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Lo spettacolo della ballerina disabile Nicoletta Tinti che col suo ausilio speciale incarna sul palco la resilienza 

Uno spettacolo di difficile definizione: non solo danza, non solo musica nè solo monologhi, e neppure la semplice somma delle cose è sufficiente a spiegarne il significato. Nicoletta Tinti, 37enne di Arezzo, fondatrice della compagnia InOltre è come se avesse già vissuto almeno quattro vite, tali e profondi sono stati i cambiamenti tra uno stadio e l'altro, fra cui anche una partecipazione alle Olimpiadi del 1996 come ginnasta ritmica.

Lo spettacolo è invece ancora alla sua "prima vita"; le parti si sono andate via via ad arricchire da quella danza cristallizzata su Youtube, la primissima esibizione singola del settembre 2015, in un video che aumenta inesorabilmente le sue visualizzazioni (probabilmente una cinquantina solo dal sottoscritto) e che nei suoi 7 minuti scarsi sa raccontare la bellezza dell'arte e dell'amicizia, l'aspetto contemporaneamente semplice e geniale di Grim (l'ausilio appositamente costruito da due fabbri che consente a Nicoletta di restare in piedi, danzare, abbracciare, creare visivamente) e soprattutto un messaggio: quella forza oltre il destino, la resilienza dopo un cambiamento che ne richiede altri. Lo scarto mentale di pensare non a cosa non si può più fare concentrandosi invece sull'individuazione delle nuove modalità per farlo. Come quella del musicista che accompagna Nicoletta, Giancarlo Aquilini, che neanche dopo la diagnosi di distonia focale ha rinunciato a suonare il piano, imparando a farlo solo con la mano sinistra.

Il cambiamento intervenuto 8 anni fa nella vita di Nicoletta può spaventare, perché è uno di quelli che chiunque può percepire come vicinissimo e verificabile. Il danno irreversibile di un'ernia spinale, durante il sonno, può farci sentire tutti più vulnerabili rispetto ad altre tipologie traumatiche o patologiche, di quelle che sembra sempre possano capitare solo ad altri.

In una valida ricerca musicale, che va da Erik Satie alla celeberrima aria di Léo Delibes passando per quella altrettanto elegante dei Balanescu Quartet, vengono alternate nel pubblico risposte emotive, disagi, estetica. Quando Nicoletta crea una figura mitologica, metà donna e metà donna, e muove come una burattinaia gambe in realtà non sue, c'è un che di catartico nell'apparente inganno che per qualche attimo vivono gli spettatori. E' solo una delle intensità dello spettacolo, a volte appena sussurrate, pienamente registrabili forse solo da chi ha letto prima la storia di Nicoletta; alcuni movimenti nelle coreografie di Emma Iannotta e Silvia Bertoluzza vanno a simboleggiare non tanto l'ernia quanto la Frattura, la separazione fra il Prima e il Dopo, che sì, risiede fra due vertebre, ma si perpetua come un'ombra, nella continua lotta fra buio e luce che percorre tutto lo spettacolo e tutte le nostre vite. inoltreUn'utente di Facebook, nick Selva Oscura, dopo aver assistito allo spettacolo di Bologna ne ha scritto una profonda recensione che sposo appieno:

"Notevole è stata anche l'intenzione di raccontare le tenebre che porta con sé l'improvvisa assenza, o mancanza... E questo è un altro dei grandi pregi di “Assenza”, che in questo senso è anticonformista, rispetto al messaggio piuttosto diffuso secondo cui l'handicap, la menomazione, è nella mente di chi la vede, non nel corpo di chi la porta. L'atteggiamento politically correct, come tutti gli atteggiamenti stereotipati, è un modo di “restarne fuori”; ci si schermisce dietro il rispetto della differenza, negandole in realtà il diritto di esistere nella sua molteplicità, che è fatta anche di opacità, non accogliendo la quale si rimarca ciò che manca. Vero è l'intero, dice Hegel, ed è proprio non poter essere interi, dunque veri, a generare sofferenza. Il racconto dell'ombra restituisce dignità e diritto di espressione alla protagonista e quindi, di riflesso, a me che sono spettatrice, e che vedo così riconoscere anche il mio diritto di essere intera, nuda, non censurata."

La compagnia impiega le sue energie esclusivamente a scopo benefico, in svariate città. Il 16 aprile, data di registrazione del video allegato, si è esibita al Teatro Vela di Varese nel corso della raccolta fondi "Fuck the Cancer", lunga, itinerante e dai grandiosi risultati, organizzata dal giornalista Roberto Bof, una garanzia nel mondo della disabilità declinata nello sport. Nicoletta e compagni hanno dato il loro contributo, ma subito sono seguite altre date, altre iniziative, la prossima delle quali a Zola Pedrosa, provincia di Bologna, il 28 giugno; tutto il ricavato, sempre ad offerta libera, verrà devoluto alla locale associazione di volontariato Mauro's Boys che si occupa di aiutare famiglie di ragazzi con disabilità.
Qui trovate l’evento Facebook.

Un classico insegnamento buddista dice "trasforma il veleno in medicina"; Nicoletta ci sta riuscendo meravigliosamente.


 

Assenza nuova Essenza from Dei Disarmati on Vimeo.


Nota al video
La compagnia InOltre porta sul palco, insieme a Nicoletta, i ballerini Emma Iannotta, Silvia Bertoluzza e Daniele Del Bandecca, i musicisti Giancarlo Aquilini, Ivan Di Dia, Maria Irene Calamosca, Angelo Di Gregorio e il soprano Anna Pia Capurso.


In disabili.com:
Il teatro che unisce torna a Trani per il Giullare 2016

Massimo Squillario

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