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Di fronte alle capacità, perché non assumere un lavoratore con sindrome di Down?

Sull’importanza dell’inserimento lavorativo delle persone con sindrome di Down  abbiamo spesso scritto. Come più volte detto, negli anni le persone con Trisomia 21 hanno progressivamente aumentato la possibilità di una sempre maggiore partecipazione sociale alla vita della propria comunità, grazie a un impegno costante delle associazioni, delle famiglie e di tutti quegli enti che promuovono lo sviluppo delle potenzialità delle persone con sindrome di Down.

Grazie a questo impegno non sono più rarissime eccezioni le assunzioni di persone con sindrome di Down all’interno di bar, ristoranti, attività di parrucchieri, aeroporti, negozi. Per citare qualche numero: al 31 dicembre 2018, erano 198 le persone con sindrome di Down della rete AIPD (Associazione Italiana Persone Down) a lavorare con contratto a tempo determinato o indeterminato: circa il 16,4% del totale dei maggiorenni presenti nella rete. Questo dimostra, quindi, che si può fare.

Per sostenere questa apertura, in questa estate è possibile che vi imbatterete, tanto sulle reti nazioni quanto locali, nello spot AIPD “Assumiamoli”. Uno spot realizzato nel 2009 da AIPD insieme alla agenzia di pubblicità Saatchi & Saatchi, alla casa di produzione The Family, al Gambero Rosso – Città del gusto e alla Medusa Film e Opus Proclama, che ha fatto incetta di premi.
Già premiato nel 2009 con l’ONP Award, nel 2012 con la “Stella al Merito Sociale” e nel 2014 del premio “Gran Prix Campagne Sociali”.


Qui sotto il video, che vi invitiamo a condividere!




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