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Fuori discusione la potenzialità terapeutica delle cellule staminali.
Ma la possibilità di applicazioni cliniche è così distante? Quale direzioni sta prendendo la ricerca?
L'abbiamo chiesto a Dott.ssa Patrizia Burra, gastroenterologa del Dipartimento di Scienze Chirurgiche e Gastroenterologiche dell'Università di Padova, e responsabile del centro regionale Veneto specializzato di terapie cellulari delle malattie metaboliche.
L'occasione è stato l'incontro su "Cellule staminali da cordone e sangue ombelicale: tra ricerca e applicazioni cliniche" che si è svolto in settimana a Cittadella, provincia di Padova, e di cui vi avevamo reso conto nella sezione Agenda

"Questo è il motivo dell'incontro - ha esordito la dottoressa Burra - cioè far vedere a chi ha collaborato con noi, in primis le mamme che dopo la gravidanza hanno donato il cordone ombelicale, in quale modo ci stiamo impegnando, anche col loro aiuto.
L'argomento cellule staminali è molto vasto, e coinvolge diversi ambiti della medicina, proprio per la caratteristica della cellula staminale di essere potenzialmente trasformabile in diversi tipi di tessuto.
Per quello che riguarda la mia competenza, le malattie del fegato, bisogna dire che la cellula staminale ha molte difficoltà a trasformarsi in cellula epatica.
L'utilizzo del cordone, del sangue cordonale e della placenta sono state oggetto di un'ordinanza ministeriale datata 4 maggio di quest'anno da parte del Ministero della Salute, proprio per regolamentare lo studio sulle cellule staminali. Questo per noi è un passaggio ottimo, perchè finalmente si è cominciato a dare una definizione di quello che è permesso e di quello che non è concesso fare.
Rifacendomi al documento è così che andrebbe interpretato: la donazione del cordone, quella che eseguiamo noi, è una donazione per scopo di ricerca che va in coda a tutte le altre donazioni previste dalla legge
".

Questa premessa ci era necessaria per capire meglio quali sono le prospettive. In che direzione la ricerca si sta applicando, nel campo della gastroenterologia?

"La nostra posizione riguardo ai risultati e alle possibili applicazioni cliniche è di estrema cautela: il mondo scientifico non soltanto italiano ma europeo e internazionale ha in questo momento un grosso interesse verso questo campo di studio.
La possibilità è che dalle staminali si possano ottenere cellule differenziate: se devo fare una terapia per il fegato diventeranno cellule epatiche ad esempio.
Va detto però che al momento attuale non abbiamo delle evidenze cliniche che ci fanno dire che possono essere usate negli ospedali come terapia.
A questo nessuno è ancora arrivato. Quindi il nostro messaggio è che stiamo facendo degli studi preclinici, cioè in vitro e sugli animali, però utilizzando il modello di cellule umane, perchè il cordone ombelicale donato è umano
".

Sappiamo che le cellule staminali derivante da cordone ombelicale riescono a differenziarsi in cellule muscolari, ossee ed adipose dopo coltura in vitro. Si hanno già dei risultati anche per il fegato?
 "Non ancora. Al momento attuale la ricerca si sta sviluppando nella identificazione di cellule che abbiano le caratteristiche funzionali di cellule del fegato quale potenziale terapeutico per malattie epatiche acute e croniche. Quelli presentati sono ancora risultati preliminari che vanno confermati con esperimenti in vivo nel modello animale e successivamente nell'uomo".

Lei è anche responsabile del centro delle terapie cellulari delle malattie metaboliche. La vostra ricerca avrà delle ricadute anche per questo tipo di malattie?

"Le malattie metaboliche del fegato si distinguono in tre categorie: malattie metaboliche sono quelle dei bambini, laddove c'è un difetto nel fegato in un enzima. Poi ci sono quelle croniche per le cirrosi epatiche. La soluzione per questi casi è il trapianto. Infine ci sono le forme fulminanti, che sono la terza categoria per cui la malattia del fegato arriva improvvisamente e può essere causata da farmaci o virus o anche da sostanze tossiche e anche per questa sezione la funzione delle staminali è molto discutibile perchè non sarebbe sufficiente. Quindi un'eventuale applicazione andrebbe a rispondere soprattutto al primo tipo di metaboliche".

INFO:

Centro Regionale Specializzato di Terapie Cellulari delle Malattie Metaboliche
c/o Monoblocco
Via Giustiniani, 2
35128 Padova
Segreteria: Tel. (049) 8212890/8212891
Fax 8760820

Per capirne di più in merito di cellule staminali da cordone e sangue cordonale vi invitiamo a visionare questo link, curato dal Ministero della Salute

Il testo delle Misure urgenti in materia di cellule staminali da cordone ombelicale, pubblicate nella Gazzetta Ufficiale il 4 Maggio 2007 (file in pdf a cura di Governo.it)


[Alberto Friso]

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