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Ospite del podcast Muschio Selvaggio, il tiktoker con disabilità seguito da oltre 197mila follower ha fatto una chiacchierata ironica e semiseria col rapper, toccando molti argomenti relativi alla disabilità

Per l’episodio 104, al Podcast Muschio Selvaggio, Fedez e Luis Sal lunedì hanno avuto come ospite Emanuel Cosmin Stoica, che si autodefinisce “il King della 104”, ma anche attivista per i diritti e i doveri delle persone. Tiktoker ventitreenne torinese con la SMA, con grandissimo seguito sul web, Emanuel ha portato nello studio la sua ironia e uno spaccato di disabilità, raccontata senza giri di parole e in maniera diretta, come i suoi post sul social, dove lo seguono più di 197mila persone.
Nel corso della chiacchierata si è discusso di disabilità, nella forma e nei termini, ma anche nella concretezza di una condizione che può interessare tutti, e che può permettere, come nel suo caso, di muoversi, andare all’università, ambire ad avere un lavoro, condurre una vita normale.

La puntata ha toccato molti temi: dalla difficoltà di muoversi e viaggiare, all’ironia sulle agevolazioni e benefici derivanti dalla Legge 104, alla sessualità e affettività, alle politiche, a come la disabilità sconti ancora una narrazione sempre in bilico tra pietismo e supereroismo.

La chiacchierata è stata un botta e risposta spesso leggero, come quando il discorso è andato a toccare l’argomento dei viaggi in aereo: ironizzando sul fatto che i jet privati inquinano e non è il caso di utilizzarli per avere maggiore sensibilità ambientale, Emanuel consiglia a Fedez: usa la scusa della disabilità. A me sugli aerei di linea non fanno salire con la carrozzina, perché me la mettono in stiva, col rischio di trovarla rotta. Con la scusa di non voler trovare la carrozzina rotta, dici che ti tocca usare il jet. In questo siparietto il tiktoker ha così raccontato come dovrebbe viaggiare per lunghe tratte in aereo, ovvero su un lettino, a causa della sua condizione, e come questo gli renda impossibile, per ora, affrontare lunghi voli.

Emanuel ha poi posto l’attenzione sul lavoro delle persone con disabilità e sui sussidi, partendo dalla sua esperienza di studente di giurisprudenza che probabilmente intraprenderà la strada da avvocato. Le ambizioni ci sono, dice, anche se l’ambiente non contribuisce ad assecondare certi obiettivi: “(…) c’è tutto un sostegno finchè il disabile sta a cuccia, sta a casa sua…(…) perché l’obiettivo è tenerlo fuori e non includerlo pienamente.

La discussione è passata anche per la narrazione della disabilità e della persona disabile, che nella maggior parte dei casi è tratteggiato ancora come un supereroe o un poverino. A tale proposito, Emanuel, che racconta, nella sua vita di studente, di essere stato quasi sospeso, di aver litigato con insegnanti, e non essere di certo “speciale”, dice: Quello che vorrei fare è raccontare la vita media delle persone con disabilità. Che non è molto diversa da chi disabile non è, soprattutto se nel processo di inclusione anche la famiglia lavora non per isolare ma per far partecipare il più possibile.

A proposito dell’abbattimento della barriere culturali, si è arrivati, infine, a una domanda fatidica che Emanuel ha posto a Fedez: Se per strada con tuo figlio incontrassi una persona con disabilità, e lui ti chiedesse “perché è in quelle condizioni?”, qual è la risposta che tu daresti? La risposa di Fedez è stata: “Mi è capitato, non ricordo di preciso cosa ho detto, ma credo che gli direi – e so che è una risposta sbagliata - è una persona che è stata meno fortunata. Al che Emanuel ha ribattuto: “Secondo me la cosa migliore è dirlo in maniera scherzosa: è stanca, gli fanno male le gambe e sta seduto. Credo sia la risposta migliore per far capire che esistono persone che camminano in modo diverso. Altrimenti si crescerà pensando che la persona in carrozzina sia diversa, quando in realtà il disabile tanto diverso non è: nella maggior parte dei casi ha una vita noiosa come quella di un normodotato”.


Qui sotto, il video integrale della puntata



Redazione

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