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Un dolore improvviso, una diagnosi dal nome difficile, un sentito dire che si vuole approfondire: è così che tutti, ameno una volta, siamo finiti a consultare Google per trovare informazioni in ambito salute

Sono sempre di più gli italiani che usano il web per cercare risposte veloci, rivolgendosi al “dottor Google” per trovare informazioni connesse alle malattie, alle possibilità di cura, farmaci, medici centri di cura.
Il fenomeno, inquadrato l’anno scorso in una ricerca condotta da Gfk, ci dice che oggi un italiano adulto su due ricerca attivamente informazioni relative alla salute e, fra questi, quasi la metà - pari a circa 11 milioni e mezzo di persone - utilizza strumenti e canali digitali per informarsi.

Si tratta di una pratica che va ovviamente presa con le pinze: nel web si trova di tutto e di più, e per ora nulla potrà sostituire la competenza e la serietà di medico e stetoscopio. E se a colpirci è l’ansia da “camice bianco”, ricordiamo che il medico è lì per noi: non bisogna avere timore di chiedere, di farsi spiegare o ripetere ciò che il professionista, magari con termini che ci sono poco chiari, ci illustra.

Se la facilità di accesso a una grande mole di informazioni rende appetibile a tutti una “diagnosi fai da te”,  il rischio di sostituire il medico con il web è quello di incappare in bufale, in informazioni non corrette, in superficialità. E si tratta di rischi che, trattandosi di salute, diventano decisamente pericolosi.
Ma la tecnologia non è tutta “cattiva”, anzi, e diventare utenti consapevoli può contribuire a migliorare la qualità della nostra vita. Per questo  è importantissimo selezionare le informazioni attendibili che si trovano sul web come pure le app scaricabili sui nostri smartphone che, sempre più numerose, riguardano anche la salute. Ce ne sono di tutti i tipi, ed è fondamentale verificarne attendibilità, scopo e funzionamento, preferendo ad esempio quelle ufficiali di federazioni o associazioni mediche.

Tra le molte troviamo, ad esempio, Pediatri,  la App ufficiale della Federazione Italiana Medici Pediatri, ma anche Uro Life,  realizzata dalla Società italiana di Urologia.  Ce ne sono, poi, altre che aiutano a leggere le analisi cliniche (AnalisiCliniche) o che raccolgono informazioni specifiche sui farmaci (iFarmaci).

Il consiglio è sempre lo stesso: non demonizzare la tecnologia, ma non sostituire mai un consulto del proprio medico con una auto diagnosi, magari fatta basandosi su informazioni prese dal web!

Redazione