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Considerare il miglioramento della propria accessibilità come una strategia per portare più clienti alla nostra attività commerciale è la chiave vincente


Accessibile è meglio per tutti dovrebbe essere lo slogan che ormai guida la progettazione di nuovi spazi ed edifici commerciali: un po’ perchè lo prescrive la legge, un po’ perché forse finalmente il concetto sta entrando in circolo. Ma si tratta di una strada da battere anche da parte di chi, negoziante, volesse semplicemente realizzare ciò che con le porte spalancate a dicembre, musica coinvolgente e addirittura profumo fin sul marciapiede, cerca di fare: attrarre più clienti all’interno.

Valutare quindi l’accessibilità come una strategia per differenziarsi e rendersi appetibile a una fascia di utenti e consumatori che attualmente fatica a trovare risposte, è una visione lungimirante sotto il profilo del business: non c’entra niente il buoncuore. Sprigionare le proprie potenzialità inespresse bloccate da un’entrata stretta o da un gradino che lascia fuori chi si muove con la sedia a rotelle o con un bastone (ma anche la mamma con passeggino o la signora col trolley della spesa) è un processo che deve passare per la resa accessibile degli spazi e locali commerciali.
Si potrebbe obiettare che per i negozi sia una spesa: la rampa e l’occupazione del suolo pubblico hanno un costo, e non tutti sono persuasi che gli convenga investire su uno strumento di questo tipo. Per questo motivo è da plaudere  a tutte quelle iniziative che vedono le amministrazioni affiancarsi agli esercizi commerciali, in uno sforzo che deve essere congiunto, affinchè il negoziante che rende un servizio alla comunità sia giustamente sostenuto dalla collettività.

Lo hanno capito molto bene a Reggio Emilia, città nella in questi giorni ha preso il via la campagna “Non sono perfetto ma sono accogliente. Sto con città senza barriere” lanciata dal Comune di Reggio Emilia e dalle Farmacie comunali riunite (Fcr), in collaborazione con le associazioni di categoria, nell’ambito del progetto “Reggio Emilia città senza barriere”, a cui partecipa anche il Criba Emilia-Romagna.

Consci delle barriere che possono presentarsi a chi si muove con difficoltà o con ausili in un centro storico con molteplici e stringenti vincoli architettonici - legati alla storicità degli edifici – i promotori hanno deciso di venire incontro a quei commercianti ed esercenti che volessero migliorare la propria accessibilità. Il progetto, in sostanza, lancia un avviso pubblico attraverso il quale questi soggetti possono fare richiesta del “kit del negozio accogliente”,  che sarà fornito gratuitamente da parte del Comune. Il kit è composto da: una rampa mobile, richiudibile in poco spazio e facilmente trasportabile, o altra attrezzatura idonea allo stesso scopo; una vetrofania che permetta la riconoscibilità del negozio accogliente; un documento con linee guida per migliorare la capacità di accoglienza e la propria professionalità.

Ma poiché accessibilità non è solo una rampa, agli aderenti verrà inoltre offerto un servizio gratuito di consulenza sul benessere ambientale, sui problemi legati alle barriere architettoniche e all’accessibilità.
Per far conoscere questi punti di accessibilità anche alla popolazione, tutti gli esercizi che aderiranno all’iniziativa verranno inoltre inseriti in una sezione apposita del portale Reggio Emilia città senza barriere, per promuovere la loro opera di inclusione e accoglienza.

In questa fase il progetto mette a disposizione servizio di consulenza e attrezzature per 50 attività tra negozi, botteghe, esercizi di ristorazione, per un investimento di circa 20mila euro.
Per presentare la propria domanda, i negozi hanno tempo fino alle ore 12:30 del giorno 27 ottobre 2017.

Per info:

Qui il bando (documento .doc) 

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Francesca Martin


Immagine da: Designed by Freepik