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maria stella gelminiCinquanta giorni di assenza basteranno agli alunni malati?

In occasione dell'inizio di un anno scolastico che si apre sull'onda della discussione estiva della manovra finanziaria e che fa il suo esordio tra tagli, polemiche e proteste, vogliamo pubblicare la lettera che due lettrici hanno inviato al Ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini.

Caro ministro Maria Stella Gelmini, oggi abbiamo appreso dalla stampa le  nuove normative inerenti all'anno scolastico 2010-2011  che va ad iniziare,  riguardanti diverse novità per i nostri ragazzi.
Tra tutte  una in particolare ci ha colpito ed è quella che riguarda i giorni di assenza portati a 50 complessivi al massimo per tutto l'anno scolastico, pena la bocciatura se superano tale limite.

Non è nostra intenzione entrare in polemica con Lei, ma come mamme ed io anche come disabile le domandiamo se ha pensato a tutti quei bambini o ragazzi  che soffrono di patologie rare, invalidanti ed ingravescenti, che li costringono, obbligatoriamente, a sottoporsi a cure periodiche, il più delle volte in ambiente ospedaliero, basti pensare a chi si deve sottoporre alla dialisi,  o a chi, andando a scuola in motorino,  cade e si frattura un osso  e deve essere sottoposto   ad un intervento chirurgico ed alla successiva, lunga, riabilitazione.
E vogliamo parlare di chi è ammalato di tumore e deve sottoporsi alla chemioterapia? Non basta la malattia? Dobbiamo aggiungere anche la discriminazione e l'anno perso?
Inoltre, come ricordavamo prima, ci sono tanti ammalati di patologie rare che necessitano di continui controlli ed esami ematochimici, di visite, di ricoveri.
Anche qui all'ansia per la malattia dobbiamo aggiungere anche quella per la scuola?Anche qui dobbiamo penalizzare il figlio malato?

Sappiamo che da poco è diventata mamma anche lei di una bellissima bambina ed è proprio appellandoci a questo, al suo essere madre, che a nome di tutte le mamme con figli disabili, malati, portatori di handicap le domandiamo di ripensare a questo provvedimento  e di modificarlo, lasciando agli insegnanti il compito di valutare se, nonostante le assenze, i ragazzi hanno studiato e si sono portati al livello dei compagni di scuola.
Sarebbe un grande atto d'Amore verso chi è già tanto provato dalla vita.
Dimostri che il suo cuore ha la saggezza e la sua mente l'elasticità necessaria a ritornare sui propri passi ed a prendere in considerazione quanto noi abbiamo portato alla Sua attenzione.

Gabriella Fogli
Laura Vanzani giornalista


PER APPROFONDIRE:

http://www.istruzione.it


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Redazione