Menu

Tipografia

Campione del mondo di nuoto paralimpico, Francesco Bettella si racconta in un cortometraggio  prodotto da Fabrica, dove scopriamo lo sportivo, l’ingegnere, il ragazzo Francesco

Francesco Bettella, padovano classe 1989, è una delle punte di diamante della nostra nazionale di nuoto paralimpico: campione pluripremiato, Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana dal 2016, si è laureato solo pochi giorni fa campione del mondo nei 50 dorso dei mondiali di nuoto paralimpico in Messico.

Ma chi è Francesco? Quali sono le sfide per un ragazzo che convive con una patologia progressiva, con una disabilità che compare all’età di due anni, prima attaccandogli i piedi, poi le gambe e le braccia? Quanto conta lo sport, per lui che ha iniziato a nuotare a tre anni,  e cosa significa essere un campione?  
Francesco BettellaUn intenso racconto, intimo e suggestivo, di questo atleta, lo ha fatto la regista Lorena Alvarado, che per Fabrica  e il Cip Veneto ha curato  il cortometraggio Francesco, presentato in esclusiva in occasione della recente Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità insieme al corto Beatrice, dedicato a Bebe Vio, altra stella dello sport paralimpico.

Da quando ero piccolo, ho sempre avutola passione per le auto: la loro forma, la velocità, la complessità dei loro pezzi. Ogni pezzo, per quanto piccolo, è veramente importante: è parte di un tutto. Ogni tanto, però, qualcosa non funziona come dovrebbe…  inizia così il racconto in prima persona di Francesco, mentre le immagini ci mostrano lui da bambino  e lui da adulto.

Francesco racconterà il suo rapporto col nuoto, con la piscina: prima come terapia, poi sempre più una passione. A 15 anni inizia col nuoto agonistico, e poco a poco diventa la sua carriera. Ma non è la sua unica professione:  Volevo lavorare con le auto, così ho deciso di studiare ingegneria meccanica. La sua tesi di laurea è stata l’analisi strutturale di un telaio della carrozzina da rugby. In questo modo ho scoperto che posso aiutare anche altri ragazzi con disabilità, sviluppando un mezzo meccanico che riesca ad aiutarli. Ma ho scoperto che posso anche migliorare i miei risultati, studiando il mio corpo. Francesco ha infatti applicato le sue conoscenze in campo ingegneristico per studiare il suo corpo e le sue performance: non ho molta massa muscolare, quindi non riesco ad applicare molta forza, perciò cerco di scivolare il più possibile, immagino di essere una barca da canottaggio che ha solo i remi che spingono, mentre tutto il resto rimane bloccato.

Studio del corpo, quindi, massimizzazione delle performance. Ma un campione è anche altro. In gara conta molto di più la testa, perché lì, se non sei libero, se non riesci a reggere la pressione, ti blocchi veramente. La libertà come condizione necessaria per fare quello che fai, ai massimi livelli. Nel nuoto appari come sei veramente: se in costume, e non puoi nasconderti. Nell’acqua mi sento indipendente. Fuori, forse un po’ meno, ma c’è  sempre qualcuno che mi da una mano. Tutto si sistema in qualche modo.

Lo sport quindi come sfida, come banco di prova sia in vasca che nella vita di tutti i giorni, che non fa sconti, proprio come il cronometro. Lo sport ti permette di conoscere i tuoi limiti fisici, ma soprattutto, ti insegna a confrontarti con quelli mentali. Ti rendi conto che quello che importa  è dentro: è quello che crea veramente il movimento, la potenza. Ho raggiunto il mio obiettivo, ma lo sport ti insegna ad alzare l’asticella: si raggiunge l’obiettivo, ma ce n’è sempre un altro. Ora il mio prossimo obiettivo sono i mondiali…e riuscire ad infilarmi le scarpe.  E sarà questa la prossima cosa che imparerò: probabilmente una delle cose più difficili della mia vita.

I mondiali Francesco li ha portati a casa senza lasciare spazio agli altri: è il più forte del mondo nei 50 dorso. Ora resta l’obiettivo delle scarpe, ma sappiamo che già sta guardando alla prossima meta: l’asticella non si ferma mai, per i campioni.


Qui sotto, il cortometraggio

FRANCESCO from Fabrica on Vimeo.


Le immagini sono di Fabrica


Francesca Martin