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SPECIALE FARMACI
I generici

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Stessa forma farmaceutica, stesso dosaggio, stessa via di somministrazione, stesso principio attivo e quindi stessa indicazione teraputica; si acquistano in farmacia con ricetta medica e contengono all'interno della confezione il cosidetto bugiardino. Insomma, sembra che tra una specialità medicinale (nota come farmaco "di marca") e un farmaco generico, di grosse differenze non ce ne siano. Entrambi sono farmaci a tutti gli effetti.

Dove sta la differenza, allora? Nel prezzo: i farmaci generici costano meno delle specialità di cui sono copia, addirittura possono avere un prezzo inferiore del 20, 30%. E questo perchè c'è un brevetto in gioco.

L'azienda che "scopre" il farmaco lo brevetta e, in questo modo, può decidere se commercializzarlo autonomamente senza concedere ad altri la distribuzione, oppure venderlo anche ad aziende terze.
I farmaci generici vengono prodotti da altre case farmaceutiche alla scadenza del brevetto. Di conseguenza non hanno più un nome commerciale "di marca", ma portano il nome direttamente del principio attivo che li caratterizza.
Ultimamente, per facilitarne la diffusione si è deciso di cambiare il nome: da generici (che potrebbe avere un'accezione negativa) a farmaci equivalenti.

I farmaci generici appartengono per lo più alla classe A; nel caso di farmaci in fascia C, sebbene sia il medico a prescriverli, anche il ruolo del farmacista è importante. Per esempio, nel caso di farmaci di fascia C che richiedono ricetta medica, il farmacista è tenuto a comunicare al malato la disponibilità  di medicinali non di marca identici a quello prescritto.
A questo punto è il cittadino a decidere che cosa fare: se chiede il farmaco a prezzo minore, il farmacista lo deve procurare. Ci sono però casi in cui il medicinale di marca prescitto non può essere cambiato: questo si verifica quando il medico indica sulla ricetta la dicitura "non sostituibile", il che significa che non desidera venga acquistato un prodotto equivalente al posto di quello che è stato prescritto.


RIMBORSO PER I FARMACI GENERICI
Per i farmaci generici essenziali e quindi coperti dal servizio sanitario nazionale (quelli di fascia A), sono già in vigore le regole di rimborso secondo il prezzo di riferimento: tutti i generici sono stati suddivisi in "categorie omogenee" comprendenti tutti quelli composti dallo stesso principio attivo. Per ogni categoria è stato poi fissato un prezzo di riferimento, cioè la somma massima che lo Stato paga per tutti i farmaci inseriti in quella categoria.
L'eventuale prezzo eccedente è a carico del cittadino che, se desidera proprio quel farmaco, deve pagarne la quota in eccedenza. Altrimenti, può chiedere al farmacista o al proprio medico di famiglia un altro farmaco, omogeneo, il cui costo sia totalmente coperto dal servizio sanitario nazionale. 

Diverso è il discorso per i farmaci di fascia C, quelli a totale carico del paziente. In questo caso è compito del farmacista suggerire quale farmaco equivalente può sostituire quello "di marca". Per semplificare le cose, l'Aifa, l'Agenzia italiana del farmaco, ha appena messo a punto alcune liste dei 3.953 farmaci in fascia C per cui esiste almeno un equivalente a costo inferiore: sono le liste di trasparenza, che il cittadino può consultare via internet .
Una volta che si conoscono le alternative, è possibile chiedere direttamente al medico di prescrivere il medicinale equivalente, oppure si può domandarlo direttamente al farmacista.