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marina comettoSe ormai ai danni ci siamo abituati e per i miracoli ci stiamo attrezzando la beffa proprio non riusciamo a buttarla giù

Gentilissimo Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi,
ho letto in questi ultimi giorni le sue dichiarazioni pubblicate su numerosi quotidiani in cui dice che la crisi economica è alle spalle e l'Italia è la sesta nazione più ricca tra i Paesi industrializzati dal mondo, il peggio è passato. Viviamo entrambi, On. Berlusconi, sotto il cielo italiano, ma a leggere queste sue dichiarazioni ho avuto la conferma che viviamo in 'ITALIE' diverse, avrei piacere di conoscere personalmente quella che lei così politicamente sicuro illustra come un'ITALIA che è pronta a ripartire avendo superato il momento critico.

Io conosco invece un'altra ITALIA, conosco quella in cui centinaia di lavoratori perdono ogni giorno il posto di lavoro gettando nella disperazione famiglie intere.
Conosco l'ITALIA che vedo dalla finestra della mia abitazione, quella fatta di anziani che raccolgono le verdure e la frutta che vengono buttate via nei mercati rionali, e raccolgono ciò che trovano nei cassonetti dell'immondizia.
Conosco l'ITALIA in cui nelle scuole non vengono eseguite le ristrutturazioni perché mancano i fondi, scuole in cui spesso solo la fortuna impedisce nuove tragedie, in cui gli alunni con disabilità non vengono accolti con gli ausili necessari e con gli insegnanti si sostegno in numero adeguato per assicurare la vera integrazione.
Conosco l'ITALIA in cui vengono chiusi i Centri di riabilitazione già di per sé insufficienti perché le Regioni devono rientrare del deficit della Sanità e risparmiano sulle persone più fragili e meno in grado di difendere il diritto alla salute.
Conosco l'ITALIA in cui se ci si ammala seriamente bisogna rivolgersi al privato per avere cure in tempi brevi e assicurasi cure tempestive.
Conosco l'ITALIA che deve scegliere se comprarsi le medicine o comprarsi da mangiare.
Conosco l'ITALIA in cui gli infermieri sono in numero insufficiente a garantire efficiente assistenza sanitaria negli ospedali e il blocco delle assunzioni non permette nuovi concorsi costringendo quelli in servizio a turni massacranti con pericolo di errori.
Conosco l'ITALIA in cui le forze di Polizia non hanno uomini e mezzi sufficienti per garantire ai cittadini un adeguato controllo e contrasto alla criminalità .
Conosco l'ITALIA in cui le persone con disabilità non hanno spesso neppure il necessario per vivere, la pensione d'invalidità di 255 euro al mese non permette certo di considerarsi ricchi, eppure sono circa 3 milioni con le rispettive famiglie le persone che vivono questa realtà .
Conosco l'ITALIA in cui i malati di SLA fanno lo sciopero della fame per richiedere attenzione e avere ciò che la Costituzione riconosce come diritto: DIRITTO ALLA SALUTE E ALL'ASSISTENZA!

Questo in un Paese ricco non dovrebbe succedere perché allora sarebbe un Paese ARIDO, senza futuro.

Probabilmente Lei, On. Berlusconi, non ci ha mai pensato, o se ci ha pensato ha fatto in fretta a dimenticarselo, ci sono persone che vivono o meglio sopravvivono con un reddito mensile pari alla cifra con cui Lei si compera forse un paio di scarpe o perlomeno i lacci, i Parlamentari hanno giustamente riconosciuto uno stipendio commisurato al loro impegno politico nulla in contrario, mi sembra siano anche previsti altri aumenti con la finanziaria 2010, ma anche i comuni cittadini, quelli che ogni giorno "sputano sangue" per sbarcare il lunario, hanno diritto ad avere un reddito adeguato e oggi in quest'ITALIA non è garantito.

Quindi credo che chi governa possa fare due cose per fare di questa Italia una Nazione ricca come da Lei espresso: diminuire i redditi dei più ricchi e ridistribuirli ai più poveri, oppure per lo meno evitare di dire che siamo un Paese ricco, perché se ormai ai danni ci siamo abituati e per i miracoli ci stiamo attrezzando la BEFFA proprio non riusciamo a buttarla giù.

Cordialmente,
Marina Cometto
(TORINO)

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