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BAMBINO SEDUTO A TERRA CON TESTA NASCOSTA TRA LE MANI Dopo l'ennesimo caso di violenze su persone con disabilità, Anffas onlus: "Necessario mettere in atto nuovi ed efficaci strumenti di controllo"  


Ci sono anche bambini tra gli ospiti di una struttura per persone autistiche di Grottammare (AP) maltrattati: fatti gravissimi che hanno portato all'arresto di cinque educatori della struttura "Casa di Alice", dopo le indagini coordinate dalla procura di Fermo.

Secondo quanto si apprende dai media, i maltrattamenti si sarebbero inoltre ripetuti nel tempo, ai danni di bambini e ragazzi dagli 8 ai 20 anni, e non sarebbero stati sporadici. Non solo aggressioni fisiche, in quello che doveva essere un centro socio educativo riabilitativo, ma anche psicologiche sarebbero state inflitte ai giovani, che non di rado venivano denudati e picchiati, e in alcuni casi relegati in una stanza  di contenzione.


Ferma restando la considerazione che la persona autistica è, purtroppo, una persona che può essere difficilissima da gestire, ad esempio nei suoi sprazzi di improvvisa e incontrollata violenza verso sé e gli altri, totale è la riprovazione ma anche il disgusto per questi gravissimi fatti. Esprime analogo sentimento Anffas Onlus Nazionale - Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale, congiuntamente ad Anffas Onlus Marche e Anffas Onlus Grottammare che, "senza voler entrare nel merito di dettagli e responsabilità che saranno certamente chiariti dagli organi competenti", esprime una nuova e pesante condanna per quanto accaduto nella struttura socio educativa e riabilitativa "Casa di Alice".
 
"Sono fatti gravissimi" affermano le Associazioni, "e nonostante sia importante non generalizzare e non strumentalizzare quanto accaduto poiché vi sono moltissimi operatori professionali, impegnati e rispettosi delle persone con disabilità che mai metterebbero in atto comportamenti del genere, rimaniamo convinti che sia necessario ed importante promuovere nuovi strumenti di controllo all'interno dei servizi, come ad esempio l'uso delle telecamere di sorveglianza, cosa che ad oggi, per motivi legati alla privacy, non è possibile effettuare, anche se è stato grazie alle riprese video che si è potuta avere una prova certa di quanto stava accadendo e procedere al fermo degli operatori".
 
Le Associazioni concludono ribadendo, purtroppo ancora una volta, come situazioni simili potrebbero essere evitate se a tutte le persone con disabilità fosse garantito un Progetto Personalizzato di Vita, "il solo strumento valido per consentire a chi ha una disabilità di essere pienamente incluso nella società e di poter vivere una vita il più possibile autonoma e di qualità e che invece, purtroppo, ancora non è assicurato, nonostante sia un diritto".


Per info:
www.anffas.net


IN DISABILI.COM:

BASTA VIOLENZE CONTRO PERSONE CON DISABILITA' NELLE CASE DI CURA!

ALUNNI DISABILI E NON: VIA DALLA SCUOLA CHI MALTRATTA I BAMBINI


Redazione