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Alcune norme (un po’ risalenti) prevedono importanti agevolazioni e la possibilità del prepensionamento per lavoratori con disabilità

Nei dialoghi quotidiani, quando la conversazione cade sul tema pensioni, si sentono lunghi sospiri di scoramento,  accompagnati spesso dal termine miraggio detto con un fil di voce. E’ innegabile infatti che data la volubilità e complessità della normativa in materia pensionistica insieme ai criteri sempre più rigidi fissati dalla normativa stessa, il godimento dei frutti del proprio lavoro, sembra essere un lusso più che un diritto.
La situazione è altrettanto confusa e intricata per i lavoratori diversamente abili? Proviamo ad analizzarla e a dare qualche risposta.

REQUISITI ANAGRAFICI -  Al momento, per i sordomuti, gli invalidi civili e i non vedenti totali e parziali, è ancora possibile avvalersi dei benefici previsti dal cosiddetto pacchetto Amato (Decreto Legislativo del 30 dicembre 1992 n.503). 
Il comma 8 dell’art 1 medesimo prevede infatti la possibilità per gli appartenenti alle succitate categorie di accedere al prepensionamento (pensione di vecchiaia) in modo più agevole grazie a limiti anagrafici più bassi rispetto a quelli fissati anche dalla vigente Riforma Fornero – Monti (nello specifico l art 24).
Dette soglie anagrafiche sono le seguenti:

- 60 anni per gli uomini affetti da sordità prelinguale  o  altro tipo di invalidità
- 55 anni per le donne che si trovino nelle condizioni appena  descritte
- 55 anni per gli uomini non vedenti
- 50 per le donne non vedenti

ALTRI REQUISITI - L’ età non è però l’unico requisito da possedersi. Il lavoratore deve altresì :
- Essere iscritto all’Assicurazione Generale Obbligatoria, istituto di previdenza e assistenza gestito dall’ Inps.  (L’ iscrizione avviene in modo  automatico  e riguarda tutti coloro che esercitino attività retribuita alle dipendenze di terzi) che ha il compito di erogare, tra le altre, la pensione di vecchiaia, pensione di inabilità e assegno di invalidità
- Avere una invalidità riconosciuta da Inps non inferiore all’80%
- Aver raggiunto la soglia minima di vent’anni di contributi ( questo è un parametro standard, non agevolato, valevole per tutti i lavoratori).

I CONTRIBUTI FIGURATIVI - Per raggiungere il monte contributivo necessario, è però possibile avvalersi dei cosiddetti contributi figurativi ossia contributi accreditati senza alcun onere a carico del lavoratore. E’ possibile richiedere il riconoscimento di due mesi di contributi figurativi per ogni anno di lavoro effettivamente svolto.
I contributi accreditati con tale procedura non posso superare complessivamente i cinque anni.
Possono farne richiesta i lavoratori sordomuti e gli invalidi per qualsiasi causa con invalidità riconosciuta superiore al 74%, come stabilito dalla legge Finanziaria del 2000.

Si può dire quindi che, pur nella sua oggettiva tortuosità, la normativa preveda delle “agevolazioni” che hanno acquisito sempre maggior peso e valore nel corso degli anni, dato il susseguirsi incessante di riforme che hanno stretto progressivamente le maglie previdenziali.
Certo, il legislatore dovrebbe apportare migliorie e certamente c’ è di molto su cui lavorare e discutere.
E’ bene però che ognuno di noi sappia cosa può chiedere e cosa aspettarsi, oggi.

Speriamo di aver  reso un po’ meno confusa una materia assai intricata ed in continuo divenire, sapendo bene che quello affrontato oggi è solo uno dei sotto – temi meritevoli della nostra attenzione.


Per approfondire:

www.inps.it

 

In disabili.com:

Lavoro e disabilità: siamo categorie realmente protette?

Lavoro disabili: regole e prassi

Dott.ssa Agnese Villa Boccalari