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Essere disabili non significa essere handicappati, ossia incapaci a fare qualcosa.
Grazie al supporto di utili strumenti tecnologici , molti disabili possono finalmente entrare "normalmente" nel mondo del lavoro.
Un concetto ribadito con fermezza ad un convegno svoltosi a Milano, organizzato dall'Associazione Libro Parlato e che aveva come tema "Tecnologia: cecità senza handicap".
L'associazione Libro Parlato, è nata nel 1987 con un obiettivo preciso, quello di fornire agli ipovedenti gli strumenti necessari per poter ridurre, se non superare, il loro handicap.
Il nostro compito – ha spiegato il Presidente di Libro Parlato Gino del Bon, durante la presentazione del convegno – è quello di fornire agli ipovedenti strumenti in grado di renderli autonomi. Non esiste il concetto di assistenza alla base della nostra attività.
Vogliamo rendere queste persone indipendenti per affrontare la vita con fiducia e serenità
”.
In questo quadro si inserisce l’utilizzo di soluzioni tecnologiche innovative che hanno favorito la realizzazione degli scopi, tra questi il raggiungimento del diploma o della laurea da parte di giovani non vedenti.
L’Associazione Libro Parlato, infatti, ha utilizzato le tecnologie più sofisticate per la lettura computerizzata, la sintesi vocale e la riproduzione grafica in rilevo tattile.
Libri complessi ricchi di figure, formule, grafici vengono così elaborati e resi fruibili al non-vedente.
Ora diventa importante insegnare a queste persone l’utilizzo del PC.
Il computer – ha detto Daniela Paoloni, docente dei corsi di informatica dell’Associazione Libro Parlato – è un mezzo fondamentale per qualificare al meglio la formazione professionale dei non vedenti. Per questo abbiamo attivato corsi di informatica gratuiti per disabili della vista di tutta Italia”.
Al convegno hanno partecipato anche Guidalberto Guidi, Vice Presidente di Confindustria, e Davide Cervellin, Presidente Commissione Handicap di Confindustria.
Ciò testimonia un impegno importante da parte del mondo industriale per l’attuazione dei vari progetti.
Attualmente – ha spiegato Guidalberto Guidi – grazie alle applicazioni tecnologiche, le possibilità professionali per le persone portatrici di handicap sono enormi.
Ora il nostro compito è quello di organizzare programmi di intervento, attraverso le giuste politiche sociali e industriali, per favorire l’inserimento dei non-vedenti nel mondo del lavoro. Proprio per questo a breve, ci incontreremo con il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Roberto Maroni. Non è un percorso facile, ma ci impegneremo perché venga realizzato al più presto
”.
Alcuni risultati sono già stati ottenuti.
A questo proposito, sono state diverse le testimonianze raccolte durante il convegno.
Come quella di Daniele Rigoldi, ipovedente che ha raccontato la propria esperienza.
La tecnologia mi ha cambiato la vita – ha detto con soddisfazione.
Grazie agli screen reader di ultima generazione (supporti audio-visivi per il controllo dei sistemi operativi di un PC, n.d.r) riesco a lavorare al mio computer in piena autonomia e a svolgere senza alcun problema i compiti che mi vengono assegnati”.
Anche Giorgio Rigato, non vedente della provincia di Verona impiegato in una azienda impegnata nel mondo ICT, ha parlato con soddisfazione della propria attività lavorativa e ha voluto sottolineare come “la civiltà di un Paese si misura dal grado di inserimento dei suoi cittadini nel contesto sociale e lavorativo” e, ha concluso , “si può parlare di vera integrazione professionale per un ipovedente quando svolge un’attività che produce valore per l’azienda, come per un qualsiasi altro lavoratore”.

INFO

www.libroparlato.com