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La Casa costruttrice Guidosimplex festeggia i suoi 50 anni di attività, dedicati a creare autonomia e a investire nello sviluppo di tecnologie, che hanno permesso alle persone disabili di potersi sentire liberi di guidare.
Oggi grazie ad una rete di distributori sparsa su tutta l'Italia e in Europa, garantisce ai propri clienti assistenza e servizio ovunque. E' presente in innumerevoli iniziative mirate allo sviluppo e all'integrazione delle persone con ridotte capacità motorie in tutti gli ambiti della società.
In occasione del prestigioso anniversario abbiamo incontrato l'Amministratore Delegato, Stefano Venturini, al quale abbiamo posto alcune domande:

Come nasce Guidosimplex?
Abbiamo esordito nel 1956, proponendo al Ministero dei Trasporti una serie di soluzioni tecniche, con l'intento di individuare tra queste quella più idonea ed utile ad ottenere il rilascio della Patente "F" alle persone che non avevano l'uso degli arti inferiori, come paraplegici, amputati, poliomielitici: da questa battaglia sociale nasce la "Guidosimplex".
Il fondatore Otello Venturini è stato motivato da persone disabili (paraplegici) che gli hanno presentato il proprio problema e lo hanno coinvolto nel trovare le possibili soluzioni. Il percorso non è stato facile: sono state fatte varie prove, tanto tempo perso a discutere con i vari Ministeri, Medici, Ingegneri; poi finalmente dopo tre anni, nel 1959, sono state rilasciate le prime patenti. Il lavoro per il raggiungimento di tali obiettivi è stato svolto da tante persone che hanno creduto nel diritto delle persone paraplegiche di conseguire la patente, una delle possibilità per renderli indipendenti e produttivi.
Si è iniziato con mezzi artigianali: la nostra struttura era individuata come "Riparazioni auto/Carrozzeria", io e mio fratello Giancarlo (17 e 18 anni) pulivamo i pezzi, cambiavamo l'olio e verniciavamo vetture. A guidare l'azienda c'era Otello Venturini, che aveva chiaro l'importanza di ciò che si accingeva a fondare, e difatti, prima di sottoporre al Ministero le soluzioni, le aveva brevettate. Mio padre era un grande tecnico, ma anche un grande uomo; ha avviato lo sviluppo del suo nuovo lavoro, spinto anche dalle soddisfazioni ricevute da quelle persone che tramite il suo lavoro riuscivano ad ottenere la patente di guida. Era infatti  il tempo in cui ti ringraziavano con le lacrime agli occhi; era il tempo delle emozioni, delle sfide, della soddisfazione completa fra lavoratore e cliente. Era il tempo dell'amore sviscerato per il proprio lavoro che ti coinvolgeva, ti emozionava, ti faceva sentire importante, sicuramente non per soldi.

Nel corso di questi 50 anni  come è cambiato se è cambiato il modo di lavorare?
Oggi il lavoro è divenuto come tutti gli altri  in quanto è stato necessario inserire altri elementi, in particolare gli installatori. Gli installatori sono autonomi ed è difficile avere un comportamento idoneo alle esigenze del nostro lavoro e soprattutto in linea con le impostazioni degli anni '60.
Anche le esigenze di mercato sono differenti e tutto è impostato come qualsiasi altro lavoro. Nonostante tutto ogni decennio è stato caratterizzato dal raggiungimento di alcuni nostri obiettivi.
Negli anni 60-70 si sono stipulati due obiettivi: il primo nel creare tecnicamente un sistema per ogni tipo di handicap, una soluzione tecnica per ogni tipo di vettura; l'altro quello di soddisfare le richieste che ci pervenivano da altre città organizzando una rete di installatori.
Negli anni 70-80 per la parte tecnica si sono dovuti creare "kit" di montaggio con le relative istruzioni,  per agevolare le officine durante l'installazione.
Negli anni 80-90 si sono organizzati diversi corsi tecnici su tutto il territorio, al fine di garantire che le installazione fossero effettuate a regola d'arte.
Gli anni 90-2000 la frontiera dell'esportazione. Molte richieste ci hanno portato ad esportare ed organizzare corsi tecnici e operativi in ben 21 Paesi.

Foto di gruppo all'Exposanità di Bologna
Foto di gruppo all'Exposanità 2006 di Bologna

Quali sono state le conquiste più significative?
E' difficile elencarle tutte: la patente ai paraplegici, la Fondazione dell'ANGLAT (Associazione Nazionale Guida Legislazione Andicappati Trasporti), la patente ai tetraplegici, la fondazione della FISAPS (Federazione Italiana Sportiva Automobilismo Patenti Speciali), la Rivista bimestrale 4+4,  l'organizzazione della rete italiana e di quella estera, una costante presentazione di nuovi dispositivi, nuove tecnologie applicate. Ma anche essere l'Azienda considerata il punto di riferimento per tutti coloro che si affacciano a questo settore.
Il nostro paese è il più esperto nella materia ed è ritenuto a tutti i livelli il numero uno in prodotti, organizzazione, leggi, agevolazioni fiscali e nella creazione di dispositivi innovativi.
Inoltre, rispetto agli altri Paesi europei, in Italia la categoria dei soggetti con Patente B Speciale, risulta la meno coinvolta in incidenti stradali, anche grazie ad affidabilità e sicurezza dei prodotti costruiti da Guidosimplex.

Si è parlato di un progetto ambizioso per la riqualificazione di tutta la rete distributiva: di cosa si tratta?
La qualificazione delle strutture periferiche è l'obiettivo che stiamo percorrendo, in modo che si possa garantire a tutti i nostri clienti un servizio di prim'ordine, iniziando da prezzi uguali in tutto il territorio.

Quali sono i prossimi obiettivi aziendali?
Il nostro obiettivo è quello di ritornare ai  rapporti interpersonali del 1960, utilizzando però le tecnologie innovative dei nostri giorni, e questo su tutta la nostra organizzazione.
Credo che questo sia l'obiettivo più difficile.

INFO:
Il link al sito Guidosimplex.

A questa pagina il nostro speciale Autofficine Accessibili.

[Valter Nicoletti]