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In primis l’istituzione di un ministero per le disabilità. Ma non si fa cenno, tra le altre cose, a dopo di noi o all’aumento di pensioni  e accompagnamento

Ieri è stato annunciato il nome che Matteo Salvini e Luigi Di Maio propongono per la Presidenza del Consiglio: si tratta di Giuseppe Conte. Nella giornata di oggi il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, riceverà il Presidente della Camera Roberto Fico e la Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, e scioglierà le riserve.
 
Dopo oltre due mesi di trattative, quindi, l’Italia potrebbe avere un Governo, che dovrebbe portare avanti il “contratto di governo”, stilato dalle due parti nei giorni scorsi per mettere nero su bianco le intenzioni dei due leader sulle questioni urgenti del Paese.  

E’ interamente dedicato alle azioni relative alla disabilità il punto 16 del “contratto di governo” tra il Movimento 5 Stelle e la Lega - titolato “Ministero per le disabilità”. Mentre alcune associazioni si sono già espresse a riguardo  (la FISH registra l’assordante assenza del Dopo di Noi, l’assenza di un aumento delle pensioni di invalidità e del Programma di azione biennale né accenni alle coperture finanziarie o a un’idea di intervento trasversale e di ampio respiro…) pubblichiamo intanto il testo integrale chiedendo a voi lettori un parere. Di seguito, il punto 16 del “contratto di governo”:

16. MINISTERO PER LE DISABILITÀ
Uno Stato civile deve proteggere, tutelare, assistere e integrare chiunque abbia una disabilità. È fondamentale consolidare e rinnovare le politiche di protezione e inclusione dedicate alle persone con disabilità e finalizzate a garantirne un concreto ed efficace sostegno durante tutte le fasi della vita.
Si prevede un generale rafforzamento dei fondi sulla disabilità e la non autosufficienza al fine di consentire alle persone con disabilità di vivere in maniera indipendente e di partecipare pienamente a tutti gli ambiti della vita, assicurando l’accesso all’ambiente fisico, ai trasporti, all’informazione e alla comunicazione, compresi i sistemi e le tecnologie di informazione e comunicazione, e ad altre attrezzature e servizi aperti o offerti al pubblico. Inoltre è necessario intervenire affinché i trattamenti assistenziali, previdenziali ed indennitari, incluse carte di debito, a qualunque titolo percepiti da amministrazioni pubbliche, qualora attinenti a condizione di disabilità, siano esclusi “tassativamente” dal calcolo dell’ISEE o di altri indicatori reddituali, necessari per accedere ad agevolazioni o benefici.
Bisogna dare completa attuazione alla Convenzione O.N.U. sul diritto alle persone con disabilità procedendo ad una completa revisione delle leggi esistenti e garantendo che ogni scelta del legislatore si collochi sempre nell’ambito di una piena consapevolezza che “le persone con disabilità includono quanti hanno minorazioni fisiche, mentali, intellettuali o sensoriali a lungo termine che in interazione con varie barriere possono impedire la loro piena ed effettiva partecipazione nella società su una base di eguaglianza con gli altri” .
Per assicurare protezione e inclusione ai soggetti con disabilità o non autosufficienti è necessario superare la frammentazione dell’intervento pubblico nazionale e locale, attraverso una governance coordinata e condivisa sugli interventi e la messa in rete degli erogatori degli interventi.
Bisogna assicurare il tempestivo aggiornamento delle agevolazioni per l’acquisto di beni e ausili per le persone con disabilità.
Deve essere garantita l’inclusione scolastica degli studenti con disabilità, attraverso una “reale specializzazione” degli insegnanti per il sostegno e l’implementazione della loro presenza in aula. Si dovranno individuare percorsi di aggiornamento per i docenti curricolari e per tutte le figure presenti nella scuola.
È necessario un intervento culturale di contrasto ai pregiudizi sulle disabilità, assicurando che nel percorso didattico vi siano dei momenti di ascolto / incontro con la disabilità, anche con il coinvolgimento delle associazioni dei disabili.
Bisogna fare una ricognizione dello stato di attuazione della legge 68/99 sul collocamento al lavoro delle categorie protette, con una particolare attenzione per le disabilità gravi, assicurandone il rispetto nel pubblico e incentivando il privato e, se necessario, contemplando percorsi lavorativi specifici per disabilità fisiche o psichiche.
E’ necessario garantire l’accessibilità di luoghi, beni e servizi attraverso un effettivo abbattimento delle barriere architettoniche, contemplando anche un audit civico nella realizzazione di opere pubbliche. Occorre implementare una politica per l’abitare che favorisca l’accesso delle persone con disabilità ad abitazioni di recente concezione/costruzione. Servono politiche di housing 21 sociale che coinvolgano il privato e introducano negli oneri di urbanizzazione delle quote da riservarsi alle persone con disabilità. Bisogna favorire il cohousing e organizzare corsi di formazione specifica, tenuti da personale sanitario e tramite incontri di automutuoaiuto, per aumentare conoscenze e competenze dei caregivers.
È necessario garantire la completa accessibilità dei contenuti e documenti della PA, in ottemperanza alla Direttiva UE 2016/2102 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 26 ottobre 2016, relativa all’accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili degli enti pubblici.
Inoltre, al fine di dare adeguata rappresentanza alla disabilità nell’agenda politica, ci impegniamo ad istituire un dicastero dedicato.
Si dovrà infine garantire un’adeguata rappresentanza nell’ambito della compagine governativa oltreché il Garante regionale quale figura di riferimento al quale rivolgersi in caso di inadempienze e violazioni dei diritti delle persone con disabilità.

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Redazione

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