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Il London Aquatics Centre e l’accessibilità davvero inclusiva

(Publiredazionale)

Si sono conclusi domenica a Londra i Mondiali di nuoto paralimpico 2019, ospitati dalla storica struttura costruita per le Olimpiadi e la Paralimpiadi del 2012, il London Aquatics Centre. 81 nazioni e 651 atleti sono stati gli attori di un viaggio lungo 7 giorni che ci ha traghettato ancora un po’ in avanti nel percorso che porta alle Paralmpadi di Tokyo del 2020.

Una struttura, quella del London Aquatics Centre, che, nonostante abbia visto la posa della prima pietra nel 2008, è stato progettato e costruito sulla base di una concezione di inclusione davvero innovativa. L’architetta irachena Zaha Hadid, infatti, nell’ideazione dell’edificio, all’interno come all’esterno, ha sposato con largo anticipo quella filosofia del “per tutti” di cui ora sentiamo tanto parlare, sulla base della quale è molto più appropriato progettare senza barriere a prescindere dall’utenza che non intervenire a posteriori con ausili per l’abbattimento delle barriere stesse.

Niente rampe o servoscala a piattaforma aggiunti in un secondo momento all’Aquatics Centre, dunque, ma spazi ampi, pendenze leggere, toilette e spogliatoi adatti anche a chi ha mobilità ridotta e spazio adeguato anche per accogliere i due milioni di visitatori, di cui molti in carrozzina, che hanno fatto il tutto esaurito durante le Paralimpiadi del 2012.

La competizione dei Mondali di nuoto paralimpico si è aperta, lo scorso 9 settembre, con una prima giornata da record in cui la squadra azzurra ha portato a casa ben 8 medaglie: del metallo più prezioso per Antonio Fantin, Simone Barlaam e Stefano Raimondi, d’argento per Giulia Ghiretti e Francesco Bocciardo e di bronzo per Carlotta Gilli, Giulia Terzi e di nuovo Francesco Bocciardo.

Da allora si sono aggiunti nel palmares della nostra nazione anche gli ori di Simone Barlaam nei 100 dorso e 50 stile libero S9, quelli di Francesco Bocciardo nei 100 e 200 stile libero S5, quelli di Arjola Trimi nei 50 e 100 stile libero S4, quelli di Carlotta Gilli nei 100 dorso, nei 50 e nei 100 stile libero S13 e nei 200 misti SM13, quello ex aequo di Barlaam e Morlacchi nei 100 farfalla S9, quelli di Arianna Talamona nei 200 misti SM5 e nei 50 rana S5, quello del capitano Efrem Morelli nei 50 rana RB3 e quello da record del mondo della 4x100 stile libero uomini con Morlacchi, Barlaam, Fantin e Raimondi; gli argenti di Arianna Talamona, Antonio Fantin, Stefano Raimondi, Xenia Palazzo, Angela Procida, Alessia Scortechini, della staffetta mista mista con Fantin, Morelli, Terzi e Trimi, della staffetta mista stile libero con Trimi, Bocciardo, Talamona e Fantin e della 4×100 mista maschile con Barlaam, Raimondi, Morlacchi e Bicelli; e i terzi posti di Monica Boggioni, Arjola Trimi, Carlotta Gilli, Angela Procida, Giulia Ghiretti e Simone Ciulli.

Un percorso emozionante, dunque, che ha visto la nazionale italiana imporsi come una delle grandi protagoniste della competizione e che ha chiuso al primo posto nel medagliere con 50 medaglie totali: 20 ori, 18 argenti e 12 bronzi. Alla luce di tutto questo successo, cosa ci sarà da aspettarsi dalla spedizione dell’anno prossimo in Giappone?


PER APPROFONDIRE:

www.finp.it


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Redazione