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renato balduzziVerso un modello di welfare europeo?

LE DICHIARAZIONI - Un'assicurazione sociale per la non autosufficienza potrebbe diventare obbligatoria. Lo ha detto qualche settimana fa il Ministro della Salute Renato Balduzzi, affrontando il delicato tema dell'assistenza socio-sanitaria.
"Credo ci voglia una garanzia maggiore per rendere esigibile il diritto. - ha detto Balduzzi - E' necessario rivedere i meccanismi di finanziamento del sociale e di quel delicato intreccio tra il sociale e il sanitario. Proprio in queste settimane ‑¬â€˜ ha aggiunto ‑¬â€˜ insieme al ministero del Lavoro e a quello della Coesione territoriale stiamo studiando una proposta che non faccia perdere nulla di ciò che c’è adesso. All’interno dei fondi destinati al sociale ci sono infatti risorse che consentono di sopravvivere a molti italiani. Senza perdere nulla dell’esistente credo però sia necessario andare verso una prospettiva di maggiore sicurezza. Non è una promessa. È un impegno‑¬.

Secondo le dichiarazioni del Ministro si prospetta un cambiamento in materia assistenziale. Oltre al rinnovo dei Lea, che attendiamo da tempo, pare che comparirà una nuova forma di assicurazione sociale obbligatoria. Per fronteggiare le malattie neurodegenerative e per rendere sostenibile l'assistenza socio sanitaria sarà quindi necessario rivedere i meccanismi di finanziamento del sociale.

VERSO UN MODELLO EUROPEO? - Potrebbe quindi trattarsi di una polizza studiata ad hoc per tutelare anziani e famiglie con disabili a carico. L'assistenza è attualmente affidata per la quasi totalità alla gestione familiare e al sostegno previdenziale. Una forma di supporto dedicata potrebbe migliorare le condizioni dei tanti disabili e anziani del nostro paese.
L'assicurazione per la non autosufficienza è un modello che funziona bene, ad esempio, in Germania, dove le assicurazioni obbligatorie sono quattro: la pensionistica, l'assicurazione contro le malattie, contro gli infortuni, contro la disoccupazione.
Ma in Italia un'assicurazione obbligatoria è possibile? Cambierà le cose? Queste sono domande alle quali purtroppo è difficile rispondere. Teoricamente istituire un'assicurazione dedicata dovrebbe essere un modo per separare il calderone dei fondi dedicati alla "previdenza sociale" e rendere il finanziamento della non autosufficienza una questione a sè stante.

COME FUNZIONA OGGI - Ad oggi infatti il Welfare italiano è oltremodo disorganizzato sulla questione del finanziamento della non autosufficienza. 
L'INPS eroga assegni, pensioni e invalidità agli invalidi civili, ai ciechi e ai sordomuti. A livello centrale il Fondo nazionale per le politiche sociali (FNPS), come definito dalla L. 328/2000 (Legge di riforma dell’assistenza), è la fonte nazionale di finanziamento specifico degli interventi e servizi di assistenza alle persone. Al FNPS spettano le prestazioni per contrastare la povertà , per promuovere i diritti dell'infanzia, per la tutela degli anziani e anche per la tutela dei diritti soggettivi (diritti dei disabili, dei malati rari, etc).
Nel 2007 il Parlamento ha istituito il Fondo nazionale per la non autosufficienza (FNA), finalizzato a garantire, su tutto il territorio nazionale, l’attuazione dei livelli essenziali delle prestazioni assistenziali in favore delle persone non autosufficienti. Al FNA veniva destinata una somma di €š¬ 100 milioni per l’anno 2007 e di €š¬ 200 milioni per i successivi anni 2008 e 2009, incrementati con le successive leggi finanziarie a €š¬ 300 e €š¬ 400 milioni.  Per l’anno 2010 lo Stato ha garantito ancora un finanziamento pari a €š¬ 400 milioni ma la manovra di bilancio per il 2011 ha però del tutto cancellato ogni stanziamento destinato alla non autosufficienza.
A livello locale gran parte delle Regioni italiane hanno istituito negli ultimi anni Fondi per la non autosufficienza propri, allo scopo di sostenere, in particolare nella dimensione domiciliare, le famiglie che accudiscono in casa il disabile o l’anziano non autosufficiente.

IL RUOLO DELL'INPS - Nonostante tutto ciò la principale fonte di finanziamento della non autosufficienza rimane l'INPS con le sue indennità di accompagnamento. Le indennità sono passate da 1,7 milioni di euro nel 2008 a quasi 2 milioni nel 2011. Sommati alle pensioni degli invalidi civili (sempre INPS) per circa 11,8 miliardi si arriva a quasi 15 miliardi di euro, circa l'1% del prodotto interno lordo del Paese.

MAGGIORE EQUITA' O COSTI MAGGIORATI? - Riorganizzando i fondi, magari sul modello tedesco, potrebbe essere garantita una maggior equità nella distribuzione e una maggior efficienza nell'erogazione di servizi legati alle 'long term care'. E' ora necessario capire quanto questa assicurazione possa costare direttamente alle famiglie italiane.

Per approfondire:

Gruppo indipendente per lo studio dell'assistenza primaria, la riflessione di Spadonaro


In Disabili.com:

Tutto sull'INVALIDITA' CIVILE


Ilaria Vacca