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E’ un centro completo, moderno e attualmente, inesistente in Italia quello che Alessio Tavecchio sogna e che, giorno dopo giorno, diventa sempre piu’ una realta’ .Un centro che si ponga come passaggio intermedio tra il ricovero ospedaliero e il ritorno a casa e che offra ai disabili, spesso giovani, non solo ogni tipo di cura e terapia riabilitativa, ma anche aiuto e sostegno morale e psicologico. Tutto ha inizio nel Dicembre del ’93 ,quando Alessio, allora ventitreenne, subisce, come capita a migliaia di persone ogni anno, una lesione del midollo spinale in seguito ad un gravissimo incidente in moto( causato da una buca per lavori in corso, non adeguatamente segnalata) e anche lui, come molti, dopo la fase ospedaliera ,comincia a peregrinare per diversi centri di riabilitazione. Di questo periodo non ha certo un buon ricordo, come lui stesso racconta.Spesso, spiega, il momento più drammatico dopo un incidente lo si vive proprio nei centri di riabilitazione, nei posti cioè si cui ricomincia tutto, imparando a fare tutte le cose che si facevano prima, ma “da seduti” e cambia tutto: cambiano i tempi, i ritmi della vita, la prospettiva dalla quale vedi la realtà .Ti dicono: “Guarda, tu non camminerai piu’ per tutta la vita” - aggiunge Alessio - “ma tu non sai nemmeno cosa vuol dire. E’ in quel posto che ho conosciuto momenti di disperazione, non solo la mia, ma anche quella di molti altri ragazzi che erano li’ con me”. Sulla scia di questa esperienza, nel 1998 ha dato vita ad una fondazione, senza scopo di lucro, che porta il suo nome e che ha come obiettivo la costruzione di un centro che si proponga di offrire” l’aiuto per il riequilibrio fisico, psichico e morale a persone bisognose e disabili”. Il progetto si sviluppera’ in provincia di Milano su una superficie di 12000 mq con circa 5000 mq coperti. La struttura si suddivide in cinque macrounità funzionali: area medica, area alberghiera, area sportiva-rieducativa, area amministrativa, area ricreativa culturale.Una peculiarità del centro e’ quella di voler far propri strumenti e innovazioni non solo di tipo terapeutico e riabilitativo ma anche strutturale, gia’ utilizzati nei migliori centri riabilitativi esteri. La piscina, 25 metri, a 6 corsie e con pavimentazione a sbalzo (50 cm) sara’ tale da semplificare l’entrata in acqua dei disabili senza però modificarne l’uso comune. E’ stata realizzata nel centro di Notwill in Svizzera, un posto all’avanguardia in Europa per la riabilitazione fisica e al quale il progetto, in massima parte, si ispira. Grazie poi alla fossa di 4 m per 12 di lunghezza sarà possibile anche praticare attività subacquee sempre più seguite dai disabili. La palestra (con tribune) avra’ una superficie che consentira’ agli utenti in sedia a rotelle di praticare tutti gli sport indoor: pallacanestro, tennis, pallavolo, ping-pong, tiro con l’arco e pesistica. Ci saranno anche le saune terapeutiche. E’ sempre molto difficile - dice Alessio -trovarne di accessibili a persone in carrozzina! Lo spazio destinato alle saune comprendera’ due stanze, ognuna delle quali per tre persone in sedia a rotelle, e sara’ accessoriata con lettini, docce e infusioni. Se lo spazio lo consentira’, verranno realizzati un campo all’aperto per il tiro con l’arco, uno per il tennis e un maneggio per l’ippoterapia. La fondazione vuol dare anche un sostegno psicologico ai disabili e alle loro famiglie al fine di facilitare il ritorno alla vita di sempre. Nel progetto e’ compresa una sala conferenze con 400 posti a sedere per incontri, conferenze, convegni. Non mancheranno locali adibiti a visite di controllo, diagnostica, rieducazione motoria e terapie complementari e una foresteria con 40 posti letto.Tutto il centro sara’ sempre aperto al pubblico al fine di favorire il “reinserimento del traumatizzato nella società, riabituandolo al quotidiano confronto con chi e’ vicino” e dalla mancanza di spazi(ad es. bagni)esclusivamente riservati ai disabili. Tutto sara’ ugualmente fruibile da tutti. Senza distinzione alcuna. Finora sono stati raccolti grazie ad offerte di privati 340 milioni, ma il budget previsto e’ di 8 miliardi; la fondazione si sta pero’ confrontando con la Regione Lombardia , con la Comunita’ Europea e con altri enti a diversi livelli, per poter ottenere finanziamenti e sovvenzioni e ha ottenuto anche la disponibilità di diverse imprese ed istituto di credito interessate a finanziare il progetto. “Cio’ che ora piu’ ci interessa- dice Alessio – e’ l’assegnazione del terreno in tempi brevissimi, cosa che spero avvenga entro la fine dell’anno, in modo da poter cominciare i lavori agli inizi del prossimo e poter portare a buon fine tutte gli accordi presi per il reperimento dei fondi. ncrociamo le dita!!!” Nel frattempo Alessio, autore tra l’altro di un libro autobiografico, ‘Cronaca di una guarigione impossibile’ (edizioni Mediterranee, Roma) partecipa instancabilmente a trasmissioni televisive, convegni, conferenze ed incontri di ogni tipo perche’ il suo progetto divenga al piu’presto realta’. Per informazioni:

Fondazione” Alessio Tavecchio” Onlus

Via A.Visconti,41 20052 Monza (Mi) tel./fax. 039/2326499

Internet: www.alessio.org

e-mail: alessio@alessio.org oppure info@alessio.org



Annalisa Gadaleta, Redazione Disabili.com