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Modificare il codice della strada introducendo l'obbligo, per i responsabili di incidenti gravi, di un servizio di assistenza agli invalidi. E' una delle proposte dei rappresentanti dell' ''Associazione Manuela Sicurezza Stradale'' (Amss), durante un convegno che si è svolto a Conegliano, in provincia di Treviso. L'Associazione, fondata dal padre di una bambina di sei anni morta in un incidente nel febbraio 1998, ha insistito anche sulla necessita' di stimolare la cultura della sicurezza con interventi educativi fin dai primi anni scolastici e di definire un sistema sanzionatorio certo e uguale per tutti.

All'incontro hanno partecipato esponenti degli ambienti forensi e medici italiani ed europei, e in teleconferenza il sottosegretario alla Salute Antonio Guidi e l'assessore regionale friulano alla Sanita', Walter Santarossa. Oltre ad introdurre una segnaletica piu' chiara ed attivare i consultori per ''insegnare ai genitori a insegnare la sicurezza stradale ai figli'', Guidi ha insistito sull' importanza dell'educazione civica nelle scuole. Ma ha anche posto l’ attenzione su tutti i fattori di rischio quali uso di psicofarmaci, droghe e alcool.

Ogni anno nel mondo, a causa degli incidenti stradali, ci sono un milione di morti e 20 milioni di feriti per un danno economico di 1000 miliardi di euro: sono le cifre fornite da Marcel Haegi, presidente della Federazione europea vittime della strada. ''Nell' Unione Europea - ha aggiunto Haegi - ci sono 45 mila morti e 3 milioni di feriti per 160 miliardi di euro di danni, mentre in Italia i morti sono 8 mila, i feriti 300 mila con danni per 30 miliardi di euro.

E intanto, le Regioni bussano alle casse dello Stato per ottenere altre risorse nel settore del trattamento economico in favore di invalidi civili. Finora - ha reso noto Antonio De Poli, assessore veneto e coordinatore nazionale degli assessori regionali alle politiche sociali - sono quattro i miliardi che lo Stato ha passato alle Regioni per far fronte alle funzioni in materia ad esse trasferite (prima erano in capo alle Prefetture). Ma da un primo monitoraggio, risultano essere ben trentuno i miliardi che le Regioni hanno gia' speso per le prime incombenze. Per questo le Regioni hanno chiesto al Governo, durante lo svolgimento dell'ultima Conferenza Stato-Regioni, l'istituzione di un Tavolo politico specifico per il reperimento di risorse aggiuntive in questo settore, per il pagamento dei nuovi trattamenti ma anche degli arretrati che ammontano a centinaia di migliaia di pratiche ancora inevase e ancora non precisamente quantificabili.