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lauto_di_giuseppeLa tecnologia digitale e la perseveranza: ora Giuseppe può guidare in tutta autonomia

Giuseppe Sanfilippo è un ragazzo di ventitrè anni, vive a Santa Margherita Belice (Agrigento) ed è affetto da atrofia muscolare spinale. Guidare per lui, data la scarsa forza muscolare, sembrava impossibile, così come sembrava impossibile condurre una vita attiva e autonoma.
Giuseppe però non si è mai arreso ed è riuscito a farsi allestire una macchina che è in grado di guidare e ad ottenere la patente di guida.


Giuseppe, per quale motivo ti negavano la patente? Come sei poi riuscito ad  ottenerla?

Mi negavano la patente, o meglio dire l’omologazione, per il semplice fatto che la mia auto venisse dalla Germania e avrebbe di fatto €˜stravolto‑¬ il mercato italiano, questo era il reale motivo di fondo. Alla fine dopo decine e decine di ostacoli, anche i più assurdi, da parte della burocrazia italiana, ce l’ho fatta grazie all’intervento del Presidente del Senato, Renato Schifani, che una volta accertatosi dell’effettiva efficienza e sicurezza del mio mezzo, ha sollecitato il Ministero dei Trasporti a rilasciarmi la tanto agognata omologazione.


Parliamo invece della tua auto: allestita apposta per te. Ci vuoi spiegare brevemente quali sono le tecnologie che ti permettono di guidare in maniera completamente autonoma e in tutta sicurezza?

La mia auto si guida attraverso sistemi interamente digitali. Tutte le funzioni sono gestite da schede di computer che interagiscono fra di loro e mi permettono la guida attraverso un Joystick a €˜quattro vie‑¬ leggerissimo da utilizzare, visto anche la poca forza muscolare che ho a disposizione. Tutte le altre funzioni dell’auto le gestisco tramite pulsanti: luci, cambio, portelloni, parasole, tergicristalli, accensione, schienale, ecc., ovviamente per salire sulla macchina c’è la pedana che esce elettricamente e io arrivo con la mia carrozzina fino al posto guida.




Pensi che in Italia manchi più la cultura della disabilità o la diffusione tecnologica?

Penso che in Italia manchi la cultura nel vedere la disabilità come una fonte da cui attingere per far crescere l’intera società in cui viviamo. Di certo a noi italiani non manca la preparazione per saper utilizzare la tecnologia, il problema è che si deve applicare per migliorare la vita di migliaia di persone e non solo per ricavare soldi dall’allestimento di un’auto.


Giuseppe sappiamo che sei impegnato in mille attività , tra le quali anche la tua squadra di wheelchair hockey.
Cosa consiglieresti ai ragazzi che, come succedeva a te, fanno fatica a vivere una vita piena e autonoma a causa della propria disabilità ?


Il mio consiglio è quello di affrontare la vita, faccia a faccia, uscire di casa, lottare per i propri diritti, ma soprattutto non vivere sul pietismo della gente facendosi considerare €˜disabile‑¬. Io penso che siamo tutti disabili, la disabilità è un termine astratto che si presenta quando, nel mio caso, c’è ad esempio un gradino, lì sono disabile perché non riesco a superare quella barriera, ma una volta che lo scalino non c’è più allora la mia disabilità in quella situazione non esiste. Se esistono le barriere architettoniche, la colpa è anche nostra, perché noi, almeno nel mio territorio, non usciamo da casa, e quindi perché un bar dovrebbe fare uno scivolo se non c’è mai nessuno che ne usufruisce? Facciamoci valere ragazzi, perché noi non siamo inferiori a nessuno!

Per approfondire:

ADATTAMENTI AUTO PER DISABILI

AUTO DISABILI: DOMANDE FREQUENTI

DISABILI IN AUTO: PATENTE SPECIALE E ADATTAMENTI


Ilaria Vacca