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Le riflessioni di SordiOnline sulle parole che descrivono la disabilità uditiva

Torniamo sull’argomento che abbiamo trattato nei giorni scorsi in un nostro articolo dal titolo Sordità e lessico: facciamo chiarezza sulle parole da usare (anche in giornali e tv), contenente le osservazioni dei presidenti delle due associazioni LIS Subito! ed Emergenza Sordi e dedicato, appunto, alle parole utilizzate dai media per parlare di sordità, in particolare in relazione alla notizia della recente vittoria agli Oscar del film CODA che racconta la vita di alcune persone sorde.

A tale proposito, in nome di una pluralità di opinioni, riceviamo e pubblichiamo anche la nota della redazione del sito SordiOnline, secondo i quali nel testo pubblicato viene proposto in modo molto insistente e aggressivo l’uso obbligatorio della parola SORDO invece della definizione SORDOMUTO, semplificando in modo scorretto la problematica di questa disabilità.

Continua la nota: La maggior parte dei giovani sordi hanno potuto per fortuna frequentare scuole insieme a bambini udenti e hanno potuto imparare la lingua italiana, e con l’aiuto di ausili e logopedie, hanno imparato a parlare anche bene, sono quindi sordi ma parlanti non muti. Sarebbe facile se per merito di una legge una legge riuscisse a togliere un’invalidità, cosa che così non è.

Secondo SordiOnline la riflessione a cui abbiamo dato spazio nell’articolo non tiene conto di tutte quelle persone sorde che nate prima degli anni settanta, sono state quasi tutte inserite nei vari Collegi italiani che hanno insegnato loro esclusivamente la lingua dei segni che conoscono alla perfezione, ma che non consente di acquisire culture e informazioni attuali. Unica eccezione il sordomuto Mario Parisella, ideatore e gestore di www.Sordionline.com, (…) che da solo senza prendere nessuna laurea è riuscito ad arrivare a livelli molto alti nella conoscenza dell’informatica (…).

Infine, il riferimento alla legge 2006/95 che, secondo SordiOnline, non abolisce la parola sordomuto, ma la sostituisce con sordo negli atti ufficiali (come documenti e accertamenti d’invalidità).

Redazione

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