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Colf e badanti stranieri potranno essere regolarizzati e, nel caso di stranieri irregolari, ottenere il permesso di soggiorno, con annullamento della pregressa evasione fiscale da parte del datore per il lavoro nero

Il Dl Rilancio ha introdotto una serie di misure atte a supportare il Paese in quella che è stata definita la Fase 2: tra queste, abbiamo già illustrato il prolungamento dei permessi della legge 104, il rinnovo del bonus babysitter e dei congedi covid, per citarne alcuni.

SANATORIA PER REGOLARIZZARE COLF E BADANTI
Tra le misure che possono interessare le persone con disabilità e le loro famiglie troviamo che la “sanatoria” per assumere colf e badanti, che potranno essere regolarizzati in modo più semplice, ottenendo così anche un valido permesso di soggiorno.Questa misura riguarda anche l’emersione del lavoro nero di lavoratori italiani.
La misura non riguarda solo colf e badanti, ma si applica ai seguenti settori di attività:
a) agricoltura, allevamento e zootecnia, pesca e acquacoltura e attività connesse;
b) assistenza alla persona per se stessi o per componenti della propria famiglia, ancorchè non conviventi, affetti da patologie o handicap che ne limitino l’autosufficienza;
c) lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare.

COSA PREVEDE IL BENEFICIO
Il decreto prevede due opzioni:
- I datori di lavoro che hanno impiegato in nero cittadini (stranieri e non) come colf e badanti potranno regolarizzare queste posizioni. Se tali lavoratori sono extracomunitari e hanno permesso di soggiorno scaduto dal 31 ottobre 2019 o in scadenza, attraverso la regolarizzazione con la stipula di un contratto di lavoro subordinato otterranno in automatico un permesso di soggiorno.
- I migranti irregolari che avevano lavorato nei settori interessati ma hanno perso il lavoro potranno ottenere un permesso temporaneo di sei mesi per cercare un nuovo impiego nei settori concordati.
Vediamo come funziona.

REQUISITI
I beneficiari saranno lavoratori non regolari impiegati come colf e badanti, attualmente in Italia con contratti irregolari o permessi scaduti, che devono però essere in possesso di alcuni requisiti, per poter essere regolarizzati. Innanzitutto gli interessati dovevano trovarsi in Italia già dall’8 marzo 2020 (prima del lockdown): per dimostrarlo, il cittadino dovrà essere stato registrato agli uffici Immigrazione presso le questure, sia attraverso l’acquisizione di rilievi foto e dattiloscopici, sia con la dichiarazione di ingresso in Italia ai sensi della legge 28 maggio 2007, n. 68 alle autorità di frontiera. Inoltre, non devono aver lasciato l’Italia dopo l’8 marzo ma essere rimasti nel nostro Paese continuativamente. Non devono, inoltre, essere stati raggiunti da provvedimenti di espulsione o essere in corso indagini penali per reati di particolare gravità.

COME FARE DOMANDA
La domanda (di emersione o di permesso temporaneo) potrà essere presentata dal 1 giugno al 15 luglio 2020, sia da parte del datore di lavoro (per regolarizzare la posizione) sia del migrante che stia cercando lavoro. La domanda va presentata allo sportello per l’Immigrazione o presso le Questure se si tratta di cittadini extracomunitari, oppure all’Inps se si tratta di colf e badanti italiani o appartenenti alla Ue.
a)          Se la richiesta è presentata dal datore di lavoro: il datore di lavoro si “autodenuncia”, procedendo alla stipula di un regolare contratto di lavoro subordinato o dichiarando la sussistenza di un rapporto di lavoro in corso ma irregolare. In questo caso (ovvero per regolarizzare una posizione in nero), il datore di lavoro dovrà pagare una sanzione di 400 euro più un forfait per i contributi pregressi (ancora da definire). Per il datore di lavoro che chiede la regolarizzazione scatta l’immunità anche per gli anni pregressi in cui abbia fatto lavorare in nero il colf/badante.
Nella stipula del nuovo contratto regolare andranno indicati durata del rapporto di lavoro e retribuzione convenuta (in base al CCNL di riferimento). Con questa procedura, ottenendo un regolare contratto di lavoro, la posizione del lavoratore si farà regolare, ottenendo il relativo permesso di soggiorno.

b)          Se la richiesta è presentata dal lavoratore disoccupato: Il lavoratore attualmente senza lavoro può richiedere un permesso di lavoro temporaneo della durata di 6 mesi finalizzato alla ricerca di un lavoro, presso la Questura. Per presentare questa domanda dovrà versare 160 euro, e potrà farlo solo provando di avere svolto prima del 31 ottobre 2019 attività nei settori previsti. Se riuscirà a trovare lavoro, il documento rilasciato verrà trasformato in permesso di lavoro subordinato.

BONUS BADANTI DA 500 EURO
A questa “sanatoria” per regolarizzare e assumere colf e badanti si aggiunge anche il cosiddetto bonus Colf e badanti, i quali potranno ricevere un bonus da 500 euro per ciascuno dei mesi di aprile e maggio. Sarà necessario dimostrare di possedere, alla data del 23 febbraio 2020, regolare contratto, come personale domestico non convivente, di almeno 10 ore di lavoro settimanali.
Il bonus sarà erogato dall’Inps in unica soluzione, previa domanda del lavoratore, tramite sito INPS.

Per approfondire:

Il testo del Decreto Rilancio 

Su questo argomento leggi anche:

Stipendio colf e badanti: ecco i nuovi minimi retributivi 2020 previsti dal CCNL Lavoro domestico (Tabelle)

Badanti e lavoratori domestici: ecco i contributi INPS dovuti per l'anno 2020

Redazione

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