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Chi è favorevole, chi dice che dipende tutto dai modi e chi racconta la sua esperienza: le opinioni dei nostri lettori

Si può scherzare sulla disabilità propria e altrui? Se sì, in quale misura? Se no, perchè? Fare dell’ironia è mancare di rispetto o trovare una leva per alleggerire situazioni altrimenti pesanti? E ancora, c’è un limite allo scherzo? Si può dire tutto? Ci sono regole da seguire in questo campo?
Noi lo abbiamo chiesto ai diretti interessati: a chi con la disabilità ci vive e la porta sulla propria pelle. Qui abbiamo raccolto alcuni messaggi di discussioni del nostro forum e da Facebook con le opinioni più diffuse in merito a satira con/verso chi ha una disabilità.

In generale, l'argomento viene visto di buon occhio:

"Non vedo niente di male,un po‘ di satirà ci vuole ogni tanto, però da non confondere con altro, altrimenti è la fine."

"La satira.....
Io sono il primo a farne su me stesso.
Mi prendo in giro in un modo indegno..
Se qualcuno mi provoca "scherzosamente" gli dico: "SE mi alzo da qui su, (dalla sedia a rotelle) ti rincorro per tutto il salone e ti prendo a calci"... "

"Io ne faccio su me stesso.. ed è divertente vedere gli altri in difficoltà mentre ti prendi per il deretano..ahah"

"Chi è capace di autoitronizzare su di se.. ha una carriera circense."


C'è chi dice che però tutto dipende dal modo in cui viene fatta:

"Generalmente non mi dà fastidio, poi possono esserci delle eccezioni ovviamente"

"Ciao, sono nuovo!
Anch'io ironizzo su tutto, ma sempre con rispetto. Faccio autoironia e mi diverto sopratutto a vedere l'effetto che fa negli sguardi della gente.
Comunque dipende pure da chi la fa e come viene fatta, poiché secondo me il confine fra ironia e presa in giro è sempre molto labile.
Giusto pochi giorni fa, sono andato a vedere per curiosità (solo per quello, vi giuro non condannatemi!) Aspirante Vedovo, dove vi è proprio una battuta sui disabili. Beh, è stata abbastanza carina, poiché si diceva che i disabili sono "intoccabili". Non mi ha dato fastidio più di quanto me ne ha dato il film in sé. "


Sulla satira e su battute caustiche su persone disabili all’interno di prodotti tv „politicamente scorretti“ come alcuni cartoni animati (vedi i Griffin, ndr), c’è chi dice:

"Io non ho visto i cartoni ma sono per la satira in genere, se non è pesante o volgare. In tutte le cose c'è sempre un lato di cui ridere, nel senso che la vita stessa tante volte è uno scherzo. Cerchiamo di prenderla in ridere tutte le volte che possiamo e teniamoci su."

Chi anche ne sottolinea l'utilità:

"A parte che è divertente, fare ironia su se stessi e sui "bipedi" è utile. I normodotati si sentono spesso in imbarazzo perchè non sanno come prenderci (a volte letteralmente) o temono di commettere delle gaffes. Se siamo noi stessi a fare battute, ecco che questo "timore reverenziale dello sciancrato" viene meno. Io ne ho fatto uno stile di vita e i commenti dei normodotati sul mio blog dimostrano che spesso è solo la non conoscenza a creare distanze. E quale modo migliore per conoscersi che con quattro risate?"


E c'è anche chi dice che la satira va bene su se stessi, ma è bene avere un particolare riguardo quando si tratta della disabilità altrui:

"Io ad ogni persona che incontro noto prima il suo carattere e poi vedo se è una persona scherzosa o sensibile, che sia abile o disabile io studio il carattere della persona prima di inziare a scherzare su queste tematiche..."

"Io di solito ironizzo parlando di me, degli altri non mi permetto"


Chi la prende un po' con filosofia:

"Sorridere delle proprie disgrazie significa ridimensionarle e poi mi considero una che ha avuto tanto dalla vita, anzi posso dire di averne vissuto due di vite e non è detto che questa sia peggio di quella precedente. Sarei molto felice se la mia storia fosse di aiuto per qualcuno, ho perso le gambe ma ho guadagnato in umanità e fiducia in me stessa [...]."


Chi non vuole distinzioni tra disabili e non:

"Chi mi spiega perché si "deve" distinguere la satira sui diversamente abili da quella sui normodotati? La satira è satira... si offende chi non comprende il senso della satira stessa... non facciamone anche qui un motivo di diversità tra normodotati e non... altrimenti... "


C’è chi prendendosi in giro trova la forza per proteggersi:

"Senza sarcasmo ed ironia non esisterei. Prendo costantemente in giro me stessa e con la stessa forza talvolta mi proteggo da ciò che mi offende. Ci vuole sicuramente tatto, ma ironizzare si può. (sto leggendo un libro a tal proposito)"


C'è anche chi ci racconta qualche episodio divertente, come questo nostro follower di Facebook:

"Beh su se stessi potrebbe sembrare più facile, mi ricordo che prima di un intervento toracico, l'anestesista controllava la pressione,i battiti e ad un certo punto iniziarono. Mi sentivo disorientato, confuso, l'anestesista mi contollò le pupille, la sx e poi la dx, e capii che si allarmò: "Ferma ferma tutto, la pupilla occhio dx non si dilata...ferma“, non lucido ma ancora sveglio dissi al dottore: tranquillo dottore è una PROTESI ...e...tutto procedette per il meglio. "

Insomma, per concludere, forse è proprio vero, come dice un nostro utente, che "Saper sorridere delle proprie disgrazie è una delle strade che portano a star bene con se stessi."


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Anna Dal Lago

 

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