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Lavoro disabili: sagoma di omino in carrozzina a scrivania Un lettore ci scrive delle sue difficoltà non solo a trovare lavoro, ma addirittura a proporsi alle aziende in modo che non siano €˜spaventate‑¬ dalla sua disabilità

I dati sulla disoccupazione sono sempre più allarmanti. Che l’occupazione sia una delle questioni prioritarie per il nostro Paese è chiaro ed evidente, anche dai recenti interventi del Governo.
E se parliamo di lavoro e disabilità , la situazione non è certo migliore. Gli ultimi dati Istat ci confermano una percentuale bassissima di persone con disabilità occupate  (solo il 16% ), ovvero circa 300 mila italiani, contro il quasi 50% del totale della popolazione (dati Istat).

Al di là della crisi e della congiuntura economica attuale, la lettura dei dati ci porta a un paio di riflessioni. La prima è quella che in certa misura alcune aziende - che per legge sono obbligate ad assunzione di persone disabili, secondo scaglioni determinati -  probabilmente preferiscono pagare sanzioni piuttosto che adempiere a quello che è percepito ancora come obbligo, piuttosto che come opportunità . Dall’altro il fatto che gli strumenti attualmente in campo in merito al collocamento mirato  forse non funzionano così bene.

Vogliamo qui pubblicare una testimonianza di un nostro lettore che conferma proprio questo sentore, e che ci aiuterà ad aprire un dibattito con voi. Questa la sua lettera:

Buongiorno ragazzi,
Mi chiamo Daniele e vi scrivo prendendo spunto da uno dei vostri ultimi articoli per porre una questione. Alcuni mesi fa mi è stata riconosciuta una invalidità del 60%, e di conseguenza mi sono iscritto alle liste per il collocamento obbligatorio. Da marzo ad oggi ho fatto vari colloqui, eppure niente.

So di aziende (con le quali ho fatto il colloquio) che ad oggi non rispettano la legge in merito all'inserimento dei disabili, ma soprattutto mi sono trovato di fronte a richieste di esperienza pluriennale, di abilità linguistiche, e di competenze che quasi vengono date per scontate. E se non ce le hai, non esisti.

Per farla breve, non mi ha mai richiamato nessuno. E sono ancora disoccupato. Non riesco a capire se sia solo un problema mio o se la cosa sia generale.

Tra l’altro si è verificata una cosa curiosa: molti mi rassicuravano, dicendo che con la L.68/99 non avrei avuto problemi e avrei trovato con più facilità (ma pare non sia così); dall’altro lato altri conoscenti, occupandosi di selezione del personale, mi hanno invece consigliato addirittura di "non mettere assolutamente nel Cv" il riferimento alla legge 68, né altri riferimenti alla mia iscrizione alle liste protette. A questo punto non so proprio come procedere.

La situazione mi pare alquanto confusa, e in ogni caso di grande difficoltà per chi, disabile, stia cercando lavoro‑¬¦ o sarà solo che mi sono intestardito nel voler fare il giornalista e adesso cercano solo altro? Eppure, avendo esperienza in tali ruoli, mi sono proposto come Content manager, Copy writer, assistente di direzione, commesso di libreria...

Sarà che questa cosa della disabilità per me è una cosa nuova. L'ho sempre vissuta dall'altra parte, aiutando gli altri come Operatore addetto all'assistenza, finché ho potuto. Voi per caso avete un sentore diverso? Mi piacerebbe lanciare una riflessione su questo, con quanti vorranno.

Lettera firmata



PER APPROFONDIRE:

La Legge 68/99


IN DISABILI.COM:

LAVORO: NEI PAESI INDUSTRIALIZZATI UN DISABILE SU DUE E' DISOCCUPATO

IN ITALIA SOLO IL 16% DEI DISABILI HA UN LAVORO (IN ZAMBIA IL 45,5%)

Redazione


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