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scioperoLa soluzione passa attraverso un impegno economico minimo ma il Governo non sente ragioni

A partire da martedì 23 giugno, una rappresentanza di almeno cento ciechi ed ipovedenti stazionerà a Roma, in Piazza Colonna, davanti alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, fino a quando non arriveranno risposte soddisfacenti dal Governo. Contemporaneamente in tutte le regioni d'Italia saranno organizzati digiuni presso le sedi dei principali quotidiani.

Lo ha deciso l'Assemblea dei Quadri Dirigenti dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, fino a quando non troveranno accoglimento le richieste rivolte al Presidente del Consiglio, quasi tutte a costo zero, relative a:
1. servizio civile
2. integrazione scolastica
3. attività di patronato
4. recupero dei tagli ai contributi statali

L'Unione denuncia lo stato d'animo dei ciechi e degli ipovedenti italiani che si sentono abbandonati dal Governo e dal Parlamento e rinnova le richieste dell'Associazione, inascoltate da troppo tempo:
1. L'approvazione del disegno di legge riguardante il servizio civile che prevede una speciale attenzione per i progetti aventi per oggetto l'assistenza ai disabili gravi e gravissimi;
2. L'attuazione della legge 69 del 2000 , che stanzia risorse per l'assistenza scolastica ai minorati sensoriali, non applicata a causa della mancanza di un regolamento (il Ministero dell'Economia si ostina a dare parere negativo);
3. L'iscrizione all'ordine del giorno di una proposta di legge che prevede l'equiparazione dell'assistenza fornita dalle associazioni dei disabili più rappresentative alle attività dei patronati;
4. Il recupero dei tagli ai contributi concessi dallo Stato all'Unione e ad altri enti erogatori di servizi per i ciechi e gli ipovedenti, contributi che già hanno perduto il loro potere di acquisto a causa dell'inflazione, e ora vengono ulteriormente decurtati di circa un terzo per effetto della riduzione della spesa pubblica.

"Tutti questi no - scrive Tommaso Daniele, presidente nazionale dell'Unione italiana dei Ciechi e degli ipovedenti nel suo disperato appello al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi - hanno come conseguenza meno istruzione, meno formazione professionale, meno prevenzione, meno riabilitazione, meno impiego, meno accesso all'informazione, alla cultura, all'ambiente, all'arte, meno pari opportunità per tutti, il che equivale alla morte civile dei ciechi e degli ipovedenti. L'Unione, pur in presenza di una crisi economica oggettiva del Paese, non può rimanere inerte di fronte ai no del Governo, perché la soluzione dei problemi passa in un caso attraverso l'impegno di pochi spiccioli, negli altri attraverso il costo zero per la finanza pubblica."
I ciechi non hanno mai chiesto e non chiedono la luna. Ma ora hanno bisogno di risposte. E di giustizia.


INFO:

Chiara Giorgi
Media Relations Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti
I-MAGE srl
tel. 0632111980
fax 063611706
cell. 3473351416
c.giorgi@i-mage.com

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