le competenze e la consapevolezza del loro valore e dei loro bisogni, per aumentare la loro autonomia e migliorare la comunicazione con il datore di lavoro e i colleghi per risolvere problemi lavorativi e poter ottenere migliori spazi lavorativi in accordo con le necessità personali".  


 
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Redazione

 

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