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tour eiffel disegnata con bambini per attentati parigiLutti, tragedie e terrorismo. Alcuni consigli su come spiegare ai bambini (anche con disabilità intellettive) cosa è successo in questi giorni a Parigi e capire le loro reazioni


I recenti eventi tragici di Parigi che hanno portato, con le notizie degli attentati terroristici, la crudezza della violenza più efferata e incomprensibile nelle nostre case attraverso i media, ci obbliga necessariamente a chiederci in che modo se ne possa parlare ai più piccoli. Spiegare ai bambini l'inspiegabilè, tuttavia, è una necessità, poiché è in questo momento che un bambino può sviluppare paura e angoscia nella vita di tutti i giorni (aver paura di uscire di casa, di non sentirsi al sicuro a scuola), etc. Si rivela quindi utile capire in che modo affrontare la questione, evitando che i piccoli siano esposti senza controllo a informazioni che non sono in grado di elaborare correttamente.

Il sito www.autismspeaks.org dà alcuni suggerimenti per affrontare questi argomenti (tragedie, catastrofi, lutti…) con bambini, e nello specifico con bambini con disturbo dello spettro autistico, che possono presentare delle reazioni di elaborazione del trauma di difficile comprensione. Li vediamo insieme.


PARLARE AL BAMBINO -
Può succedere di arrivare troppo tardi, quando il bambino ha già sentito parlare della notizia di un incidente o di un attentato, in maniera più o meno dettagliata. È importante capire quanto e cosa sappia e da lì partire insieme.
Le strategie che potrebbero funzionare per parlare con un bambino autistico e non possono essere:
- Presentare i fatti della situazione, senza soffermarsi sui dettagli cruenti, con un linguaggio semplice e chiaro (sono più utili parole ben definite, non di concetti generalizzati come "il male" , "la guerra").

- Parlare col bambino di quanto brutta sia stata quella situazione per quelle persone, ma soprattutto che le emozioni come tristezza e sofferenza le provano tutti, tutti i giorni.

- Focalizzarsi su quello che, insieme al bambino si può fare di costruttivo per migliorare la scuola, la comunità, la propria realtà. Il bambino sicuramente si sentirà meglio se sa di poter aiutare qualcuno.

- Se la situazione implica pericolo, ricordare i modi in cui si può mettere al sicuro

- Evitare l'esposizione senza controllo a queste notizie di giornali, internet e radio


RASSICURAZIONI PROPOSITIVE - Alcuni bambini preferiscono sentire storie o rappresentazioni dettagliate per capire meglio cosa succede. Riportiamo degli esempi di frasi che potrebbero essere dette ad un bambino. Si tratta di frasi che non vanno bene per tutti: ogni genitore sa quanto il bambino può essere sensibile o meno ad argomenti come morte e sofferenza.

-    "Quando qualcuno muore il corpo non funziona più, e molte famiglie sono tristi perché non possono vedere le persone della loro famiglia. Alle famiglie mancano i loro cari, ecco perché sono tristi"

-    "Quando penso a cose tristi insieme possiamo __________" (scegliere di fare un'attività che il bambino solitamente fa per sentirsi felice o un comportamento abituale, soprattutto se autistico).

-    "Ci sentiremo meglio quando passerà del tempo"

-    "Quando ti senti triste e solo pensa che mamma, papà e tutta la famiglia ti amano"

-    "Tu sei al sicuro perché ________" (scegliere di indicare oggetti o misure che aiutano a far sentire il bambino al sicuro)

-    "Le maestre e i parenti ti aiutano a tenerti al sicuro perché" …


LA ROUTINE DEI BAMBINI AUTISTICI - In questo momento può succedere che il bambino cominci a parlare eccessivamente di argomenti come la morte e la sofferenza. Questo può essere il modo personale di metabolizzare immagini o pensieri che non riesce a capire - un modo per dare una sorta di ordine alla realtà. Alcune ricerche infatti dimostrano come i bambini che cercano di superare un trauma avuto in passato, possano riprodurre la situazione o parlarne molto per dare un senso a ciò che non comprendono. Cosa si può rispondere:
-    Ad esempio, dire al bambino che "è un periodo difficile per tutti perché neanche noi riusciamo a capire perché è successo"
-    Attenzione: alcuni bambini per cercare di superare questo trauma possono costruirsi una routine che riproduca una situazione tragica. Di nuovo, ricordiamo che è un atteggiamento tipico ad una risposta ad un evento così traumatico. In questo caso sarebbe importante avvicinarsi a questa routine aiutando il bambino a superare l'evento in maniera migliore.
Tra gli strumenti, è importante aumentare la comunicazione tra i docenti ed eventuali terapisti per capire se questi comportamenti ripetitivi del bambino continuano anche a scuola.

Alcuni segnali non devono essere sottovalutati. E' necessario osservare e seguire con attenzione cosa fa il bambino: ad esempio, se questi comportamenti ripetitivi si bloccano, può essere un segnale da parte del bambino che qualcosa non sta andando bene e che si sente angosciato. Tra le altre indicazioni: fare attenzione se ci sono cambi nel ritmo del sonno notturno o nelle abitudini alimentari; nel caso in cui ci siano questo tipo di cambiamenti per un tempo superiore ai tre mesi, è necessario contattare uno specialista.


Queste informazioni sono state tratte da un articolo di Austismspeaks

Segnaliamo, a questo proposito, l'edizione speciale del giornalino francese per bambini Astrapi (dal quale è presa l'illustrazione del presente articolo, ndr),  pubblicato all'indomani delle stragi di Parigi, contenente due pagine per spiegare con parole semplici ai piccoli cosa è successo.

 


In disabili.com:

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