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Dal diploma con PEI differenziato al liceo artistico all’assunzione in un centro sportivo in provincia di Ravenna, passando per un tirocinio, le tappe del percorso di Elia

Abbiamo voluto, in questi tempi oscuri e di grande incertezza, dare spazio a una storia in controtendenza: quella della recente assunzione a tempo indeterminato di Elia, 24 anni, con sindrome di Down, che un paiod i settimane fa ha firmato il suo primo contratto a tempo indeterminato con un centro sportivo di Ravenna. Ci raccontano la storia di Elia i suoi genitori, Tiziana Grilli e Gabriele Bazzocchi, rispettivamente presidente nazionale e presidente di AIPD Ravenna.

FINISCE LA SCUOLA, E POI?
A 19 anni (siamo nel 2015) Elia e si diploma con un PEI differenziato al Liceo Artistico Nervi di Ravenna. “Cosa farà ora?” - si chiedono i suoi genitori: dopo 18 anni nel mondo della scuola si percepisce un comprensibile smarrimento. Raccontano Tiziana e Gabriele che a Ravenna da qualche anno è attivo il Programma Sperimentale Centrato sul Destinatario per Persone con Disabilità Intellettiva, che coinvolge le istituzioni del territorio: il Dipartimento Salute Mentale, i Servizi sociali del Comune, l’Assessorato al Lavoro. Coinvolge anche il privato sociale, per la realizzazione dei singoli Progetti di Vita delle persone appena maggiorenni reclutate nella sperimentazione. I tirocini lavorativi supportati per persone con disabilità intellettiva medio-lieve costituiscono uno dei primi aspetti di innovazione di questa progettualità.

UN TIROCINIO PER ELIA
I referenti riconoscono per Elia l’opportunità della attivazione di un tirocinio presso l’azienda Aquae Sport Center di Porto Fuori di Ravenna: si occuperà di manutenzione dei campi sportivi e degli spazi verdi. Elia impara nel frattempo a prendere da solo i mezzi, e viene abilitato alle varie mansioni che corrispondono a bisogni reali del contesto, concertate con l’educatrice job coach ed il tutor aziendale. Si tratta, peraltro, di una prima volta per tutti: anche per lo staff dell'azienda il tirocinio di Elia costituisce la prima esperienza di accoglienza veramente inclusiva di una persona con Sindrome di Down con un ruolo lavorativo “alla pari”.

LE FIGURE DI SUPPORTO
Noi a questo punto cominciamo a crederci veramente in questo progetto e nell'azione dell'educatrice e del tutor- raccontano i genitori. Elia mostra di essere sereno, segue bene il programma di lavoro che varia di giorno in giorno, acquistando sempre più autonomia e sicurezza. Il tutor aziendale diventa una figura centrale per il suo percorso di crescita, sia lavorativo che umano; lo stesso vale per la presenza costante dell'educatrice job coach, che riduce man mano il tempo dedicato: entrambi mantengono in equilibrio l’impegno di Elia, con una mediazione sempre vigile, professionale e umanamente molto ricca.

LA SODDISFAZIONE DELL’AZIENDA
Alla prima scadenza del tirocinio, Elia viene riconfermato dall'azienda, che si propone di pagare il suo compenso, fino a quel momento corrisposto dagli Enti Locali, riconoscendo che le mansioni svolte sono di reale utilità all'azienda stessa. Siamo orgogliosi e grati per questa esperienza di lavoro e di vita di nostro figlio, che lo arricchisce quotidianamente e lo fa maturare anche nei momenti di fatica pur ben riconoscibili – dicono i genitori.
Tanti sono i ricordi in questi 5 anni – ricordano Tiziana e Gabriele - la prima divisa ricevuta e subito indossata con orgoglio è stata un vero regalo, una gioia espressa con tutta l’emozione del suo sorriso spontaneo e contagioso, immortalato da una foto della educatrice in quel momento. Elia ha dato valore a tutto: alle mansioni da svolgere, anche le più semplici, a tutti i rapporti umani. Ha sempre sperato, con discrezione ed umiltà, di essere assunto, di vedere una conclusione che lo premiava del suo impegno e della sua fedeltà e senso di appartenenza.

IL LOCKDOWN E LA PANDEMIA
E poi è arrivato il Coronavirus e con esso la pandemia. Elia ha vissuto il lockdown con pazienza e serietà - raccontano i genitori - è tornato al lavoro alla prima chiamata alla riapertura del Centro i primi di giugno. Ma era già un mondo diverso. L’educatrice ed il tutor aziendale lo hanno aiutato nella comprensione dei cambiamenti del suo comportamento e del contesto dovuti al COVID-19. Eravamo in realtà un po’ preoccupati ma fiduciosi e convinti che fosse giusto per lui riprendere come tutti gli altri lavoratori la sua quotidianità nel lavoro e nelle relazioni personali ad esso collegate. Nonostante la recrudescenza della pandemia di questo ultimo mese, costatiamo che Elia ha compreso il rispetto delle regole, ha buone pratiche di protezione, il suo lavoro spesso si svolge all’aperto e da solo, e questo facilita il distanziamento sociale e gli permette di stare in sicurezza, raccontanoTiziana e Gabriele.

IL CONTRATTO DI ASSUNZIONE
Quando arriva la notizia dell'assunzione è una gioia per tutti: per Elia in primis, e anche per i suoi genitori, che ci hanno sempre creduto. Consapevoli della criticità economica del momento vissuta dalle aziende, questa assunzione va doppiamente valorizzata, in quanto anche frutto della costanza con cui l’azienda ha cercato di ottenere le condizioni fiscali che consentissero l’assunzione, dicono Tiziana e Gabriele.
Elia è consapevole del cambiamento e non trattiene l’emozione: ne parla continuamente, fa progetti per il futuro. Lunedì scorso ha firmato il suo contratto, part-time a tempo indeterminato: su un foglio due firme parallele, quella di un uomo e imprenditore, che ha offerto una grande e bella opportunità di lavoro e di inclusione a nostro figlio, nonostante il momento storico; e quella di Elia che si è vestito come per una Grande Occasione e che, incontrando persone che hanno creduto in lui, gli hanno permesso di viverla realmente.

I ringraziamenti da parte dei genitori, Tiziana Grilli e Gabriele Bazzocchi, sono tanti, e li riportiamo tutti: a Gianluca Lanigra, Presidente di AQUAE SPORT CENTER; a Valeria Garcea, educatrice e Romina Maresi, presidente della COOP.San Vitale; ad Andrea , Angelo e Alessandro, tutor aziendali; a tutti i dipendenti di AQUAE SPORT. Al Comune di Ravenna; al Centro Salute Mentale di Ravenna ed al Programma Disabilità Intellettiva Autismo adulti della USL della Romagna.
Infine ad AIPD, Associazione Italiana Persone Down, per aver promosso, fin da tempi pioneristici, il concetto e la cultura della identità lavorativa e del diritto alla cittadinanza attiva per le persone con Sindrome di Down.

Nella foto: Elia mentre firma il contratto.

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