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donna spinge un anziano in carrozzinaLa morsa economica e la scarsità di servizi pubblici domiciliari per anziani non autosufficienti ha spinto le famiglie a rinunciare alla badante perché i soldi non bastano

 

La crisi, si sa, sta attanagliando i cittadini su più fronti, e le imminenti feste coincidono tra l’altro con alcune scadenze che vedranno gli italiani costretti a riaprire i cordoni della borsa. Quando però la crisi ha ricadute dirette sulla salute delle persone, la situazione da campanello d’allarme si trasforma in emergenza.

LA RINUNCIA ALL’ASSISTENZA - E’ il caso degli anziani non autosufficienti, per i quali sempre più spesso si ricorre all’assistenza da parte delle cosiddette “badanti”, divenute ormai figura familiare nei nuclei in cui ci sia un over 75. La notizia preoccupante arriva dal congresso della Società di gerontologia e geriatria,   che analizzando proprio questo campo, dichiara come nell’ultimo anno circa 250mila anziani abbiano dovuto rinunciare a questa figura assistenziale, mentre oltre 500mila sono hanno dovuto ricorrere a una riduzione dell’orario di assistenza. Il dato che fa raggelare è che il 75% degli over 75 mangia meno  e peggio pur di avere i soldi per pagarsi la badante.

PERCHE’ SI SCEGLIE LA BADANTE - Il ricorso a queste figure si rende necessario nei casi in cui l’anziano abbia bisogno di essere assistito nelle azioni quotidiane, senza possibilità di godere dei servizi pubblici di assistenza domiciliare. Questi ultimi coprono infatti solo 500mila unità di over 75, mentre 250mila sono accolti in strutture residenziali territoriali. Se si calcola quindi che gli anziani non autosufficienti in Italia sono circa 2,7 milioni, si fa presto a capire come l’assistenza debba per forza essere gestita autonomamente della famiglia, che spesso si rivolge appunto ad assistenti familiari a carico degli interessati. A trovarsi a rischio assistenza sono quindi 800 mila anziani.

LO STUDIO - Lo studio presentato dalla Sigg, svolto da Datanalysis, ha preso a campione 1.500 over 75 in tutta Italia, e riporta interessanti informazioni su questo ambito che riguarda circa 800mila famiglie, le quali nel nostro Paese spendono una cifra che si aggira sui 10miliardi per l’assistenza familiare. Per far questo l’anziano utilizza la propria pensione che sempre più spesso non basta più, e nel 45% dei casi si vede costretto a chiedere aiuto ai figli. Ecco che scatta quello che viene definito “welfare fai da te”.
Sono gli stessi intervistati a reputare, per il 66%, la crisi e i tagli al SSN come principale causa del ricorso a una badante. Quando però anche i figli faticano a contribuire, il taglio è netto, e si arriva alla rinuncia della badante, la quale spesso è rimasta  per alcuni  anni nella stessa famiglia (la ricerca parla di una permanenza di 4-5 anni per il 33% del campione, 2-3 anni per il 25% e più di un anno per il 20%).

IL CONFRONTO CON L’EUROPA - A fronte dei 2,7 milioni di anziani non autosufficienti in Italia, il nostro sistema sanitario nazionale fornisce assistenza domiciliare per appena mezzo milione: uno su 5. In questo, nel confronto con l’Europa, il nostro Paese fa una magra figura, con una Germania che assiste il 7% dei propri anziani, la Francia il 9% e i paesi scandinavi, come sempre a insegnarci molto, con il dato della Danimarca che raggiunge il 21%. A togliere ogni dubbio sugli orientamenti dei diretti interessati, il fatto che alla domanda: Se il SSN le offrisse tutti i giorni l’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) o un Centro Diurno, farebbe comunque ricorso alla badante? la maggior parte degli intervistati risponde di no. La ricerca inoltre ci dice che lo stesso anziano, pur fidandosi dell’assistente familiare, in otto casi su dieci teme che la badante possa commettere degli errori nella somministrazione dei farmaci. Sono infatti poche quelle con una formazione specifica per l’assistenza sanitaria, inoltre spesso le diversità della lingua non aiutano.

Per approfondire

Lo studio

 

Per info

www.sigg.it

 

 

IN DISABILI.COM:

SERVIZIO QUALIFICATO DI BADANTI PER PERSONE DISABILI E ANZIANE


LEA IN ITALIA: I LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA SONO GARANTITI OVUNQUE?


 

 

 

Redazione