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Grande soddisfazione dalla comunità sorda, che chiedeva questo riconoscimento da anni

Quello del 19 maggio è stato definito dalla comunità sorda un giorno storico: giorno nel quale "La Repubblica riconosce, promuove e tutela la lingua dei segni italiana (LIS)".

Dopo anni di battaglie, petizioni e lotte, quindi, con l’approvazione di ieri alla Camera del disegno di legge, già approvato dal Senato, di conversione in legge del cosiddetto Decreto Sostegni, la Lingua dei Segni Italiana è stata riconosciuta.

Lo stabilisce l’articolo 34-ter, contenente le "Misure per il riconoscimento della lingua dei segni italiana e l'inclusione delle persone con disabilità uditiva"  che riconosce, inoltre, le figure dell'interprete LIS e dell'interprete LIST quali professionisti specializzati nella traduzione e interpretazione rispettivamente della LIS e della LIST.

Non solo. Nel testo si legge anche che "per favorire l'accessibilità dei propri servizi, le pubbliche amministrazioni promuovono la diffusione dei servizi di interpretariato in LIS e in LIST, la sottotitolazione e ogni altra modalità idonea a favorire la comprensione della lingua verbale nonché iniziative di formazione del personale". Infine, per favorire l'inclusione sociale delle persone con disabilità uditiva, "la Presidenza del Consiglio dei ministri promuove campagne di comunicazione".

Un successivo decreto dovrà definire i percorsi formativi per l'accesso alle professioni di interprete LIS e di interprete LIST e le norme transitorie per chi già esercita tali professioni.

Grande la soddisfazione da parte della comunità sorda, che da anni chiede e si batte per questo risultato, ottenuto molto in ritardo rispetto amolti altri stati, dove la Lingua dei Segni era già riconosciuta

Così il Presidente Nazionale ENS, Giuseppe Petrucci: "È un crocevia fondamentale e storico verso la piena inclusione delle persone sorde e l’abbattimento delle barriere della comunicazione, lo aspettavamo da troppo tempo. Oggi - ha continuato Petrucci - dobbiamo festeggiare, oggi siamo arrivati a questa legge di civiltà e uguaglianza che garantisce l'accessibilità, la libertà di scelta linguistico-comunicativa delle persone sorde e rappresenta il primo passo per garantire, finalmente, tutti i loro diritti di cittadinanza. Questa vittoria è dell'ENS, dei suoi dirigenti, dei suoi collaboratori, del suo personale e, soprattutto, di tutta la nostra comunità".

In disabili.com

pensione sordi

Redazione

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