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disabili: la sagoma di una persona spinge un uomo seduto su una carrozzinaL’Anmic, attraverso un documento consegnato al Sottosegretario Cecilia Guerra, esprime tutta la sua preoccupazione per quella che definisce una caccia alle streghe sulle spalle dei disabili, e chiede risposte subito   

E’ un novembre decisamente caldo, questo che stiamo vivendo, da un punto di vista della mobilitazione a fronte delle politiche sociali di un Governo che in diverse occasioni sembra aver voltato le spalle alle fasce più deboli della popolazione, disabili in primis.

Le risposte del mondo associazionistico e dell’universo disabilità in generale non si fanno attendere. Se da un lato il Comitato 16 novembre onlus è nuovamente sul piede di guerra con la ripresa dello sciopero della fame, anche l’Anffas si scaglia contro le nuove verifiche Inps predisposte dalla Legge di Stabilità , come pure Anmic (l’Associazione nazionale mutilati e invalidi civili) che con il documento che pubblichiamo, si rivolge direttamente al Sottosegretario alle Politiche sociali Cecilia Guerra, chiedendole di farsi garante dei diritti dei disabili.
Secondo l’Anmic, gli invalidi sono sempre più €˜capro espiatorio‑¬, verso i quali ravvede un approccio €˜punitivo‑¬ del Governo, come emerge non solo dai nuovi piani di verifiche straordinari a cura dell’Inps, ma anche dai tentativi di  revisione delle tabelle di invalidità al ribasso e dai rischi di una riforma ISEE penalizzante per i disabili.

L’Anmic ha incontrato il 12 novembre scorso il Sottosegretario alle Politiche sociali Cecilia Guerra, con la quale il  suo Presidente nazionale, Giovanni Pagano,  ha svolto un costruttivo colloquio e alla quale ha consegnato una lettera aperta al Governo contenente i motivi di forte  preoccupazione e di ferma protesta rivolta all’Esecutivo.
Nel documento si dà voce a quella sensazione diffusa, tra le persone disabili, di essere non solo abbandonati dallo stato, ma addiritture "perseguitati". Come ben spiega il Presidente Pagano nel documento Amnic:"Abbiamo assistito in queste ultime settimane a rinnovati tentativi repressivi e punitivi della categoria degli invalidi civili da parte del Governo che si inseriscono in quella politica di "caccia alle streghe" che da oltre quattro anni è stata orchestrata a danno di duemilionisettecentomila persone che nulla hanno a che fare con pur esistenti fenomeni di criminalità organizzata o di malcostume nell’ambito delle istituzioni che gestiscono la materia dell’invalidità civile."

La critica è dunque al Governo e, per sua rappresentanza, al Ministro dell’Economia, oggetto delle proteste in quanto, secondo l’Anmic, più preso dal bisogno di far quadrare cifre e numeri, che dalle reali necessità dei cittadini. Non manca poi una sonora stoccata anche nei confronti dell’Inps, che sempre secondo Pagano €˜farebbe bene ad informare l’opinione pubblica dei veri risultati raggiunti nelle verifiche straordinarie, e soprattutto dei costi economici sostenuti dall’Ente previdenziale e dei costi umani che questa politica scellerata ha determinato".

Insomma, ci si attende risposte, fatti, una chiara presa si posizione a favore delle persone con disabilità . Fra i temi più caldi, ricordati dall’Anmic nel suo documento, anche  la necessità di una revisione studiata e concordata delle tabelle di revisione delle percentuali di invalidità , di modo che siano frutto di una concertazione alla quale abbiano preso parte anche medici legali e legali delle associazioni di categorie. Ancora, la riforma dell’ISEE che va ripensata in modo da sganciare dal conteggio del reddito pensioni e assegni di invalidità per l’accesso ai servizi. Infine, l’accesa critica alla nuova tornata di verifiche straordinarie previste dalla Legge di Stabilità , che vedrà l’Inps impegnato in 45.000 nuovi controlli nel prossimo triennio, per stanare i falsi invalidi. Secondo l’Amnic, il 50% dei disabili sarà stato"controllato" da medici INPS, che nella maggior parte dei casi, hanno finito con lo scambiare il rigore con la repressione, effettuando una vera e propria "strage degli innocenti", operando in modo indiscriminato e con il solo obiettivo di mostrare alla fine di ogni anno un presunto risparmio di spesa.
La richiesta dell’Associazione, quindi, è quella di cancellare questo provvedimento, che si dimostra sempre più una sorta di caccia alle streghe sulle spalle dei cittadini più deboli.

Nella lettera ANMIC si ricorda infine che €˜la rifondazione di uno Stato a rischio di fallimento non può passare attraverso i sacrifici dei più deboli e soprattutto degli invalidi civili, che certamente non hanno concorso con le loro misere prestazioni economiche ad elevare il debito pubblico, le cui cause sono note e vanno ricercate altrove."

PER INFO:
www.anmic.it


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Redazione