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Un'inchiesta della giornalista Chiara Palmerini pubblicata dal settimanale "Panorama" ha recentemente permesso di conoscere un progetto sperimentale per una nuova tecnica di elettrostimolazione studiata per rimettere in piedi i paraplegici. Progetto riconoscibile dalla sigla SUAW, acronimo di Stand Up And Walk ovvero "alzati e cammina". Una decina di pazienti di 6 paesi europei sperimenteranno un'operazione con cui vengono loro impiantati otto elettrodi nelle gambe ed una centralina della grandezza di un pacemaker nell'addome. L'intervento deve essere preceduto da un periodo in cui i muscoli delle gambe vengono rimessi al lavoro. Un allenamento da affiancare alla cosiddetta "elettrostimolazione esterna", un dispositivo cioè che permette di attivare nervi e muscoli attraverso la pelle in una maniera più semplice ma tutto sommato analoga a quello che sarà poi impiantato sotto pelle, durante l'operazione. Come funzionerà l'impianto? Gli otto elettrodi di platino stimoleranno altrettanti muscoli degli arti inferiori. Da una centralina inserita sotto la pelle dell'addome partiranno gli impulsi che costituiscono la sequenza necessaria per i passi. I segnali verranno emessi da un programma che gira in un computer portato in spalla dai pazienti. Un'antennina riceve gli impulsi e trasmette il comando alle gambe. La stimolazione dei muscoli, benchè fondamentale, non basta però a rimettere in piedi i paraplegici. Alla base del nuovo progetto c'è lo studio delle sequenze necessarie per far muovere i passi, impulsi che normalmente vengono dal cervello ma che il midollo lesionato dei paraplegici interrompe nel loro flusso verso il sistema nervoso periferico. Chi si sottopone al Suaw non avrà un cammino funzionale, perchè sarà ancora carente di scioltezza, precisione, accuratezza ed equilibrio tipici della camminata naturale. Potrà avere piaceri finora preclusi come camminare sulla sabbia, salire gli scalini di casa o girare nelle strade del centro storico senza effettuare un percorso ad ostacoli. Ma lo stesso articolo della Palmerini chiude con una illuminante riflessione di Angelo Colombo, uno dei tre pazienti italiani che sta ricominciando a camminare: "La carrozzella, non le gambe, rimane il mezzo di locomozione più veloce per noi, oggi. Un domani, chissà...."

Per saperne di più su internet:

Electrical Stimulation

http://obelix.el.utwente.nl/projects/neuros/neuros.htm

Centro di bioingegneria Fondazione Don Gnocchi

www.cbi.polimi.it

Stefano Pittarello - stefano@disabili.com