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cervello umanoLa novità : i campi magnetici tridimensionali raggiungono una maggiore profondità del cervello

Ve lo ricordate Frankenstein? Con quelle specie di antenne che uscivano dalla testa che erano servite al suo creatore per dargli la vita attraverso stimolazioni elettriche? Se entriamo in libreria una storia come questa la troveremo sicuramente nello spazio dedicato alla fantascienza‑¬¦ ebbene, pare invece che la scienza si stia avvicinando a grandi passi a realizzare quanto fino a qualche anno fa faceva solo parte dell'immaginario collettivo. Chiaramente in questo caso non si tratta di controllo della mente ma di cura dei malati, però diciamo che l'arditezza dell'esperimento ci va molto vicina.

Tutte le speranze per la cura di Parkinson, Alzheimer, Sla, malattia di Huntington, depressione profonda e conseguenze dell'ictus sono affidate al nuovissimo Magics, Magnetic intercerebral stimulaion center: un centro di neuro modulazione magnetica inaugurato all'Inspe (istituto  di neurologia sperimentale) in relazione con il dipartimento di neurologia dell'ospedale San Raffaele di Milano.

All'interno del Magics Center opererà il dr Abraham Zangen, ricercatore israeliano, che ha lavorato in prima persona alla messa a punto di uno strumento terapeutico che forse definire rivoluzionario sarebbe ancora innovativo. Il dottor Zangen e la sua equipe hanno infatti messo appunto un casco che agisce tramite la tecnica detta della "stimolazione magnetica transcranica".

Ma, perché questo casco è così innovativo? La novità apportata dalle ricerche di Zangen consta nella profondità , nel senso proprio del termine, d'azione che questo casco può raggiungere. Fino ad oggi infatti tutte le tecniche di stimolazione cerebrale che erano state usate consentivano di andare ad agire ad una profondità di qualche millimetro all'interno della teca cranica, le spire contenute nel casco di Zangen invece sono costruite in modo tale da generare campi magnetici tridimensionali e le onde elettromagnetiche così prodotte sono in grado, per la prima volta, di raggiungere il cervello fino ai sei centimetri di profondità , permettendo così di agire e attuare modulazioni anche molto complesse dell'attività nervosa.

Ma, come funziona? È molto semplice: il paziente dovrà semplicemente indossare un casco che contiene le spirali in grado di generare il campo magnetico che attiva le connessioni tra i neuroni. Un approccio decisamente poco invasivo se paragonato con alcuni metodi utilizzati fino ad oggi, come l'inserimento di elettrodi nel midollo spinale o nel cervello.
Il Magics Center nasce per realizzare una serie di esperimenti finalizzati a valutare l'efficacia di queste nuove tecniche di stimolazione cerebrale profonda nei pazienti con malattie degenerative, infiammatorie e cerebrovascolari. I primi esperimenti di stimolazioni magnetiche nella regione frontale, eseguiti in Israele, hanno dimostrato l'efficacia di queste stimolazioni in casi di depressione resistente ai farmaci, con risultati incoraggianti anche in pazienti con disturbi motori.

Presso il centro sono in fase di avvio studi sul trattamento del dolore neuropatico cronico, dell'emicrania, dell'Alzheimer e della fatica e depressione che colpiscono i pazienti con sclerosi multipla, e sono in corso di progettazione studi finalizzati a migliorare o accelerare il recupero delle funzioni motorie o linguistiche nell'ictus cerebrale.


INFO:

http://www.sanraffaele.org


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Alessandra Babetto

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