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L'"altra metà del lavoro" sono quelle donne che ogni giorno svolgono la loro professione con impegno, rimanendo troppo spesso vittime di incidenti sul lavoro; un problema sottovalutato, minimizzato, trascurato da una società che pare dimenticare cifre come 118, il numero di donne che mediamente ogni anno perde la vita sul lavoro, o quel 40% che abbandonano l'attività dopo un incidente sul lavoro; poi ci sono 6 donne su 10, che dopo i 50 anni, smettono completamente di lavorare a causa di un infortunio, mentre quelle che continuavano a lavorare, come minimo, cambiano datore di lavoro almeno in 4 casi su 10. Sono dati forniti dall'ANMIL - Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi del Lavoro - da tempo impegnata a sensibilizzare l'opinione pubblica su questo problema; e anche quest'anno lo fa con un'iniziativa, "L'altra metà del lavoro", il Concorso nazionale dove il mondo delle arti visive sarà oggetto di coinvolgimento sociale sul ruolo delle donne nel mondo del lavoro.

Quei dati parlano di un senso di angoscia che molte di queste donne vivono nel momento di re-impatto col lavoro, un disagio e un'ansia che ha una ricaduta grave nella vita familiare. Mentre per l'uomo l'incidente sul lavoro coincide con la creazione di una rete di solidarietà sia a casa che sul lavoro, per la donna ci sarebbero invece soprattutto delle implicazioni negative, sensi di colpa che sfociano anche in separazioni e in divorzi.

Arte per sensibilizzare
Opere di pittura, scultura, grafica, fotografia, elaborazioni in stampa digitale sono protagonisti del concorso nazionale promosso dall'ANMIL.
Perchè partecipare? Per i premi, per un catalogo, per una mostra e, soprattutto, per una buona causa.
Lo dice il tema stesso del concorso: "L'altra metà del lavoro", ossia quelle 9 milioni e 200 mila donne che in Italia svolgono un lavoro e che ogni giorno rischiano di essere vittime di incidenti. E l'obiettivo del bando è richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica sulla necessità di garantire sia una maggiore sicurezza in ambito lavorativo che una più efficace tutela delle donne che rimangono vittime di incidenti. Le opere dovranno essere liberamente ispirate a questo tema e quelle che arriveranno in finale verranno raccolte in un catalogo ed esposte in una mostra al termine della quale avrà luogo la premiazione dei vincitori.
E se l'obiettivo del concorso non fosse una ragione sufficiente per partecipare, i premi potrebbero dare una spinta ulteriore: il primo classificato si porterà a casa 3mila euro (oltre ad uno speciale riconoscimento del Presidente della Repubblica), 2mila per il secondo e mille euro per il terzo.
Le opere dei dovranno essere spedite all'ANMIL entro il 16 gennaio 2006, e per conoscere il regolamento e le modalità di partecipazione consultate il sito, dal quale si può scaricare la scheda di adesione.

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[Francesca Lorandi]

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