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Promuovere il lavoro per tutti: nasce la campagna LinkMeToo 

In questo periodo storico trovare un lavoro che rispecchi le proprie passioni ed ambizioni non è facile per nessuno, ma ancor meno per le persone con disabilità. Lo confermano i numeri, come quelli pubblicati dall'Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle regioni italiane, in cui viene riportato che soltanto il 18% dei 775.000 disabili iscritti alle listi di collocamento ha trovato un'occupazione.

A questo si aggiungano le previsioni per i prossimi anni: si stima che in Italia ci siano circa 4 milioni e 360 mila persone con disabilità, e il Censis prevede un aumento costante, fino a raggiunge 6,7 milioni nel 2040 (pari al 10% della popolazione nazionale). Di fronte a questi dati non si può che ribadire quanto il tema dell'inserimento lavorativo delle persone con disabilità abbia ormai un carattere di urgenza.
Le leggi, che pure esistono (come la L.68/99), non sempre riescono a garantire effettiva inclusione: le cose infatti non sono migliorate neppure con le novità introdotte dal D. Lgs. 151/15 che, tra le altre modifiche, ha incentivato la chiamata nominativa proprio per rendere più consapevole il processo di selezione del candidato con disabilità.

A partire da questa realtà, Fish, federazione italiana per il superamento dell’handicap al fine di promuovere l’inserimento delle persone disabili nel mondo del lavoro, AS.IT.O.I., Associazione Italiana Osteogenesi Imperfetta e la collaborazione con McCann Worldgroup Italia, network creativo tra i più famosi al mondo, Jobmetoo, agenzia per il lavoro verticale sulle persone con disabilità e The Family, casa di produzione milanese, hanno lanciato in questi giorni LinkMe Too, una campagna di attivazione sociale che si pone l’obiettivo di creare maggior consapevolezza rispetto alla possibilità di integrare – così come gli altri lavoratori - persone disabili nel mondo del lavoro e sfruttare le loro capacità e competenze.

La campagna, che è stata presentata durante il Diversity Day di Roma,  sottolinea un concetto fondamentale: i sogni non hanno handicap. Ognuno di noi ha un sogno che coltiva fin da bambino rispetto al proprio futuro lavorativo. Cosa vorresti fare da grande? È la fatidica domanda che ci si sente ripetere spesso da bambini, ragazzi e anche da adulti. C’è chi sogna di diventare calciatore, medico, avvocato, cantante… le persone con disabilità sognano le stesse cose, in un futuro più semplice di quello odierno, senza barriere e con la possibilità di condurre una vita autonoma perché i sogni non hanno handicap.

Da qui nasce l’idea di LinkMeToo, che oltre al video che potete vedere qui sotto, ha creato una pagina LinkedIn dedicata. Potete seguire la campagna sui social, con l’hashtag #isogninonhannohandicap

 



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