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"Il compito di garantire possibilità di inserimento lavorativo per i disabili è una priorità di intervento del Governo, perché il lavoro è per tutti, indistintamente e in qualunque condizione fisica e sociale, l'espressione più alta della propria umanità".
Ha esordito con queste parole il sottosegretario di Stato al Lavoro e alle Politiche Sociali Grazia Sestini, durante il Convegno sull'integrazione lavorativa e scolastica dei disabili a Norcia, in provincia di Perugia. 

Garantire un'occupazione a tutti, per rispettare i diritti e i doveri di ciascuno.
Perchè un lavoro non facilita solamente l'integrazione all'interno della società, evitando così l'emarginazione, l'isolamento.
Il lavoro è anche un dovere, che deve riguardare tutti, affinchè tutti possano concorrere in uguale misura al benessere del Paese. 
"Assicurare un'occupazione alle persone con disabilità - ha affermato infatti la senatrice Sestini - significherebbe aumentare di gran lunga l'occupazione del nostro Paese e vincere una sfida comune a tutti i Paesi Europei dove, allo stesso modo, l'incremento della disoccupazione si registra prevalentemente nelle fasce più deboli della popolazione". 

E in Italia il quadro non lascia spazio ad un grande ottimismo.
La legge 68/99 sembra non sia ancora riuscita a migliorare la situazione, colpa di una sensibilità e di una cultura della disabilità che nel Paese è, forse, ancora troppo carente benchè "l'Anno Europeo della Disabilità - ha concluso la Sestini - sia servito a stimolare una certa crescita su tutto il Territorio nazionale".
Una crescita rilevata anche nell'ambito dell'integrazione scolastica, "presupposto imprescindibile - l'ha definita il sindaco di Norcia Nicola Alemanno - di inclusione sociale e lavorativa".

E la scuola è stato infatti l'altro tema affrontato nel corso del convegno.
I dati raccolti in Umbria rappresentano infatti un campanello d'allarme, il sintomo di una integrazione scolastica ancora troppo lenta.
"Secondo dati regionali - ha affermato Sabrina Boarelli, dirigente tecnico della direzione scolastica dell'Umbria - gli alunni disabili nella regione sono 1850: 356 nella provincia di Terni e i restanti in quella di Perugia.
La maggior parte di loro frequentano istituti professionali mentre il numero dei liceali è pressoché inesistente.
772 sono invece gli insegnati specializzati per il sostegno
".
Un dato, quest'ultimo, "decisamente al di sotto della media nazionale - ha fatto notare l'avvocato Salvatore Nocera, vice presidente della Federazione italiana per il superamento dell'Handicap (FISH).
Un dato preoccupante, visto che la normativa esistente prevede un insegnante ogni due alunni disabili".
Con le sue osservazioni, l'avvocato ha voluto inoltre sfatare una serie di pregiudizi 'cronici' sulla disabilità.

"Non è vero - ha detto - che i disabili più gravi non possono essere integrati perché l'integrazione scolastica può essere raggiunta attraverso la personalizzazione degli interventi e la differenziazione dei percorsi.
E dobbiamo superare il pregiudizio che i disabili devono frequentare soprattutto istituti professionali perché la cultura umanistica è una regola fondamentale di vita per tutti
".

Le normative ci sono, certo.
Il problema è che non vengono applicate.
Le istituzioni - ha esortato Nocera - devono avvalersene, a cominciare dall'amministrazione scolastica e dalla stessa Asl che, da parte sua, ha il dovere di fornire certificazioni e diagnosi sulle potenzialità e capacità dei disabili sulle quali le scuole dovranno maggiormente insistere ed agire".

"All'interno di una comunità educante - ha affermato la dottoressa Simonetta Silvestri, Assessore regionale alle Politiche Sociali - l'integrazione deve passare necessariamente attraverso il rafforzamento dell'interistituzionalità e la progettazione di interventi congiunti sempre più calati alle esigenze dei territori".    


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[Francesca Lorandi]