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Il DDL Lorenzin, approvato in via definitiva, introduce tre nuovi ordini e altre novità per le professioni sanitarie, che interesseranno infermieri, tecnici di radiologia, ostetriche, fisioterapisti ecc

A fine 2017 (il 22 dicembre) è stata approvata in Senato una importante legge che, tra i suoi punti più cruciali, definisce il riordino delle professioni sanitarie. Si tratta del Ddl Lorenzin “Delega al Governo in materia di sperimentazione clinica di medicinali nonché disposizioni per il riordino delle professioni sanitarie e per la dirigenza sanitaria del Ministero della Salute”.

Diversi i punti toccati dal provvedimento - che è Legge – e che prevede, tra le altre cose, novità rispetto alla sperimentazione clinica dei farmaci e, come accennato, l’introduzione di nuovi ordini professionali per i biologi, gli infermieri, di ostetrica e dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione, e della prevenzione. Introdotte anche nuove professioni sanitarie come osteopati e chiropratici.

GLI ORDNI PER LE PROFESSIONI SANITARIE - In particolare, le novità che riguardano le professioni sanitarie erano da tempo attese dal folto numero di lavoratori di questi settori.
Le nuove disposizioni trasformano gli attuali collegi delle professioni sanitarie e le rispettive federazioni nazionali in ordini delle medesime professioni e relative federazioni nazionali.

I TRE NUOVI ORDINI - Agli ordini già esistenti dei medici-chirurghi, dei veterinari e dei farmacisti, si aggiungono gli ordini delle professioni infermieristiche, della professione di ostetrica e dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione. In pratica, per tutte e 22 le professioni sanitarie viene identificato un ordine di riferimento. La legge introduce tre nuovi Ordini:
- Infermieri
- Ostetriche
- Tecnici di Radiologia medica (dove confluiscono le altre 17 professioni afferenti alle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione).
Inoltre si propone la possibilità di istituire un albo nuovo per i fisioterapisti.
Contestualmente viene ridisegnata la disciplina relativa al funzionamento interno degli Ordini, risalente al 1946.

NUOVE PROFESSIONI SANITARIE E SOCIO SANITARIE – La legge istituisce la nuova area delle professioni socio sanitarie che comprende i preesistenti profili professionali dell’operatore sociosanitario, dell’assistente sociale, del sociologo e dell’educatore professionale.

Il Ddl, inoltre, riscrive la procedura per il riconoscimento di nuove professioni sanitarie, stabilendo dunque un sistema potenzialmente aperto. Tale procedura, che passerà per il parere tecnico scientifico del Consiglio superiore di Sanità, richiederà l’accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome.
Nell’ambito di tale procedura, un percorso semplificato è fissato per gli osteopati ed i chiropratici, la cui individuazione viene già fissata dalla legge, inserendo da ora questi profili nelle professioni sanitarie.
L'ordinamento didattico della formazione universitaria delle nuove professioni sanitarie sarà definito con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro della salute, acquisito il parere del Consiglio universitario nazionale e del Consiglio superiore di sanità

NOVITA’ PER CHIMICI, FISICI, BIOLOGI E PSICOLOGI - Il DDL stabilisce che la vigilanza su tali Professioni, e sui relativi ordini, passi dal Ministero della Giustizia al Ministero della salute. Anche a tali ordini si applicheranno, dunque, le nuove disposizioni relative al funzionamento interno degli Ordini, modificati dal DDL.

SPERIMENTAZIONE CLINICA DEI MEDICINALI – Un altro ambito toccato dalla nuova disciplina, è quello riguardante la sperimentazione di farmaci, per i quali la nostra normativa viene adeguata a quella europea (Regolamento UE 536/2014). In sostanza, è previsto il riordino e la riduzione dei comitati etici esistenti a fronte delll’istituzione di un Centro di coordinamento nazionale dei comitati etici territoriali per le sperimentazioni cliniche sui medicinali per uso umano e sui dispositivi medici, con funzioni di coordinamento, indirizzo e monitoraggio delle attività di valutazione degli aspetti etici relativi alle sperimentazioni. Si prevede, inoltre, l’individuazione, attraverso successivo decreto ministeriale, di un numero massimo di quaranta comitati etici territoriali (rispetto agli oltre 100 attualmente esistenti) di cui almeno uno per ogni regione, e il riconoscimento di tre comitati etici a valenza nazionale, di cui uno riservato alla sperimentazione in ambito pediatrico.

Tra le altre novità introdotte, maggiori tutele ai cittadini per prevenire l’esercizio abusivo delle professioni, e una aggravante per reati commessi contro persone ricoverate.


Per approfondire:

Il testo del DDL 

Redazione