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Per l’EMA sarebbe ragionevole che le autorità sanitarie prendessero in considerazione la somministrazione di una quarta dose di vaccino anti Covid per queste persone

Mentre nel nostro Paese la campagna di vaccinazione anti Covid per contrastare l’avanzare dei contagi da Coronavirus va avanti, con la somministrazione della terza dose (il cosiddetto booster) che al momento attuale ha raggiunto 28.003.427 di italiani (il 47,26% della popolazione), e l’introduzione dell’obbligo di vaccinazione ai 50enni, ci si chiede già se e quando servirà una quarta dose di vaccino, allo scopo di richiamare gli anticorpi.

L’ondata che sembra senza freni della variante Omicron sta facendo correre ai ripari vari paesi, che puntano a immunizzare più persone possibili, così da scongiurare la saturazione degli ospedali, con conseguenze su tutta la sanità, e non solo sulle persone interessate dal Covid.
Gli occhi sono quindi tutti puntati su Israele, che è stato il primo Paese al mondo ad iniziare la somministrazione della quarta dose di vaccino anticovid agli operatori sanitari, pazienti fragili e persone over 60.

Ebbene, rispetto all’efficacia della quarta infusione – e quindi all’opportunità di prevedere una quarta dose di vaccino come richiamo booster nei Paesi europei, l’Agenzia del Farmaco Europea (EMA) va con i piedi di piombo, basandosi sui primi dati preliminari che arrivano dalle quarte somministrazioni israeliane di Pfizer e Moderna. I dati dimostrerebbero come, nonostante il booster aumenti fino a 5 volte gli anticorpi, tale protezione potrebbe non essere sufficiente a contrastare Omicron, che grazie alla sua mutazione riesce a eludere parte degli stessi. Va anche detto che la rilevazione israeliana ha interessato solo 150 persone che hanno ricevuto una quarta dose di Pfizer due settimane fa e altre 120, che avevano fatto tre dosi Pfizer, e che hanno ricevuto una settimana fa una quarta dose di Moderna. Partecipanti e distanza di tempo sono quindi molto ristretti ma i primi dati preliminari hanno dimostrato come alcune persone, pur vaccinate con quarta dose, si siano infettate con Omicron, che riuscirebbe in alcuni casi a bucare la protezione del vaccino il quale rimane ottimo ma non sempre sufficiente.

Di fronte anche a questo risultati, l’Ema va particolarmente cauta rispetto ad una quarta dose booster anche in Europa, se non per i soggetti fragili, che presentano cioè un sistema immunitario debole. Riporta ADN Kronos: "Attualmente, non ci sono prove della necessità di una quarta dose nella popolazione generale" precisa Marco Cavaleri, responsabile per i vaccini dell'Agenzia europea del farmaco Ema. "Nelle persone con sistema immunitario gravemente indebolito e che hanno ricevuto già tre dosi, sarebbe ragionevole che le autorità sanitarie prendessero in considerazione la somministrazione di una quarta dose" consiglia Cavaleri.

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Redazione

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