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conferenza nazionale disabilita: logo con due mani che formano scrittapartecipazione  Si sono conclusi i lavori della Conferenza nazionale sulla disabilità di Bologna con importanti punti di partenza sul fronte teorico e pratico

Lavoro, salute, inclusione scolastica, mobilità , servizi. Ma soprattutto la persona al centro. Sono questi i focus emersi dalla Conferenza nazionale sulle politiche della disabilità , tenutasi a Bologna il 12 e 13 luglio scorsi.

Un momento importante per avviare un confronto pubblico sul Programma di azione biennale per la promozione dei diritti e l'integrazione delle persone con disabilità , che ha visto una ottima partecipazione, sia in termini di numeri che di proposte. Più di cinquecento i partecipanti, per un evento che fino all'ultimo era stato oggetto di slittamenti di data e incertezze sui nomi partecipanti. E invece è filato tutto liscio, con interventi che la platea ha non solo apprezzato, ma condiviso in più parti.

AL CENTRO LA PERSONA - Parola d'ordine, è stata quella di mettere al centro la persona disabile. Le parole del viceministro al  Lavoro e alle Politiche Sociali, Maria Cecilia Guerra, che ha aperto i lavori, sono state in questo senso esemplari, nella loro "ovvietà ".  Riconoscere ai disabili i diritti di tutti. Andare oltre la visione del disabile come persona alla quale fare sconti, o riservare trattamenti speciali o protetti. Semplicemente, riconoscerla come tutte le altre. Concetto cristallino che, pure, sembra non ancora messaggio così diretto per la società tutta. E' quindi una nuova cultura della disabilità quella dalla quale è necessario ripartire. Ripartire da dove? Dalla Convenzione Onu sui diritti dei disabili, che il nostro paese ha ratificato con convinzione, e con convinzione ora deve portare avanti concretamente.

DISABILITA'  E ISTITUZIONI - I tempi, quindi, sono maturi per superare l'approccio alla disabilità quale settore oggetto di politiche obbligatorie, di "risarcimento del danno", per usare le parole di Franco Bomprezzi, giornalista e presidente di Ledha, intervenuto in apertura dei lavori. Mondo della disabilità e istituzioni devono essere due interlocutori che si legittimano in un dialogo e confronto costruttivo alla pari. E la due giorni bolognese sembra confermare questa sensazione: sembra confermare che si può fare.

IL PROGRAMMA BIENNALE - La Conferenza aveva come focus la discussione del Programma biennale d'azione per la promozione dei diritti e l'integrazione delle persone con disabilità , stilato dall'Osservatorio nazionale, che prevede una serie di azioni ritenute urgenti e prioritarie su questo fronte. Ecco quindi l'intervento congiunto delle istituzioni che sono chiamate a sottoscrivere gli impegni, e soprattutto metterli poi in pratica con azioni concrete. L'iter infatti prevede, per il documento, il passaggio attraverso la Conferenza stato regioni per poi diventare Decreto del Presidente della Repubblica.

CRISI E TUTELA - Persone nella loro interezza, si diceva, quindi inserite in un tessuto sociale e culturale, che al momento, purtroppo, subisce i colpi sempre più sferzanti della crisi. Su questo si sono soffermate le osservazioni della Guerra, la quale ha ricordato come la crisi, sul fronte occupazione, colpisca in misura maggiore chi si trova già in una condizione di debolezza.  Ed è proprio sul fronte del lavoro che arriva subito un impegno concreto, da parte del Ministro del Lavoro Enrico Giovannini,  il quale, ospite a Bologna, ha affermato che il fondo per le assunzioni dei lavoratori disabili passerà a 12 milioni per il 2013 (rispetto ai 2 milioni attuali), per arrivare a 22 milioni nel 2014.

UNA QUESTIONE DI CULTURA -
Sembrano quindi ottime le basi gettate da questo appuntamento, se le premesse saranno rispettate. In particolare, preme sottolineare la volontà e soprattutto la necessità del superamento della percezione della persona disabile da mera destinataria di misure, a soggetto attivo e partecipe della società .
L'auspicio è a un lavoro sempre più concordato tra istituzioni, governo, regioni, comuni, soprattutto per avere la forza di azioni concrete livellate in una maggiore omogeneità di soluzioni nel nostro Paese, che ancora molto soffre di differenze locali. Sarebbe non un buono, ma un ottimo punto di partenza.


PER APPROFONDIRE

Programma di azione biennale per la promozione dei diritti e l'integrazione delle persone con disabilità (PDF)



IN DISABILI.COM:

POCHI GIORNI ALLA CONFERENZA NAZIONALE SULLE POLITICHE DELLA DISABILITA'



Redazione