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Vengono stanziati un milione di Euro per il 2023 e un milione per il 2024

Esattamente una settimana fa abbiamo dato la notizia della approvazione di una legge regionale sui caregiver: oggi, invece, la Lombardia si è dotata di una legge per la vita indipendente delle persone con disabilità: stamattina il Consiglio Regionale ha votato all’unanimità il Progetto di legge 222 "Politiche di welfare sociale regionale per il riconoscimento del diritto alla vita indipendente e all'inclusione sociale di tutte le persone con disabilità".

A darne notizia è LEDHA, da cui era scaturita l’iniziativa di promozione di questto atto normativo: "Siamo soddisfatti ed emozionati. Questo voto rappresenta il raggiungimento di un obiettivo a cui LEDHA lavora da più di tre anni: garantire a tutte le persone con disabilità il diritto a vivere nella società con la stessa libertà di scelta delle altre persone", commenta il presidente Alessandro Manfredi.

Tre i principi cardini del provvedimento: la libertà di scelta del proprio luogo di residenza senza obbligo di vivere in una particolare sistemazione; l’accesso a una serie di servizi a domicilio o residenziali e ad altri servizi sociali di sostegno, compresa l’assistenza personale necessaria, prevenendo il rischio di isolamento sociale; la messa a disposizione dei servizi e delle strutture sociali su base di uguaglianza con gli altri.

Spiega Patrizia Baffi, Consigliere Regionale e Membro della Commissione Sanità di Regione Lombardia: “(….) Vengono stanziati un milione di Euro per il 2023 e un milione per il 2024, fondamentali per sostenere il lavoro della rete di Operatori e realtà che si occupano tutti i giorni di disabilità, di non autosufficienza, di autismo. In questo senso risulta sempre più importante l’attuazione del Fondo Unico Disabilità all’interno del bilancio di Regione Lombardia, anche per superare l’attuale frammentazione di misure e benefici a sostegno delle persone con disabilità e garantire l’autodeterminazione della persona verso una vita indipendente”.

Commenta LEDHA: La nuova legge regionale apre concretamente la strada al diritto alla vita indipendente, mettendo tutte le persone con disabilità in condizione di poter scegliere cosa fare della propria vita garantendo la stessa possibilità di scelta che hanno tutti gli altri cittadini.
Il Progetto di vita individuale (partecipato e personalizzato), la valutazione multidimensionale e il budget di progetto, quale parte integrante del Progetto di vita, in cui sono individuate le risorse necessarie per metterlo in atto, sono i tre pilastri su cui poggia la nuova normativa.

Attraverso il Progetto di vita indipendente, la nuova legge regionale mette al centro uno dei temi più importanti per LEDHA e per le associazioni impegnate per la tutela dei diritti delle persone con disabilità: la possibilità di far emergere e dare risalto a interessi, bisogni, desideri e preferenze di ogni persona. E attorno a questi costruire una progettualità che permetta di tradurli in realtà. Altra novità prevista dalla nuova legge regionale è l'istituzione dei Centri per la vita indipendente come servizi dei Comuni, inseriti negli Ambiti territoriali dei piani di zona, le cui modalità di funzionamento saranno definite con provvedimento della Giunta regionale.
Il testo della norma prevede una significativa revisione del sistema di finanziamento e funzionamento della rete delle unità di offerta socio-sanitarie e socio-assistenziali per le persone con disabilità, affinché possano permettere e favorire il diritto alla vita indipendente ed all'inclusione sociale, garantendo condizioni di vita tali da realizzare concretamente il Progetto individuale di vita indipendente ed evitare l'isolamento e la segregazione. In merito, è previsto l'impegno della Giunta regionale ad avviare entro un anno dall'entrata in vigore della legge il processo di revisione del funzionamento e del finanziamento di questi servizi.
 
"L'approvazione della legge è stato un grande risultato, ma adesso inizia un nuovo percorso -sottolinea Alessandro Manfredi-. Il Consiglio regionale affida alla Giunta, ai Comuni, alle Ats, alle associazioni e a tutta la società civile la responsabilità di agire per implementare concretamente quanto sancito dalla norma. Essendo una legge di indirizzo sono necessari ulteriori decreti che dovranno essere approvati entro 180 giorni. Ci aspettiamo di vedere i primi effetti già entro un anno. Come mondo associativo ci attiveremo per presentarla e farla conoscere in tutto il territorio regionale".  

Redazione

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