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Basta con la retorica degli superuomini o della compassione. Le persone con disabilità si mostrano per quello che sono per lanciare un messaggio: non siamo speciali!

Sei una così grande ispirazione!
Sei così coraggioso…mi ricordi di essere felice
Adoro il fatto che non ti butti giù: buon per te!
Mi spezza il cuore…
Ci spingete ad essere migliori
Siete dei supereroi!


Queste qui sopra sono solo alcune delle frasi che le persone con disabilità sono (ancora) abituate a sentirsi rivolgere, soprattutto da coloro che non le conoscono. Ma siamo proprio sicuri che le persone disabili siano supereori, siano per forza delle ispirazioni, siano speciali? O piuttosto sono persone che, come tutte, devono vestire i bambini in tempo per non fare tardi a scuola, hanno mutui, si divertono, riescono ad ammazzare le piante, guardano serie tv, si sposano, fanno politica, amano i loro nonni, pregano (e non per una cura ma…per una borsa nuova!), fanno sesso?!

Sì, le persone disabili non sono speciali. Sono ordinarie. Umane. E sono ben il 15% della popolazione mondiale. Insomma, non specialità e rarità da esaltare o compatire.

E’ questo il messaggio del video qui sotto di WeThe15, la campagna promossa dal movimento paralimpico, dalla International Disability Alliance, UN Human Rights, UNESCO, UNAOC, lanciata proprio in occasione delle Paralimpiadi di Tokyo 2020 attualmente in corso, che prende in giro la retorica dei “supereori” disabili, a favore di una normalizzazione di qualunque condizione. Da vedere e condividere!

Per info:

www.wethe15.org

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