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laboratorio_scientificoApprovato dal CdM un decreto che stabilisce la continuazione delle cure già avviate con somministrazione di cellule staminali, e proroga la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari

Era stato annunciato, e infine è arrivato, il decreto legge firmato dal Ministro della salute Renato Balduzzi sulla controversa questione delle terapie a base di cellule staminali. Il Consiglio dei Ministri ha dunque approvato una serie di interventi urgenti in tema sanità , tra i quali uno, appunto, riguardante l’uso di medicinali per cure avanzate, come quelle con le staminali.

Cosa dice dunque il decreto? Nel documento si concede, in via eccezionale, la prosecuzione di trattamenti non conformi alla normativa vigente per i pazienti per i quali sono stati già avviati alla data di entrata in vigore del decreto, sempre con monitoraggio clinico. In sostanza, chi ha già intrapreso queste cure, anche se non conformi alla legge, potrà proseguirle. Si prevede inoltre che d'ora in poi tutti i cosiddetti "medicinali per terapie avanzate preparati su base non ripetitiva", in cui rientrano i trattamenti con le staminali, potranno essere utilizzati esclusivamente in un ospedale pubblico, clinica universitaria o istituto di ricovero e cura a carattere scientifico.

Sofia e gli  altri che hanno già avviato la terapia potranno quindi proseguire la cura con le staminali agli Spedali di Brescia, continuando a seguire il protocollo Stamina. Il caso di Sofia è diventato rappresentativo della vicenda: dopo la prima infusione di staminali, che aveva dato i primi miglioramenti, era seguito lo stop ordinato dal Tribunale e il ricorso dei genitori, con un clamore anche mediatico molto forte. Da qui, l’intervento di Balduzzi che aveva fatto riprendere la seconda infusione, e ora il decreto che apre definitivamente alla conclusione della terapia.

Ricordiamo che questo tipo di terapie sono ancora considerate non conformi alla legge, poiché di efficacia non provata scientificamente. La loro somministrazione è dunque approvata caso per caso, di volta in volta, spostando una questione medica molte volte sul piano giudiziario. Lo sblocco della situazione era dunque atteso: inizialmente a paventarsi sembrava l’ipotesi di un irrigidimento delle regole, che avrebbe potuto rappresentare uno stop per Stamina Foundation. A quanto leggiamo, €˜la norma si basa sul principio etico per cui un trattamento già avviato che non abbia dato gravi effetti collaterali non deve essere interrotto'', dice il ministro Balduzzi.

Così il punto 2 dell’articolo 2 del decreto legge:
€˜Le strutture pubbliche in cui sono stati comunque avviati, anteriormente alla data di entrata in  vigore del presente decreto, trattamenti su singoli pazienti con medicinali per terapie avanzate a base di cellule staminali mesenchimali, anche se preparati presso laboratori non conformi ai principi delle norme europee di buona fabbricazione dei medicinali e in difformità dalle disposizioni del decreto ministeriale 5 dicembre 2006, possono completare i trattamenti medesimi, sotto la responsabilità del medico prescrittore, nell’ambito delle risorse finanziarie disponibili secondo la normativa vigente‑¬.

Il decreto legge prevede inoltre interventi urgenti in materia sanitaria riguardanti gli ospedali psichiatrici giudiziari, per i quali era prevista la chiusura il 31 marzo prossimo.
Il Consiglio dei Ministri ha dunque approvato una proroga al 1 aprile 2014 per la chiusura degli Opg, "in attesa della realizzazione da parte delle Regioni delle strutture sanitarie sostitutive". Ricordiamo che in Italia, secondo i dati del Ministreo della Giustizia, al 28 febbraio 2013 gli internati sono 1.215 (di cui 156 stranieri) (erano 1.549 al 31 dicembre 2011) gli internati (Fonte Redattore sociale), distribuiti nei cinque Ospedali Psichiatrici di Aversa, Montelupo Fiorentino, Castiglione delle Stiviere, Napoli e Reggio Emilia.


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Redazione


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