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Dalla partecipazione attiva del soggetto beneficiario al suo progetto personalizzato, alla scelta dell’assistente personale, i punti principali delle linee guida alle quali le Regioni devono attenersi per la predisposizione dei progetti di Vita Indipendente entro il 5 febbraio

Con l’espressione Vita Indipendente si intende una serie di misure che hanno lo scopo di favorire la vita, appunto, il più possibile indipendente (e soprattutto in casa propria) delle persone con grave disabilità. Si tratta di misure, messe in atto e predisposte da regioni e comuni, che devono mirare a favorire l’autodeterminazione delle persone in condizione di handicap anche grave, favorendo il più possibile la permanenza in casa, a discapito di soluzioni di istituzionalizzazione.
A introdurre la Vita Indipedente non solo come concetto ma anche come prassi, nell’ordinamento italiano, è stata la legge 162 del 1998 (e successive modifiche). Si tratta di una legge che negli anni ha visto la successiva possibilità, da parte dei comuni, di proporre e sostenere questo genere di interventi. Per quanto riguarda quest’anno, alla fine del 2017 sono state pubblicate le nuove Linee Guida per le regioni, che vi si dovranno attenere per i propri progetti di Vita Indipendente.

15 MILIONI DI EURO -
Per quanto riguarda quest’anno, ammontano a 15milioni di euro le risorse messe in campo a livello nazionale che verranno distribuite alle Regioni le cui proposte progettuali per la Vita Indipendente si saranno attenute alle nuove “Linee Guida per la presentazione di progetti in materia di vita indipendente ed inclusione nella società delle persone con disabilità - anno 2017”.

PARTECIPAZIONE DIRETTA AL PROGETTO - La valutazione multidimensionale è alla base del progetto personalizzato (inteso come una serie di misure: “sostegni, servizi, prestazioni, trasferimenti in grado di supportare il progetto di vita della persona con disabilità e la sua inclusione, redatto con la sua diretta partecipazione o di chi lo rappresenta, previa valutazione della sua specifica situazione in termini di funzioni e strutture corporee, limitazioni alle azioni e alla partecipazione, aspirazioni, oltre che a valutazione del contesto ambientale nella sua accezione più ampia”.

I BENEFICIARI - Gli interventi devono essere dedicati a persone con disabilità maggiorenni, la cui disabilità non sia determinata da naturale invecchiamento o da patologie connesse alla senilità. (….) Nella selezione dei beneficiari deve essere accordata preferenza alle persone con disabilità in condizione di maggiore bisogno in esito ad una valutazione multidimensionale, che tenga conto almeno delle limitazioni dell’autonomia, della condizione familiare, abitativa ed ambientale, nonché delle condizioni economiche della persona con disabilità Un fondamentale criterio da tenere in considerazione, inoltre, riguarda le scelte che favoriscano i percorsi di de-istituzionalizzazione e il contrasto ad ogni forma di segregazione o di isolamento delle persone con disabilità.

L’ASSISTENTE PERSONALE - Per quanto riguarda l’assistente personale, che assume un ruolo centrale nella organizzazione di un progetto di vita indipendente, si stottolinea la necessità di lasciare libertà di scelta al beneficiario, fatte salve le eventuali indicazioni rappresentate dalle équipe multi professionali e riportate nel progetto personalizzato. Si raccomanda in ogni caso alle Regioni di garantire il principio della libera scelta dell’assistente personale anche nei casi nei quali la normativa o i regolamenti abbiano previsto l’istituzione di Albi o Registri per questa categoria di lavoratori, attraverso una corretta disciplina delle procedure di accreditamento e di selezione.

CONTRIBUTO PER L’ASSISTENTE PERSONALE -
In via preferenziale, il contributo per l’assistente personale dovrà essere considerato come voce di spesa autonoma e specifica, sebbene lo stesso risulti ricorrente nelle diverse macro-aree di intervento (esplicitate al punto 4 del formulario) che rispondono ai temi dell’abitare in autonomia, delle attività di inclusione sociale e relazionale, nonché del trasporto sociale.

PROMOZIONE DELLA DEITITUZIONALIZZAZIONE -
Nel quadro più generale del processo di de-istituzionalizzazione e di contrasto ad ogni forma di isolamento e di segregazione, ogni regione dovrà favorire la programmazione di almeno un intervento indirizzato verso forme propedeutiche all'abitare in autonomia che, eventualmente, prevedano budget di spesa modulabili in relazione al crescere delle competenze e abilità delle persone nel gestire la propria vita relazionale e quotidiana, e l’attivazione di progetti integrati (abitare, lavoro e socialità) per garantire durata all’esperienza di autonomia. Sostegni finanziari mirati all’approccio all’indipendenza per chi voglia rendersi autonomo dalla famiglia possono rientrare in tali esperienze.

INTEGRAZIONE CON ASSISTENZA DOMICILIARE -
Le risorse assegnate a queto genere di progetti sono aggiuntive e non sostitutive rispetto a risorse già destinate ai servizi considerati dall’ordinaria programmazione socio-sanitaria. Inoltre, ove i progetti personali lo rendano possibile per la particolarità e caratteristica del servizio e nei casi in cui ciò sia compatibile con la normativa regionale, l’assistenza domiciliare dovrà essere integrata con l’assistenza personale. Possono essere inseriti nel progetto integrato servizi legati al godimento del tempo libero, alla più ampia partecipazione alle plurime dimensioni della vita quotidiana, al rafforzamento dei legami e delle relazioni sociali, al supporto dell’inclusione lavorativa o all’apprendimento, nonché al trasporto e alla mobilità sociale nella misura in cui non vengano forniti attraverso specifici programmi di finanziamento.

COINVOLGIMENTO ASSOCIATIVO E SOCIALE - Nella elaborazione e formulazione dei progetti proposti dalle Regioni devono essere previste forme di coinvolgimento attivo del mondo associativo e della comunità di riferimento. Le Regioni dovranno esplicitare se tali fasi di coinvolgimento siano attuate a livello di ambito territoriale, di coordinamento regionale o entrambi, e con quali modalità. Devono, inoltre, essere poste in essere azioni tese a sviluppare strategie che consentano di garantire il più a lungo possibile la condizione indipendente attraverso interventi di welfare di comunità

TEMPISTICHE - Gli interventi devono avere la durata di 12 mesi. Le eventuali proroghe devono essere formalmente richieste dalle Regioni e sono subordinate all’approvazione della Commissione di valutazione. Dopo la pubblicazione delle linee guida (il 29 dicembre socrso), le tappe rispetto al processo di presentazione e approvazione dei progetti di vita indipendente da parte delle regioni sono le seguenti:

- Termine per l’invio delle proposte di adesione: 5 febbraio 2018;
- Valutazione delle proposte: 19 febbraio 2018;
- Pubblicazione degli ambiti territoriali ammessi al finanziamento: 26 febbraio 2018;
- Firma del protocollo d’intesa: entro il 12 marzo 2018;
- Inizio delle attività: aprile 2018

Per approfondire:

Il testo delle Linee Guida per progetti di vita indipendente

Redazione

Immagine tratta da Freepik