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Attraverso le deleghe al Governo si prevede di introdurre o rafforzare le misure per evitare l’istituzionalizzazione dei soggetti anziani, potenziando la domiciliarità, ma anche semplificando la valutazione complessiva per stilare un progetto assistenziale unico e sostenendo i caregiver

Nella giornata di ieri il Consiglio dei Ministri ha approvato, con alcune modifiche, un disegno di legge, originariamente presentato dal Governo Draghi, che introduce deleghe al Governo in materia di politiche in favore delle persone anziane.
Attraverso le deleghe, che dovranno essere adottate entro il 1 marzo 2024, il provvedimento intende dare corso ad una riforma, in linea con il PNRR, che dovrebbe riordinare ma anche semplificare il sistema dell’assistenza alle persone anziane fragili e non autosufficienti, potenziandolo.

Due i cardini dai quali muove il DDL:
1. il riconoscimento del diritto della persona anziana alla continuità di vita e cure presso la propria casa, prevedendo quindi un rafforzamento dell’assistenza domiciliare, al fine di evitare l’istituuionalizzazione dell’anziano, e
2. il principio di semplificazione e integrazione delle procedure di valutazione della persona anziana non autosufficiente.

Rispetto a questo secondo punto, l’obiettivo è quello di unificare le valutazioni del soggetto, in un’unica sede, al fine di definire un “progetto assistenziale individualizzato” (PAI) che conterrà, indicandole, tutte le prestazioni sanitarie, sociali e assistenziali necessarie per la persona anziana. Questo attraverso l’istituzione di nuovi “punti unici di accesso” (PUA) che, nel progetto, dovranno essere diffusi sul territorio.

Tra gli altri elementi rilevanti che il DDL prevede:
- la definizione di una specifica governance nazionale delle politiche in favore della popolazione anziana, con il compito di coordinare gli interventi;
- la promozione di misure a favore dell’invecchiamento attivo e dell’inclusione sociale, anche sostenendo il cosiddetto “turismo lento”;
- la promozione di nuove forme di coabitazione solidale per le persone anziane e di coabitazione intergenerazionale, anche nell’ambito di case-famiglia e condomini solidali, aperti ai familiari, ai volontari e ai prestatori di servizi sanitari, sociali e sociosanitari integrativi;
- la promozione d’interventi per la prevenzione della fragilità delle persone anziane;
- l’integrazione degli istituti dell’assistenza domiciliare integrata (ADI) e del servizio di assistenza domiciliare (SAD);
- il riconoscimento del diritto delle persone anziane alla somministrazione di cure palliative domiciliari e presso hospice;
- la previsione d’interventi a favore dei caregiver familiari.

Redazione

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