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Dal 15 ottobre anche per colf e badanti c’è l’obbligo di essere in possesso di un green pass per svolgere il proprio lavoro. In caso contrario, è prevista la sospensione e la perdita dello stipendio

Come saprete, dal 15 ottobre scatta l’obbligo per tutti i lavoratori del settore pubblico e privato di dotarsi e di esibire il Green Pass per accedere ai luoghi di lavoro. Rientrano quindi anche le persone che svolgono un lavoro presso privati, come colf, collaboratori domestici, babysitter e badanti, che devono essere in regola come qualsiasi altro lavoratore, tanto più che, essendo a stretto contatto con persone anziane, disabili o ammalate, potrebbero metterle a rischio di contagio.
A questo proposito, il Presidente del Consiglio ha firmato il 12 ottobre un Decreto che stabilisce le modalità di verifica del Green Pass in ambito lavorativo.

Come si ottiene il Green Pass per la badante
Ricordiamo che il Green Pass si ottiene:
a)      Effettuando una o due somministrazioni di vaccino anti Covid
b)      Essenso in possesso di un tampone negativo nelle ultime 48 (antigenico rapido) o 72 ore (molecolare)
c)       Esibendo una certificazione di esenzione all’obbligo vaccinale (qui come ottenerla)
d)    Essendo guariti dal Covid negli ultimi 6 mesi

Chi deve controllare il Green Pass della badante
Essendo la famiglia il datore di lavoro del o della badante, il controllo e la verifica della Certificazione Verde spetta, appunto, alla famiglia presso cui il lavoratore presta servizio. La verifica può essere effettuata anche tramite la app che utilizzano i locali pubblici, che si chiama Verifica C19, scansionando il QR Code del Green Pass del lavoratore. Il decreto pubblicato ieri segnala che oltre all’app “VerificaC19”, saranno rese disponibili per i datori di lavoro, pubblici e privati, specifiche funzionalità che consentono una verifica quotidiana e automatizzata del possesso delle certificazioni

Cosa si deve controllare
Il controllo del Green Pass tramite app non fornisce indicazioni personali, ma appura e certifica solo che il lavoratore sia in possesso di un certificato verde in corso di validità. Al datore di lavoro non vengono mostrati né se il lavoratore lo ha ottenuto con vaccino o con tampone, né altre informazioni personali al riguardo. Inoltre, non è possibile conservare memoria del QR Code del lavoratore.

Cosa succede se la badante non ha il Green Pass
Se la badante non ha il Green Pass o si rifiuta di esibirlo, non può accedere al luogo di lavoro, quindi la famiglia deve sospenderla dal lavoro, e può contestualmente bloccare il versamento dello stipendio.
Il lavoratore, pubblico o privato, è considerato assente ingiustificato, senza diritto allo stipendio, fino alla presentazione del green pass.
Questo significa che la badante non lavora e non percepisce stipendio, ma conserva il posto di lavoro. Non è infatti possibile licenziare la badante con la motivazione dell’assenza del Green Pass, tuttavia nel settore domestico è possibile sempre licenziare il lavoratore, previo preavviso, nel momento in cui venga meno il rapporto di fiducia. La famiglia può nel frattempo dotarsi di un nuovo lavoratore nel caso di sospensione della badante.

Cosa rischia la famiglia non in regola
Nel caso in cui la badante fosse priva di Green Pass sul luogo di lavoro, a risponderne è anche la famiglia. Essendo trattate come tutti i datori di lavoro, la sanzione va dai 400 ai 1000 euro.

Per approfondire
Le FAQ del Governo sul Green Pass

Decreto legge 21 settembre 2021, n.127


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Redazione

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