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diabeteTra il 9 e il 10 novembre si terranno eventi in 400 città italiane per sensibilizzare l'opinione pubblica e di rappresentanza sull'urgenza dell'adozione e attuazione del Piano Nazionale Diabete

In occasione della Giornata Mondiale del Diabete, che ricorre il 14 novembre, tra il 9 e il 10 novembre migliaia di volontari tra medici, infermieri, persone con il diabete che organizzeranno in 400 città italiane eventi pubblici volti a sensibilizzare l'opinione pubblica circa la prevenzione e la gestione di quello che potrebbe diventare un'emergenza medica, ma anche, anzi soprattutto, per convogliare l'attenzione dei rappresentati pubblici sulla questione del diabete e far aderire la propria regione al Piano Nazionale Diabete , consegnando agli assessori presenti questa cartolina.

DATI E NUMERI - In Italia purtroppo manca un registro nazionale, ma i dati relativi al diabete segnalano che nel 2011 erano 3 milioni le persone colpite da questa malattia, mentre un milione e mezzo (si tratta di una stima) potrebbe esserne affetto senza saperlo, a causa della mancanza di informazioni e una prevenzione adeguata. Il diabete è una malattia che rappresenta uno dei problemi più urgenti per i paesi economicamente avanzati, con una forte incidenza sulla spesa sanitaria. Al sud e nelle isole l'incidenza del diabete è più presente, ad esempio, la Sicilia è la regione che più di tutte consuma farmaci antidiabetici, seguita dal centro e dal nord (Fonte Istat). Il 9% dei diabetici ha tra i 20 e i 79 anni, ne soffre il 20% degli anziani, mentre 15mila tra bambini e ragazzi sono colpiti dal diabete di tipo 1. Questi numeri incidono sulla vita di milioni di famiglie, più che sul sistema sanitario regionale, per questo è importante partecipare e far sentire la propria voce a chi si deve far carico di queste emergenze.

I VARI TIPI DI DIABETE
- Il diabete può essere una malattia subdola: ben un milione, si stima che forse addirittura un milione e mezzo di persone abbia il diabete e non lo sappia ancora, a causa di mancanza di informazione e prevenzione. Si tratta di un dato allarmante considerando che, se trascurato, il diabete può causare vere e proprie disabilità come cecità (il diabete infatti ne è la causa principale), ictus, infarti e anche amputazioni. Tra le cause scatenanti ci sono una cattiva alimentazione (per il tipo 2, non per il mellito), predisposizione genetica, sedentarietà e stress. Il peso corporeo invece non influenza il diabete di tipo 1, ma soltanto il 2, che approfondiremo qualche riga più in basso.

Il diabete può essere di tipo 1, chiamato anche "mellito" (DMT1) ed è caratterizzato da un aumento di concentrazione di glucosio nel sangue dovuto alla carenza di insulina; e quello di tipo 2, che invece ha una forte correlazione con fattori di rischio quali obesità e sovrappeso. Il diabete di tipo 1 si distingue dal tipo 2 su molteplici caratteristiche che li rendono facilmente distinguibili: il primo ha una prevalenza nettamente inferiore rispetto al secondo, inoltre presenta una sintomatologia sempre presente e spesso brusca, al contrario invece nel tipo 2 in cui è quasi sempre assente, o in caso decisamente più modesta. Il peso corporeo è un altro indice molto valido: nel mellito resta nella norma, mentre nel secondo tipo è eccessivo, appunto per via della correlazione con sovrappeso e obesità . Il mellito si manifesta di solito su individui al di sotto dei 30 anni e presenta complicanze croniche soltanto dopo alcuni anni dalla diagnosi, mentre il tipo 2 invece colpisce persone ultraquarantenni e le complicanze sono presenti già nel momento della diagnosi. Come agisce invece l'insulina? Anche l'ormone prodotto dal pancreas, responsabile del controllo dei livelli di zuccheri, grassi, proteine e glucosio nel sangue, è influenzato in maniera diversa a seconda del tipo di diabete: nel mellito l'insulina circolante è quasi assente, al contrario del tipo 2 invece che la vede se non a livelli normali, aumentata. La terapia, non si può ancora parlare di cura, per il tipo 1 prevede un rincaro di insulina attraverso delle iniezioni, mentre per il tipo 2 si agisce con dieta, farmaci orali, iniezioni e insulina. Sia il diabete di tipo 1 che di tipo 2 sono di tipo cronico, mentre il diabete gestazionale, che appartiene a tutt'altra categoria, è temporaneo, in quanto sembra che sparisca al momento del parto, e colpisce donne che non ne sono mai state affette in precedenza. Va comunque non sottovalutato dal momento in cui c'è il rischio che in futuro si trasformi in tipo 2. Un altro tipo di diabete è quello insipido, piuttosto raro e caratterizzato da una minzione eccessivamente frequente e un senso di sete insaziabile, e questo tipo di diabete può essere permanente o temporaneo.

COME PREVENIRE, BUONI CONSIGLI - Inutile ribadirlo, la sedentarietà non fa bene al nostro corpo. Coccoliamoci un po' di più facendo qualche passeggiata: in questo modo evitiamo anche di incorrere in disturbi quali ipertensione, ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia, e altri problemi. Passare del tempo all'aria aperta facendo un po' di movimento, non serve correre per chilometri e chilometri, un'oretta di passeggiata spezzata durante il giorno non è mai tempo perso. Ma anche sport in generale come bicicletta, nuoto, palestra, piscina‑¬¦ tutti aiuti per restare in forma, ridurre il giro vita e abbassare i livelli di pericolo, ossigenare il sangue e migliorare la pressione che di conseguenza porta la glicemia a livelli normali. Poi, vogliamo negare quanto sia bello sentir scorrere le endorfine nel nostro corpo? Le endorfine si scatenano quando facciamo movimento, ancora meglio se all'aperto, e sono proprio le sostanza che danno impulsi collegati alle sensazioni di piacere al cervello. Insomma, tutto di guadagnato. La regola però è solo una: non esagerare, altrimenti si corre il rischio di affaticarsi troppo, ma neanche risparmiarsi, altrimenti serve a poco, bisogna trovare il giusto equilibrio, che è l'unico segreto per star bene. Proprio come raccomanda una corretta alimentazione, evitando cibi troppo raffinati e abbondanti. Al bando merendine e bibite troppo zuccherate, e largo a frutta, verdura, legumi, pesce formaggi; insomma, proprio tutto, purché sia genuino.

IL PIANO NAZIONALE DIABETE - La legge italiana di rifermento per la tutela della persona col diabete risale al 1997: è la legge del 16 marzo 1997 n. 15. Il 6 dicembre 2012 invece il PND (Piano Nazionale Diabete) viene recepito come un accordo tra stato e regioni, si pone come obiettivo quello di garantire un livello di cura omogeneo su tutto il territorio nazionale, per questo motivo è importante che tutte le Regione, oltre a sottoscriverlo, si impegnino per farlo funzionare concretamente. Trasformare in realtà servizi migliori e più efficienti senza lasciarli riposare sulla carta delle buone intenzioni: i numeri di questa malattia sono in crescita ed è più che mai necessario agire vicino alle famiglie. Uno degli obiettivi del piano è infatti quello di migliorare i servizi di assistenza e ridurre l'impatto del diabete nella vita del malato e della sua famiglia, potendo così garantire uno stile di vita migliore, più semplice. Per riuscirci però, è impensabile trascurare la prevenzione e la diagnosi precoce. Con una più efficiente e migliore continuità assistenziale il numero dei malati dovrebbe stabilizzarsi, scendere, come i costi per la sanità pubblica, diretti e indiretti causati dal diabete, meno sprechi e interventi davvero mirati e utili sul lungo periodo.

LE REGIONI VIRTUOSE - Ad oggi sono solo nove le regioni italiane che hanno recepito ufficialmente il Piano Nazionale per la Malattia Diabetica, meglio noto come Piano Nazionale Diabete: sono le regioni e le provincie autonome di Trento e Bolzano, l'Abruzzo, il Veneto, l'Umbria, la Sicilia, la Basilicata, la Calabria e il Lazio e Sardegna. Il 30 settembre scorso la Commissione Sanità del Consiglio Regionale Veneto ha inserito le strutture diabetologi che nelle "schede di dotazione ospedaliera", le quali prevedono la diramazione di centri per il diabete su tutto il territorio. Sono proprio le regioni infatti che devono farsi carico dell'erogazione di cure appropriate tra cui educazione, inquadramento specialistico, screening, farmaci e presidi, e il Piano Nazionale Diabete pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale spiega bene ai nostri rappresentanti come fare.


Per info:

Giornata Mondiale del Diabete

Piano Nazionale Diabete


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Elisabetta Pometto


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