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Esperti rispondono

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In qualità di funzionario comunale responsabile del Servizio Agibilità ho il dubbio riguardo l'accettazione della dichiarazione di agibilità in un palazzo di più di tre piani senza la comunicazione di messa in esercizio dell'ascensore. Credo che l'abilitazione all'esercizio sia un elemento fondamentale per il rispetto delle leggi sull'abbattimento delle barriere architettoniche, soprattutto in quanto condominiale.
A.

La risposta dell'esperto

Installare un ascensore in condominio è, oggi, obbligatorio per gli immobili di nuova costruzione che hanno più di tre piani. Per ottenere l’agibilità è anche obbligatoria la comunicazione di messa in esercizio dell’ascensore. Il tutto può essere superato grazie “all’autocertificazione agibilità 2018” che è stata introdotta dal Decreto del Fare legge n. 69/2013. Tale possibilità, consente quindi di ottenere il certificato di agibilità mediante un’autocertificazione del Direttore dei Lavori o di un altro tecnico incaricato, che attestino la sussistenza dei requisiti richiesti ai fini di rilascio dell’abitabilità.

In questo caso la semplificazione, comprende anche una minore documentazione da allegare che consiste in:
-    Registrazione dell'immobile al catasto;
-    Dichiarazione di conformità degli impianti da parte dell’impresa installatrice;
-    Collaudo statico e certificazione di conformità antisismica;
-    Relazione relativa al superamento delle barriere architettoniche e relazione sulla sussistenza delle condizioni sanitarie richieste.


Responsabile ufficio tecnico di Stannah Add a comment

Buonasera, un'Azienda Sanitaria Locale - Servizio igiene Alimenti e Nutrizione, può imporre ad un Operatore del Settore alimentare la realizzazione di un bagno per persone disabili, in un locale di somministrazione di alimenti, in base al DM 236/89 anche se il Comune di appartenenza non lo ha fatto in fase di istanza di scia?
R.

La risposta dell'esperto

L’ASL è competente in materia igienica sanitari, quindi può richiedere le prescrizioni contenute nei Decreti Legislativi.
In generale in merito alla realizzazione di toilette, queste sono obbligatorie in tutti gli esercizi che prevedono un’attività di somministrazione di alimenti e bevande, come ad esempio bar, ristoranti, pizzerie e tutte le attività che prevedono una sosta di area netta disponibile al pubblico, superiore a 250 mq. In caso di locali di metratura inferiore occorre garantire solo accessibilità, ovvero rampe di acceso per carrozzine.
Non è obbligatorio, invece, per quei locali come pizzerie d’asporto o gelaterie dove c’è un consumo immediato o l’asporto del prodotto. In questi casi, però, non deve essere previsto un servizio ai tavoli.
Nei casi obbligatori, i bagni devono essere sempre due (fino a 80 posti a sedere) e distinti per sesso, più il bagno per i disabili che può essere integrato già a un bagno esistente (solitamente quello delle donne).

ln dettaglio  il bagno per diversamente abili deve avere (D.L. 236/89 del 14 giugno 1989):
-    Dimensioni minime: 180×180 cm.
-    Lo spazio di ingresso deve essere minimo 85 cm.
-    La porta deve essere scorrevole o con apertura verso l’esterno
-    Spazi adeguati per accedere al lavabo e al WC ( lo spazio di manovra per l’accostamento e il trasferimento laterale dalla sedia a rotelle alla tazza del WC deve essere minimo 100 cm mentre lo spazio necessario all’accostamento frontale della sedia a rotelle al lavabo deve essere minimo 80 cm).  Ci devono essere corrimani, ossia punti di appoggio e deve essere presente un campanello per le emergenze.
-    La serratura non deve avere la chiave ma una manopola da girare grande.  I rubinetti devono essere miscelatori a leva di dimensioni sufficienti ma non troppo lunghi.
-    Per il lavabo utilizzare miscelatori termostatici (con blocco della temperatura) per evitare che l’acqua non sia troppo calda.
-    I sanitari devono essere preferibilmente del tipo sospeso.
-    L’antibagno deve avere il lavabo
E’ da sottolineare che, nei centri storici, sono concesse deroghe alla normativa sui bagni nei locali pubblici che variano in base al Comune.

Responsabile ufficio tecnico di Stannah


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Salve, devo aprire un locale pubblico a Catania dove le norme regionali dicono che se un bagno è preesistente e dove il locale non necessita di cambio di destinazione d'uso i bagni non devono essere per forza 180x180, ma l'importante è che ci sia lo spazio di manovra per far usufruire del bagno ai disabili. Quali sono le caratteristiche generali che il bagno di un locale pubblico devono avere per essere a norma?
Grazie anticipatamente per la risposta e per il tempo dedicatomi.
F.

La risposta dell'esperto

Come da Decreto Ministeriale n 236 del 14-6-1989 comma 4.1.6 e 8.1.6, queste sono le misure che devono avere i locali pubblici in funzione di superare le barriere architettoniche che non consentirebbero ai disabili l’accesso.
Nello specifico la normativa prevede queste dimensioni per i locali igienici:

-    Minime dimensioni: 180 cm X 180 cm

-    Porte: 85 cm luce netta minima e con apertura verso l'esterno

-    WC: deve essere posto nella parte opposta all'accesso, l'asse della tazza deve essere ad una distanza minima di 140 cm dalla parete laterale sinistra e ad una distanza minima di 40 cm dalla parete laterale destra

-    Lavabo: deve essere alloggiato preferibilmente nella parete opposta a quella cui è fissata la tazza WC e deve trovarsi lateralmente all'accesso. Inoltre il piano lavabo deve essere posto ad un'altezza di 80 cm dal pavimento e il lavabo deve essere del tipo a mensola. Le tubazioni di carico e scarico dell'acqua devono trovarsi sotto traccia per evitare ingombri sotto il lavabo e la rubinetteria deve avere il comando a leva

-    Corrimano: il locale deve essere provvisto di un corrimano orizzontale continuo fissato lungo l'intero perimetro del locale (escluso lo spazio interessato dal lavabo e dalla porta). Deve essere fissato all'altezza di 80 cm dal pavimento e ad una distanza di 5 cm dalla parete. In aggiunta un altro corrimano deve essere previsto all'altezza di 80 cm fissato nel lato interno della porta per consentire l'apertura a spinta verso l'esterno. Due corrimani verticali devono essere inoltre fissati al pavimento e al soffitto: il primo deve essere posto, a sinistra (per chi entra) della tazza WC ad una distanza dall'asse di 40 cm e dalla parete posteriore di 15 cm; il secondo, deve essere posto a destra (per chi entra) della tazza WC a 30 cm dal bordo anteriore della tazza e di 15 cm dalla parete laterale destra.
I corrimani devono essere realizzati in tubo di acciaio da un pollice, rivestito e verniciato con materiale plastico.

-    Campanello elettrico: deve essere del tipo a cordone, posto in prossimità della tazza WC.
 
Responsabile ufficio tecnico di Stannah


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Salve, volevo sapere se l'acquisto di un'automobile con i benefici della L. 104 in qualità di amministratore di sostegno rientra tra gli atti ordinari o straordinari.
D.

La risposta dell'avvocato Colicchia

Gentile D.;
circa configurabilità, ordinaria o straordinaria, della procedura di acquisto di un auto da parte di un amministratore di sostegno, se ordinaria o straordinaria può ben ricavarsi a parere dello scrivente, dalle stesse regole stabilite per procedere alla richiesta.
Infatti, nell'istanza da proporre al Giudice Tutelare debbono essere motivate adeguatamente quelle che sono le ragioni sottese all'acquisto; deve ravvisarsi un interesse del beneficiario al compimento dell'atto.
Può ad esempio ravvisarsi un obiettivo e fondamentale utilizzo del mezzo quale servizio base per  ricevere cure,  un  miglioramento della qualità della vita del beneficiario, o la soddisfazione di un suo desiderio.
Considerando che l’art. 375 c.c. non dispone nulla circa l’acquisto, ma tratta soltanto ed esclusivamente dell’alienazione del bene, qualora l’utilizzo del mezzo sia opera necessaria e indispensabile per salvaguardare il diritto alla salute, il bene vita, l’acquisto in sé può, a mio avviso,
 considerarsi di natura ordinaria.
Invece, altra situazione sarebbe l’acquisto dell’auto per un miglioramento delle condizioni di salute del disabile, o per agevolare date situazioni; ciò essenzialmente costituisce un plus delle condizioni di vita dello stesso, e quindi, sempre con pareri terzi di medici, tale istanza avrebbe natura straordinaria.
Spero di esserle stato di aiuto.
Cordiali saluti.
Avv. Roberto Colicchia

AVV. ROBERTO COLICCHIA
Via Risorgimento Prol. 66  89135 - Reggio Calabria
Via G. Garibaldi, 118 91020 - Petrosino (Tp)
Cell. 329.7014305  Fax  0965.037245
email avvocatodisabili@libero.it

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Salve ritengo che i miei diritti non vengono rispettati in merito ad un divorzio. Sono disabile 100% sia fisicamente che in ambito lavorativo ho la sclerosi multipla percepisco una pensione di invalidità di 280 euro circa . Ho tre figli minori; ho fatto un udienza per divorzio ed il presidente del tribunale di rovigo ha dato disposizione che io devo versare 350 euro di mantenimento .... Essendo che vivo solo con quella pensione e accompagnatoria di 500 euro È giusto quello che mi è stato chiesto visto che mi risulta che per la legge io sono esente da questo obbligo visto il mio non reddito . Vorrei solo sapere se ho ragione, in tal caso mi manda il codice di legge dove fa riferimento l’esenzione al versare il mantenimento visto che la mia pensione in ogni caso è impignorabile . Grazie
D.

La risposta dell'avvocato Colicchia

Salve,
l'obbligo al mantenimento del coniuge affetto da disabilità, nei confronti dell’altro coniuge, assume rilievo, sempre, avendo riguardo  alla situazione reddituale e in particolare alla condizione di autosufficienza economica. Non vi è alcuna norma legislativa che “esonera” dal versamento al mantenimento della moglie.
Esistono soltanto pronunce giurisprudenziali, e soprattutto interpretazioni di diritto di alcuni operatori del diritto, che valutando l’esistenza una oggettiva diminuzione reddituale, e analizzando il contesto di vita del soggetto affetto da disabilità, concedono la possibilità di ridurre equamente l’importo.
Nel caso specifico appare alquanto iniquo un versamento del mantenimento per la somma suindicata, poiché la sua malattia coinvolge aspetti di vita che necessariamente devono fare i conti con spese fisse e variabili importanti.
Si evidenzia come l’indennità di accompagnamento, è riconosciuta infatti per agevolare anche economicamente il disabile, favorendo l’acquisto o l’assunzione di persone, che agevolino la vita stessa.
Pertanto, non entrando in merito della questione legale, riguardante i dettagli, che non conosco, della separazione e in ultimo del divorzio, con la vita dei vostri figli, non le indico articoli di legge, ma le suggerisco di recarsi presso uno studio legale per la tutela dei vostri diritti, richiedendo un intervento importante per la rinegoziazione dei termini in sentenza.
Spero di esserle stato di aiuto.
Cordiali saluti.
Avv. Roberto Colicchia 

AVV. ROBERTO COLICCHIA
Via Risorgimento Prol. 66  89135 - Reggio Calabria
Via G. Garibaldi, 118 91020 - Petrosino (Tp)
Cell. 329.7014305  Fax  0965.037245
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Buongiorno gent.mo Avv. 
dopo innumerevoli richieste sulla rete , spero che almeno Lei possa risolvermi questo delicato quesito che  riguarda il reddito  , relativo a lavoro autonomo, da considerare per non superare il  limite max (16.532  €)   della pensione di inv. Civile cod  044 -  prestazioni per invalido civile  (inv. 100%).
Nel mio caso particolare  , essendo  un lavoratore  autonomo iscritto al regime forfetario, volevo chiedere se il reddito che occorre considerare per rispettare tale limite max , sia quello (quadro LM 36 ) della dich. Redditi  e cioè quello che si ottiene applicando al reddito lordo realizzato  un coeff. di redditività riduttivo (nel mio caso 78% )  e  successivamente allo stesso detraendo ulteriormente i contributi previdenziali .
Le imposte che in effetti  verso all’erario (15%)  si applicano a tale valore .
Esempio : reddito lordo 10.000 €  reddito per attività (lib. professionisti) 10.000 X 78% = 7800 € .
A questo sottraggo i contr. Previdenziali  (es. 1500 €) e dunque 7.800-1500=6300 € . Le tasse erariali da versare allo stato  sono infatti il  15% di 6300.
Ai fini del reddito di  invalidità viene considerato  sempre questo valore ( 6.300 €)? Spero sentitamente che mi possa risolvere questo particolare quesito.
Ringrazio anticipatamente per la disponibilità e cortesia.
S.

La risposta dell'avvocato Colicchia

Gentile S.;
 il quadro di riferimento in questione sul Modello Unico, è l’LM2 Totale componenti positivi.
Questo quadro non deve superare lo scaglione di riferimento dei limiti reddituali. Anche se è in regime forfettario, il reddito dimostrabile ai fini fiscali e previdenziali, è al lordo delle imposte.
A parere dello scrivente non è il quadro relativo al reddito netto da tenere in considerazione, ma soltanto il reddito lordo comprensivo delle imposte.
Stante la tecnicità del quesito proposto, la invito, tuttavia, a recarsi presso un caf-patronato, al fine di ottenere maggiori delucidazioni in merito.
Spero di esserle stato di aiuto.
Cordiali saluti.
Avv. Roberto Colicchia

AVV. ROBERTO COLICCHIA
Via Risorgimento Prol. 66  89135 - Reggio Calabria
Via G. Garibaldi, 118 91020 - Petrosino (Tp)
Cell. 329.7014305  Fax  0965.037245
email avvocatodisabili@libero.it

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Buongiorno, mia figlia di tre anni, paraplegica, ha in dotazione carrozzina normale per casa e strada asfaltata. Avremmo necessità di prenderne una per percorsi ''fuori strada", sterrato etc. L'asl potrebbe contribuire? in quale misura? grazie mille
R.

La risposta dell'esperto

Buongiorno R.,
per la soluzione da sterrato l'ASL può certamente contribuire poichè non va per modelli di carrozzina ma per codici di appartenenza del nomenclatore, dipende comunque se rientra nel periodo di rinnovo...entro i 18 anni si può rinnovare ogni 2 anni, mentre dopo i 18 dopo 6....
Saluti, Massimo

Massimo Laterza - Disabili Abili

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Buongiorno,
per mancanza di spazio nel mio appartamento non riesco a collocare lo standing in mio possesso e mi chiedevo se in sua sostituzione ci fosse la possibilità di avere la carrozzina verticalizzante manuale. Dovendo sostituire anche la carrozzina superleggera che uso giornalmente potrei richiedere tutti e due gli ausili ?
Grazie
C.

La risposta dell'esperto

Buongiorno C. , purtroppo non può richiedere entrambi essendo due ausili manuali. Potrebbe richiedere la manuale superleggera e la verticalizzante elettrica, essendo due pratiche distinte dove nei codici del nomenclatore compaiono codici diversi, dato che non possono essere forniti nello stesso periodo. Decida lei a quale ausilio dare la precedenza!!!
Saluti, Massimo

Massimo Laterza - Disabili Abili

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Salve,
per una carrozzina per minore le maniglie per spingerla regolabili in altezza e pneumatici anti foratura devo pagarli a parte? Nomenclatore che dice?
P.

La risposta dell'esperto

Buongiorno, per quanto riguarda le maniglie e i copertoni purtroppo sono optional che devono essere pagati a parte se il marchio o o il modello di carrozzina scelta non li prevede nella configurazione standard e non c'è nessun codice di riconducibilita' del nomenclatore.
La saluto, Massimo
Massimo Laterza - Disabili Abili

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