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Un palco dove abilità e disabilità si mischiano. Un palco in cui sentirsi ed essere attori. E' questo ciò che accade a Trani al Giullare, il Festival nazionale di teatro contro ogni barriera


In un territorio non facile come quello di una città del profondo nostro sud, capita una cosa meravigliosa da otto estati a questa parte. A metà luglio la magia del teatro e dell'arte cala su ospiti, operatori, volontari e visitatori del Centro Jobel di Trani, una struttura che ospita una serie di servizi e attività rivolte a persone con disabilità o disagio sociale.

Questa magia - in realtà frutto di un lavoro impegnativo, a volte sfibrante oltre che poco riconosciuto  - deve essere davvero l'incantesimo di quel Giullare che dà il nome al festival di teatro integrato contro ogni barriera che gli spazi del Centro ospitano per una settimana, insieme ad eventi collaterali che animano la città (dalla pizzica al tango integrato a spettacoli di giocolieri…). In questo fazzoletto di Puglia si stanno alternando sul palco in questa settimana (fino al 25 luglio) compagnie teatrali provenienti da tutta Italia, nelle quali recitano attori con e senza disabilità, contendendosi l'ambito premio, ma anche e soprattutto il gradimento di un pubblico che, di anno in anno, è sempre più numeroso.

Ho conosciuto il Giullare l'anno scorso, quando gli organizzatori mi invitarono in qualità di giurata. Sono tornata quest'anno, in qualità di amica del Festival, e la sensazione che rimane è sempre la stessa, se non più forte.
Potrei infatti parlare dell'immane lavoro organizzativo che da mesi ha visto tessere contatti e relazioni per riuscire a portare a Trani compagnie teatrali di prim'ordine, oltre a nomi come la campionessa sportiva Nicole Orlando, il celebre gruppo dei Ladri di Carrozzelle, o il giornalista Saverio Tommasi di Fanpage, in collegamento skype dall'estero.
Potrei parlare  della valenza anche culturale e turistica del festival, grazie a tutte le iniziative collaterali e parallele agli spettacoli  teatrali in gara - alcune delle quali purtroppo annullate in rispetto al dolore per l'incidente ferroviario che, a pochi km da Trani, ha straziato un'intera regione - che hanno coinvolto il territorio: dall'apertura straordinaria di alcuni monumenti della città in occasione del Festival, al coinvolgimento (a volte entusiasta, a volte meno….) dei negozianti cittadini all'iniziativa Giullarte, con l'esposizione, nelle vetrine, di quadri realizzati da ragazzi con disabilità di vari centri.
Potrei parlare, affatto banalmente, di tutte le sedie occupate la sera della prima di A Vita Stretta, lo spettacolo portato sul palco dagli operatori e dai ragazzi del Centro Jobel che ha aperto le danze…

Ma parlerò invece della tensione dietro le quinte prima della prima, degli angoli in cui gli attori si isolavano per ripassare le battute, dei loro occhi pieni degli applausi del pubblico, del sincero divertimento alle battute di uno spettacolo cucito su misura su ciascuno di loro, del fiato sospeso nei momenti più toccanti, del messaggio arrivato dritto e potente e forte in faccia a tutti noi che sedevamo in platea, quando la sola presenza sul palco di un ragazzo immobile, nel contesto dello spettacolo, ci ha trasportati in un altrove fatto, per ciascuno, di domande e interrogativi personali. E gli abbracci alla fine, la commozione e i complimenti sinceri di comuni cittadini che, forse per la prima volta, avevano messo piede in questo cortile.
E, per quanto raro, non è un miracolo, quello che questi ragazzi sono riusciti a fare. E' il frutto del loro lavoro, delle loro prove e ancora prove, del loro aver ricevuto fiducia, del venire considerati attori, e del loro desiderio (ma anche della loro consapevolezza) di poterlo fare.  

Mi piacerebbe non parlare, infine - ma lo farò, perché questo contribuisce a dare la misura dello sforzo e a meglio inquadrarne i risultati - degli ostacoli che questa iniziativa quasi decennale incontra sul proprio territorio. Tra questi, il disinteresse e l'assenza della municipale addetta alla pulizia delle strade (AMIU Trani) che, nonostante sollecitazioni, ha reso necessario l'intervento degli stessi volontari e operatori del Centro Jobel per ripulire e rendere decorosa la strada che porta alla struttura. Infine, ancora, la diffidenza di alcuna parte commerciale della città, spesso ritrosa a partecipare e contribuire a una manifestazione che, nei giorni del  festival, porta in città decine e decine di persone.
Fatte queste considerazioni, spiacerebbe davvero che questa realtà perdesse di entusiasmo, di voglia e di risorse per l'indifferenza di un territorio che fatica a cogliere, a volte, la grande valenza sociale ma anche culturale ed economica di questa iniziativa.

Detto questo, adesso è ancora il tempo di godersi lo spettacolo: il Giullare fino a domenica è in città, e porterà il suo sberleffo nei vicoli lucenti e stretti della bianchissima Trani, mentre la magnifica cattedrale osserva tutto, più luminosa - e divertita? - che mai, dal suo angolo splendido di mare.


Qui se volete seguire il Giullare sulla sua pagina Facebook
(Foto di Francesco Paradiso)

Francesca Martin