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Il cast del film, che è un remake di una commedia francese del 2014, è composto da attori realmente sordi, che hanno recitato nella lingua dei segni. A Troy Kotsu, sordo, è andato l’Oscar come migliore attore non protagonista

Nella notte degli Oscar che si è tenuta ieri sera a Los Angeles, si è aggiudicato la statuetta più ambita, ovvero quella come miglior film, “CODA- I segni del cuore , della regista Sian Heder, un film che racconta le vicende di una famiglia di persone sorde – tranne una, la CODA, appunto, cronimo che sta per Children of Deaf Adults, figlio udente di genitori sordi.

Protagonista della storia è l’adolescente Ruby Rossi (Emilia Jones), l’unica udente in una famiglia di sordi (genitori e fratello) che si occupano di una attività di pesca nel Massachusetts. La storia racconta del desiderio di Ruby da un lato di rimanere saldamente ancorata alla famiglia e aiutarla nell’attività, e dall’altro di seguire i suoi sogni e frequentare una scuola di musica, la sua vera passione. Sullo sfondo, la rappresentazione della disabilità che dai più è stata riconosciuta come autentica e realistica.

Non solo la pellicola è stata premiata come la migliore in concorso, ma ha visto assegnare anche il primo Oscar ad un attore sordo nella storia della manifestazione (il precedente aveva riguardato una attrice sorda, Marlee Matlin, per Figli di un dio minore, ndr). A Troy Kotsu, sordo, è andato l’Oscar come migliore attore non protagonista. Nel film, infatti, la parte dei componenti sordi della famiglia è interpretata da attori tutti realmente sordi (a differenza della pellicola francese, ndr), e nelle loro scene è stata utilizzata la lingua dei segni. Il discorso di Kotsu ha emozionato la platea degli Oscar, che ha applaudito in parte nella lingua dei segni. Qui il passaggio finale: “Nella mia famiglia il più bravo nella lingua dei segni era mio padre, ma ha avuto un incidente d'auto ed è rimasto paralizzato dal collo in giù, e quindi non ha più potuto esprimersi attraverso i segni. Papà, ho imparato tantissimo da te, ti vorrò sempre bene, sei il mio eroe. Grazie ai miei fan più accaniti: mia moglie, mia figlia Kyra e la mia città Mesa, in Arizona, e il mio manager Mark Finley e la mia squadra. Voglio solo dire che dedico questo premio alla comunità sorda, alla comunità CODA e alla comunità dei disabili. Questo è il nostro momento. Lo dedico anche a mia mamma, mio papà e a mio fratello Mark. Oggi non sono qui, ma guardatemi, ce l'ho fatta. Vi voglio bene, grazie.”

Il film ha inoltre incassato l’Oscar per la migliore sceneggiatura non originale, trattandosi di un remake di un film francese del 2014, La Famiglia Belier.

CODA-I segni del cuore arriva nelle sale italiane da giovedì 31 marzo, distribuito da Eagle.

Qui sotto, il trailer del film




Redazione

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